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Di Maio mobilita la piazza contro Mattarella il 2 giugno. Scontro sui 'nomi alternativi'

Luigi Di Maio mobilita la piazza e non molla Matteo Salvini. All’indomani del fallimento della nascita di un governo M5s-Lega, il capo politico 5 stelle chiama il suo popolo alla mobilitazione e annuncia la prima manifestazione in piazza a Roma il prossimo 2 giugno, celebrazione della festa della Repubblica, con in mano un tricolore. Tutto in chiave ‘anti Mattarella’. Il leader M5s dopo la minaccia di impeachment nei confronti del presidente della Repubblica, continua ad usare toni durissimi anche se l’ipotesi di mettere in stato d’accusa Sergio Mattarella trova toni più sfumati dal momento che per ora non è affiancato dal leader della Lega che deve ancora valutare se cavalcare anche questa battaglia. “Sono stato un profondo estimatore di Mattarella ma ora sono veramente deluso”, dice il leader M5s aggiungendo che “andrebbe messo in stato d’accusa qualche consigliere di Mattarella più che Mattarella, ma questo istituto non esiste”. 

In ogni caso, spiega, per l’impeachment, “aspetteremo qualche giorno”. Anche se tra i grillini più duri c’è chi dice che “è la giusta risposta politica” da dare a fronte di quelle che vengono considerate “ingerenze” del Capo dello Stato; e perché, dice qualcun altro, “serve un passaggio parlamentare e un’interpretazione autentica delle norme della Costituzione” dei poteri dello Stato. 

Smentito dal Quirinale https://t.co/veVPXy6oqB

— L’HuffPost (@HuffPostItalia) 28 maggio 2018

Lo scontro con il Colle passa anche attraverso un botta e risposta con tanto di smentita ufficiale del Quirinale. Di Maio sostiene in tv di aver proposto a Mattarella anche dei nomi alternativi a quello di Paolo Savona per il dicastero dell’Economia, in particolare quelli di Bagnai e Siri. Ma il Colle smentisce con una nota: “Non risponde a verità la circostanza, riferita dall’on. Luigi Di Maio a Pomeriggio 5, che al presidente della Repubblica siano stati fatti i nomi di Bagnai e Siri come ministri dell’Economia”. Ma lo staff M5s insiste: “Luigi Di Maio conferma di aver fatto pervenire al Quirinale i nomi di Bagnai e Siri per uscire dall’impasse sul ministro dell’Economia”.

Intanto, Di Maio – volto amareggiato e arrabbiato – per ora non molla Salvini e dopo un faccia a faccia a Montecitorio, lascia capire che la linea è quella portata avanti fin qui, in sintonia. Anzi, i vertici Cinqueslle fanno filtrare la smentita su una frase attribuita a Davide Casaleggio che su Salvini avrebbe detto ‘Ci ha usati’; e Di Maio stesso dice di non credere al complotto anche se qualche perplessità nel Movimento si registra tanto che un deputato di lungo corso ammette: “Noi abbiamo fatto due errori, fidarci troppo di Mattarella e fidarci troppo, forse, di Salvini…”.

Ma il capo politico Cinquestelle va avanti e spiega che la maggioranza in Parlamento, anche senza esecutivo giallo-blu, resta quella M5s-Lega e che chiederanno ai presidenti delle Camere di costituire subito le commissioni parlamentari per iniziare a lavorare sui punti del Contratto. Per questo oggi è previsto già un incontro dei capigruppo M5s e Lega.

#Salvini: Ieri il Presidente della Repubblica ha detto “NO” ad un governo voluto dagli italiani, oggi dice “SÌ” ad un governo votato solo dal PD. #pomeriggio5

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 28 maggio 2018

 

Alle elezioni ancora insieme a Salvini?

Sul tavolo poi c’è l’ipotesi che Cinquestelle e Lega possano andare insieme alle elezioni. Un’alleanza? Parola però considerata tabù nelle regole grilline, in primis da Beppe Grillo. Il dibattito dentro M5s è aperto e naturalmente divide. Carlo Sibilia dice di no ad un’alleanza con la Lega ma invita ad andare al voto con il contratto e con la stessa lista dei ministri preparata insieme. Ma altri pentastellati spiegano che sarebbe meglio evitare perchè così si rischierebbe di portar via molto consenso al Movimento, votato alle ultime elezioni da molti elettori delusi dal Pd. Di questo molti 5 stelle vorrebbero discutere in assemblea congiunta che al momento, però, non è ancora stata convocata. Il timore che il voto già a settembre possa penalizzare il Movimento, si respira tra molti parlamentari.

E anche lo stesso Di Maio dovrà usare tutte le sue armi per non farsi logorare dagli sviluppi di una situazione politica in continuo divenire: Di Maio probabilmente correrà di nuovo come candidato premier e i candidati M5s saranno gli stessi del 4 marzo, ma ci sarà anche Alessandro Di Battista in partenza per san Francisco domani, ma pronto a tornare appena sarà stata fissata la data del ritorno alle urne. Un nome che può essere ‘ingombrante’ per lo stesso Di Maio. I ritmi comunque sono di nuovo quelli da campagna elettorale. Di Maio (come del resto anche Salvini) è tornato all’offensiva mediatica, da Facebook alle tv. M5s di nuovo forza di lotta e di opposizione, status che non a tutti i pentastellati dispiace. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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