TwitterFacebookGoogle+

Di padre in figlia

Articolo di Maria Novella De Luca (Repubblica 27.8.14)

“”COM’È il mondo dei padri visto dalla parte delle bambine? In pochi finora se l’erano chiesto. Parliamo, attenzione, dei famosi “nuovi” padri: quelli che in famiglia ci sono, collaborano, esistono, raccontano favole, spartiscono il lavoro domestico, accudiscono. Nuovi, appunto. E fondamentali. Perché crescere con un genitore così, dicono oggi le ultime ricerche sulle relazioni parentali, aiuta le figlie femmine a sentirsi vincenti, paritarie, a proiettarsi anche verso carriere alte, impegnative, finora spesso soltanto riservate ai maschi. Più astronaute che casalinghe, più fisiche nucleari che infermiere, per nulla vincolate a immagini e ruoli tradizionali. Libere da uno “stereotipo vissuto come destino”, si potrebbe dire, utilizzando una definizione di Stefano Ciccone, fondatore dell’associazione “Maschile plurale”, che di questo mondo di parità tra maschile e femminile si occupa.
Un punto di vista totalmente nuovo dunque, contenuto in una ricerca della British Columbia University di Vancouver, e già diventato oggetto di dibattito globale. Basandosi su interviste ripetute a un campione di 300 ragazzi e ragazze tra i 7 e i 13 anni, insieme ai loro genitori, quattro sociologi hanno dimostrato quanto un rapporto “giusto” tra madre e padre possa influenzare la vita dei figli. Desideri, sogni, aspirazioni: tutto muta se il nucleo da cui parte la vita di un giovane non è più gerarchico ma finalmente paritario. Una “eguaglianza” ancora scarsa a dire la verità, e non solo in Italia. Come emerge dalle testimonianze della ricerca canadese, a occuparsi di bambini e lavoro domestico sono il 68,2% delle donne contro il 42,2% dei maschi, e soltanto nel 15% delle famiglie il tutto viene equamente diviso in due.
Eppure questo 15% ha un significato profondo. Perché laddove i padri sono effettivamente care giver come le loro compagne, le bambine affermano di voler intraprendere carriere scientifiche, ambiziose, inedite anche, tipo allenatore di rugby. Diverse invece le aspirazioni delle ragazzine i cui papà si tengono lontani dal ménage familiare. Da grandi si immaginano mamme, infermiere, bibliotecarie, cantanti, o tutt’al più fashion designer . Non di sola madre, allora. «Finora avevamo verificato il ruolo dei “nuovi padri” solo in funzione dell’armonia di coppia. Questo nuovo studio finalmente inizia a decodificarne anche l’influenza nei confronti dei figli», commenta Barbara Mapelli, docente di Pedagogia delle differenze di genere all’università Bicocca di Milano. «È evidente che se una bambina cresce con un modello di parità tra padre e madre si sentirà libera di scegliere ogni tipo di strada. Il lavoro domestico è uno dei prototipi più duri a morire, vederlo scardinato tra le mura di casa può cambiare radicalmente le prospettive di una ragazzina».
Padri e figlie. Per la prima volta sotto la lente d’ingrandimento, perché qualcosa è cambiato nella relazione. Che le madri abbiano un’influenza enorme sulle scelte della “prole” è secolarmente provato. Responsabilità ritenuta così grande da aver spinto negli anni Novanta il neuropsichiatra Giovanni Bollea a scrivere il saggio Le madri non sbagliano mai , inno all’intuito femminile sui problemi dei figli. Qualcosa che oggi contagia i nuovi padri, i più giovani soprattutto, che non solo ritengono naturale dividere la “domesticità” con mogli e compagne, ma hanno scoperto l’intima bellezza di crescere i figli. Colpisce invece leggendo la ricerca che per i maschi adolescenti ciò che accade tra i genitori non sia poi così importante. «I ragazzi aspirano a carriere tradizionalmente da uomini, ingegneri, chirurghi, manager qualunque sia la divisione dei ruoli in famiglia».
Osserva la psicologa Anna Oliverio Ferraris: «Nelle biografie di molte famose scienziate, da madame Curie a Rita Levi Montalcini vengono citate figure paterne che in antitesi con i tempi spingevano le figlie verso studi e carriere non femminili. E certo non erano uomini che condividevano il carico casalingo, come oggi inizia ad accadere nelle famiglie. Agli occhi di una bambina questa caduta degli schemi diventa un forte incoraggiamento, lezione di parità che le entrerà dentro per sempre. Non mi stupisce l’indifferenza dei ragazzi: da sempre sono abituati a scegliere, qualunque siano le condizioni familiari». Ma crescere con un modello di genitori “egualitario” aggiunge Ferraris, «potrà invece influenzare la sensibilità e la psicologia dei maschi, e mutare in meglio le loro relazioni sentimentali».
Ma in Italia il tempo quotidiano dedicato dalle donne alle incombenze familiari è di 5 ore e 20 minuti contro l’ora e 35 dei mariti. Stefano Ciccone è autore di Essere maschi , saggio in cui delinea un nuovo modo di essere uomini, una diversa identità oltre gabbie e schemi, scaturito dall’esperienza dell’associazione “Maschile plurale”. Dove un gruppo di uomini di diversi mondi ed estrazioni si confronta sui temi dei ruoli, della violenza sulle donne, sulla parità. «La presenza dei padri nel lavoro di cura abbatte lo stereotipo più forte, quello legato alla donna che accoglie e al maschio che agisce, alla madre che è la casa e all’altro che è invece azione e impresa. Una condizione ormai stretta anche per molti mariti, figli, genitori, ma il pregiudizio è duro a morire. Pensate ad un asilo nido in cui fossero soltanto educatori maschi: nessuno iscriverebbe là propri bambini ». La condivisione porta autorevolezza e dignità, aggiunge Ciccone. «Si rompe un destino segnato. Le ragazze, cresciute con questi modelli di eguaglianza sentiranno di potersi realizzare in ogni tipo di ambiente. Gli uomini invece potranno, senza vergognarsi, sperimentare la dolcezza dell’accudire i figli».””

Original Article >>

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.