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Dialogo immaginario tra due cardinali del Sinodo

“Ma sì, diano pure la comunione ai divorziati risposati, facciano quello che vogliono, ma su una cosa non ci piove: il matrimonio è indissolubile. Non ci sono dubbi. Lo ha detto Gesù”.
“Sì, sì, hai ragione. Certo, per chi non conosce il Vangelo, i dubbi ci sono. Come si fa a sostenere, infatti, che un vaso rotto è ancora intatto? Come si fa a sostenere che una fune spezzata è tutta di un pezzo?”.

“Lo so, lo so. Il matrimonio di due persone che si amavano, e che non si amano più per niente, che magari si odiano anche, è evidente che si è rotto, che l’unione si è spezzata, che le due persone sono divise. Ma se Gesù ha detto che il matrimonio è indissolubile, vuol dire che così è. Se avesse detto che un vaso rotto non è un vaso rotto, noi dovremmo credere che un vaso rotto non è rotto”.
“Sì, Gesù ha anche insistito, lo ha detto chiaramente”.
“Sì… sì… hai ragione… però stavo pensando che Gesù ha detto anche altre cose nelle quali solo un babbeo può credere, cose che tutti sanno non possono essere prese alla lettera”.
“E cioè?”.
“Te lo devo ricordare io? “Se avrete fede anche quanto un chicco di senapa e direte a questo monte: «Spostati da qui a lì, esso si sposterà; nulla sarà a voi impossibile».
“E già, e ha anche insistito: «Ancora: in verità vi dico che, se due di voi sulla terra saranno d’accordo su qualche cosa da chiedere, qualunque essa sia, sarà loro concessa da padre mio che è nei cieli»
“Ha insistito, sulla preghiera davvero ha insistito più che sul matrimonio: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto… »”.
“Chissà, forse è ancora presto, magari in un Sinodo futuro si stabilirà che il matrimonio non è indissolubile, anche se lo ha detto Gesù. Facciamo un passettino alla volta. La Chiesa va a passi lenti. Non precorre i tempi”.
“Sì, va  a passi lentissimi… Gesù precorreva i tempi”.   

Renato Pierri

 

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