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Dieci cose che Trump ha promesso di cambiare durante la sua presidenza

Tagli alle tasse, protezionismo con la rinegoziazione dei trattati commerciali, revisione dell'”obsoleta” Alleanza Atlantica, tolleranza zero contro i clandestini e niente visti per gli immigrati dai Paesi complici dei terroristi. è la ricetta per “restituire all’America la sua grandezza” del 45esimo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che si insedierà alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio. Di seguito i 10 principali temi della sua presidenza.
 

1. Immigrazione: il muro si farà

Il muro al confine con il Messico, emblema della retorica anti immigrazione di Trump, si farà. In base all’ultima versione del verbo trumpiano, ad anticipare i soldi per la costruirlo saranno i contribuenti americani e non il governo messicano, come aveva assicurato in campagna elettorale. Ma solo “per non perdere tempo”, ha spiegato Trump, poi i messicani lo rimborseranno “fino all’ultimo centesimo”.

Il miliardario ha inoltre promesso di deportare circa due milioni di immigrati clandestini criminali e di voler subito “cancellare gli ordini esecutivi incostituzionali” del suo predecessore, Barack Obama. Si è inoltre impegnato a bloccare l’immigrazione dai Paesi legati al terrorismo e a “sospendere immediatamente” il piano di accoglienza per i rifugiati siriani.

2. Obamacare a rischio

Cancellare e rimpiazzare l’Obamacare, la legge sanitaria voluta dal presidente Barack Obama, è considerata una pietra miliare dei suo primi 100 giorni di governo. Il Congresso ha già avviato l’iter per abrogarla ma forse, in assenza di un’alternativa precisa, potrebbe decidere semplicemente di emendarla.

3. Protenzionismo e manifattura made in Usa

Trump vuole rinegoziare il Trattato di libero scambio nordamericano (Nafta) e il ritiro degli Usa dal partenariato transpacifico (Tpp). Il presidente eletto ha inoltre minacciato l’imposizione di tariffe del 35% sulle auto costruite in Messico per essere vendute sul mercato statunitense. Braccio di ferro poi con la Cina, accusata di concorrenza sleale con la manipolazione dello yuan. Trump è arrivato a definire “negoziabile” il riconoscimento di una “una sola Cina” con Taiwan come sua parte inalienabile, lasciando intendere che tale impostazione sarà confermata solo se Pechino rivedrà le proprie politiche monetarie e commerciali.

4. Energia: no restrizioni a energia fossile

Trump vuole revocare le restrizioni sulla produzione di energie fossili, rilanciando progetti infrastrutturali come l’oleodotto Keystone XL sul quale il presidente Barack Obama ha posto il veto nel febbraio del 2015.

5. Ambiente: rivedere accordi di Obama

Secondo il 45esimo presidente degli Stati Uniti, bisognerà rivedere tutti gli accorsi firmati da Obama sul clima. In particolare Cop 21, siglato a Parigi da 195 Peesi e poi ratificato all’Onu. Trump ha inoltre promesso di cancellare i finanziamenti ai diversi programmi delle Nazioni Unite dedicati a contrastare il cambiamento climatico.

6. Cuba: disgelo a rischio

Trump ha minacciato di bloccare il disgelo e la normalizzazione delle relazioni con Cuba annunciati dal presidente Barack Obama e dal presidente cubano Raul Castro il 17 dicembre del 2014. “Tutte le concessioni garantite al regime di Castro da Obama sono state decise con ordini esecutivi e ciò significa che il prossimo presidente può annullarle ed è proprio quello che farò se il regime di Castro non accoglierà le nostre richieste”, ha intimato Trump a fine novembre scorso, durante un intervento a Miami. 

7. Israele. Palestina

Il presidente eletto ha scelto l’avvocato David Friedman come ambasciatore Usa in Israele. Le prima dichiarazione del futuro diplomatico è stata che non vede l’ora di “lavorare nell’ambasciata americana nella capitale eterna di Israele, Gerusalemme”, confermando cosi’ l’intenzione di Trump di spostare l’ambasciata da Tel Aviv. Una mossa che potrebbe ibernare il processo di pace con i palestinesi che rivendicano, anche loro, Gerusalemme come capitale.

8. Crescita el 4% e 25M di posti di lavoro 

Trump intende lavorare con il Congresso per l’adozione di un piano economico che consentirà, con tagli alle tasse per la classe media e per le imprese, la creazione di 25 milioni di posti di lavoro in 10 anni. L’obiettivo è una crescita del 4% all’anno. Nel suo programma per i primi 100, giorni si prefigurano investimenti in infrastrutture per 1.000 miliardi di dollari in 10 anni grazie a partnership tra pubblico e privati e incentivi fiscali per le aziende che investono.

9. Russia. Fidarsi di Putin 

“Dobbiamo cominciare a fidarci di Vladimir Putin”, il presidente russo. Così Donald Trump, in una lunga intervista al Sunday Times, ha confermato la sua volonta di collaborare con Mosca, anche se il presidente russo, ha osservato , “in Sira ha fatto brutte cose che hanno provocato una terribile soluzione umanitaria”. Trump si è dichiarato disponibile e cancellare le sanzioni se Mosca deciderà di ridurre i suoi armamenti nucleari. Un problema, quello delle armi atomiche, che il prossimo inquilino della Casa Bianca vuole affrontare in modo “radicale”, anche rivedendo l’accordo sul nucleare iraniano che ha definito “una delle intese piu’ stupide mai viste”.

10. Nato. Un sistema obsoleto  

Durante tutta la campagna elettorale, Trump ha messo in discussione la Nato, lamentando il contributo sproporzionato d parte degli Stati Unti.
La Nato è “un sistema obsoleto essendo stato pensato molti anni fa e perchè i Paesi membri non contribuiscono come dovrebbero”, ha rincarato lo scorso fine settimana in un’intervista al Sunday Times, illustrando i punti chiave di politica estera che distingueranno la sua aimministrazione. Plaudendo alla Brexit, cioè l’uscita del Regno Unito dall’Unione europa, ha attacco la cancelliera tedesca Angela Merkel sull’accoglienza dei migranti e ha annunciato restrizioni anche per gli europei che vogliono viaggiare negli Usa. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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