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Difesa privacy iPhone, Silicon Valley con Apple contro Fbi

Roma – Dopo l’ad di Google, Sundar Pinchai, tutta la Silicon Valley si schiera a favore dell’ad di Apple, Tim Cook, che ha deciso di non rispettare l’ordine del giudice che ha chiesto all’azienda di fornire all’Fbi assistenza tecnica per ricavare informazioni utili dall’iPhone di Syed Rizwan, uno dei due attentatori della sparatoria di San Bernardino, in California, che lo scorso 2 dicembre ha provocato 14 vittime. La presa di posizione piu’ rilevante arriva da una nota della ‘Reform Government Surveillance’ (Rgs), un’associazione che include i maggiori colossi dell’economia digitale: Aol, la stessa Apple, Facebook, Google, LinkedIn, Microsoft, Twitter, Yahoo e tanti altri. “Rgs ritiene che sia estremamente importante dissuadere terroristi e criminali dall’aiutare le autorita’ a rispondere a richieste legali di informazioni per mantenerci tutti al sicuro”, si legge nel comunicato, “non si dovrebbe pero’ domandare alle compagnie tecnologiche di costruire ‘backdoor’ per tecnologie che aiutano a mantenere le informazioni dei loro utenti al sicuro. Le compagnie aderenti a Rgs restano impegnate a fornire alle autorita’ l’aiuto del quale hanno bisogno proteggendo allo stesso tempo la sicurezza dei loro utenti e dei loro dati”.

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