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Disintossicare i ragazzi dal cellulare? Una 'dieta' con 8 raccomandazioni

Dopo una settimana di astinenza da smartphone e internet gli studenti di Prato, ‘cavie’ di un esperimento di disintossicazione proposto dal loro professore Marcello Contento, hanno scoperto che la vita senza cellulare può essere piena e…bella. Al punto da chiedere al prof di prolungare l’esperienza. Loro, nativi digitali, “per la prima volta hanno scoperto il mondo analogico”, spiega all’Agi Alessio Carciofi, esperto di marketing digitale e autore del libro “Digital Detox”, che non demonizza lo smartphone, ma invita a liberarsi dalle cattive abitudini per un uso consapevole e giusto dello strumento. “Viviamo una delle più grandi rivoluzioni dell’uomo, ma non ci è stato fornito un ‘libretto delle istruzioni”. Il risultato è una società ossessionata dai social e dal cellulare. Secondo alcuni studi della Harvard Business Review, del World Economic Forum e della francese Deloitte, controlliamo il cellulare in media dalle 150 alle 180 volte al giorno, il 60% in modo involontario. Come disintossicarsi allora? Carciofi prescrive una dieta detox in 5 passi per adulti, e una personalizzata per i ragazzi. Prima di abbracciare il nuovo ‘regime’ digitale, tuttavia, è necessario essere consapevoli che “i primi tre giorni saranno i più difficili, ma una volta usciti dalla zona comfort la strada sarà in discesa”. Definizione di Digital Detox

Vademecum per ragazzi in 8 punti

Carciofi guida gli adolescenti attraverso l’impostazione di una giornata con uso consapevole ed equilibrato dello smartphone.
  • 1) Al risveglio non prendere subito il cellulare: fai colazione, preparati e ottimizza al meglio la giornata che sta iniziando.
  • 2 Nel percorso da casa a scuola, alza gli occhi dallo smartphone. Osserva il paesaggio.
  • 3) Considera un dono chiacchierare con gli altri. Rispettali, mentre parli con gli amici o con i familiari guardali negli occhi. 
  • 4) Mentre sei a scuola concentrati sulla lezione. Non cercare un collegamento iper testuale e digitale.
  • 5) Il pranzo e la cena sono occasioni di dialogo. Goditi il momento, chiacchiera con gli amici o con i genitori. Tieni il cellulare in tasca o almeno controllalo poche volte. 
  • 6) Fai sport e attività all’aria aperta. In quelle ore dimenticherai completamente il cellulare. E se i tuoi ti chiedono di uscire per buttare la spazzatura, lascia il cellulare a casa. E’ solo per cinque minuti. 
  • 7) Non andate in bagno con lo smartphone. Non concepirla come una “una seduta di lunga durata
  • 8) Attento al fenomeno del “Vamping”: chattare fino a notte fonda. L’ideale, per evitarlo, sarebbe lasciare il cellulare in una altra stanza, ma se è una indicazione troppo punitiva almeno stacca 15 minuti prima di metterti a letto. 

Le “5 R” per disintossicare gli adulti

Agli adulti, lavoratori e non, Carciofi propone un percorso al cambiamento delle abitudini disfunzionali che passa attraverso la “digital felix”: il punto di equilibrio che si raggiunge accostando alla velocità – figlia del digitale – la profondità del mondo analogico. In che modo? Con la regola delle “5 R”:
  • 1) Rallenta – Osserva e prendi coscienza del tempo trascorso online. E chiediti quanto sia fondamentale 
  • Riduci – Individua le abitudini disfunzionali e cerca di capire come cambiarle. Ad esempio, se l’apprezzamento che riceviamo sui social o il piacere dell’interazione ci spinge a controllare sempre più spesso il cellulare, disattiviamo le notifiche. 
  • 3) Ridisegna: Individua dei processi o momenti che vuoi che siano scevri da distrazioni. Che sia un momento focus sul lavoro durante il quale non dovete essere disturbati. Oppure, in ambito casalingo, individuate una zona di casa in cui non prendere in mano lo smartphone. A tavola, ad esempio. Oppure a letto. Fate in modo che quegli spazi siano incontaminati.  
  • 4) Riprogramma: Lavora sulle abitudini, sui rituali di inizio e fine giornata. In questo modo ti avvicinerai alle buone abitudini. La sera, quando vai a dormire, lascia il cellulare in un’altra stanza e porta con te una tisana o un buon libro. La mattina, fai colazione senza tecnologia digitale. 
  • 5) Ricaricati: Concediti del tempo libero con la famiglia o con gli amici, ma non in compagnia del cellulare. Nel week end coltiva i tuoi hobby e non guardare le email almeno per mezza giornata. 

I campanelli di allarme, secondo Giuliani

Se pensate che le persone più avanti con gli anni siano al riparo dalla dipendenza da internet, sbagliate di grosso. “Per una ex professoressa di greco e latino, ad esempio, il pensionamento è stato nocivo”, racconta Salvatore Giuliano, preside dell’Istituto Maiorana di Brindisi, all’avanguardia sull’uso di tablet e pc: “La signora ha scoperto internet subito dopo essere andata in pensione e ne è rimasta folgorata”. Al punto da non rendersi più conto del trascorrere del tempo: “Un pomeriggio è tornata a casa dal supermercato, ha poggiato a terra le borse della spesa e si è precipitata a navigare. Lo ha fatto per ore, fino a quando, la mattina seguente si è ricordata delle buste della spesa e ha scoperto che alcuni dei prodotti acquistati si erano scongelati. A quel punto si è decisa a rivolgersi a uno psicologo”. 
Prima di arrivare alla patologia, però, esistono dei segnali che, se captati in tempo, possono evitare la deriva. Si tratta di indizi che si trovano soprattutto nella gestione dei social network e nel tempo dedicato al mondo virtuale. Non sempre sono indice di una patologia accertata, ma di sicuro indicano che il rapporto che si ha con il cellulare o con il proprio alter-ego digitale non è sano. Ecco 5 sintomi di morbosità, secondo Giuliano:

  • a) Ritoccare con Photoshop la foto del proprio profilo o pubblicare commenti che restituiscono un’immagine di noi migliore, ma falsata.
  • b) Mangiare con il cellulare.
  • c) Effettuare l’accesso in orari notturni.
  • d) Preferire la compagnia virtuale a quella fisica.
  • e) Dare ai follower o agli amici di Facebook informazioni private della nostra vita. Anche pubblicare una foto di cosa si sta mangiando può esserlo

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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