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Disordini in serata al Camping River dopo uno sgombero tranquillo

Non è servita la ruspa invocata in passato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini ma il risultato dello sgombero del Camping River, campo rom della Capitale situato in zona Tiberina, seguendo la ‘terza via’ rivendicata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi in fondo gli somiglia da vicino nell’effetto finale. Arrivati alle prime ore del mattino, in quattro ore 180 agenti della Polizia Locale e operatori dei servizi sociali del Campidoglio, assistiti dalle forze dell’ordine, hanno portato a termine l’operazione di chiusura dell’insediamento, dove vivevano circa 150 persone, mentre altre famiglie avevano già lasciato la struttura nelle scorse settimane in previsione dello sgombero. Si sono però registrati disordini in serata. Un vigile è rimasto ferito in una sassaiola scatenata da una ventina di rom che erano rimasti a presidiare il cancello e avevano cercato di rientrare. 

Asse tra Campidoglio e Viminale

Il Campidoglio a 5 Stelle, dopo oltre un anno dalla presentazione del suo piano Rom, ha così avviato il suo programma di superamento dei campi nomadi della Capitale. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dopo il ricorso presentato da 3 residenti nel campo, martedì aveva sospeso il provvedimento di sgombero, facendone slittare l’esecuzione a domani in attesa di integrazioni documentali richieste al Campidoglio. Ma il Comune già ieri ha inviato a Strasburgo un plico in cui spiegava quali soluzioni alternative erano state offerte agli abitanti della struttura: dal pagamento dell’affitto per 2 anni con una sovvenzione di 800 euro al mese rilasciata a fronte di un contratto di locazione firmato, fino al rimpatrio nei Paesi di origine.

Così, con un giorno di anticipo rispetto alle richieste della Corte, la sindaca ha firmato una nuova ordinanza per chiedere lo sgombero della struttura per ragioni igienico-sanitarie. Del resto l’avallo politico, implicitamente, era arrivato già ieri nel corso del faccia a faccia al Viminale tra Salvini e la Raggi, con il ministro che aveva obiettato: “Non sarà la Corte Europea di Strasburgo a bloccare la soluzione di un problema di ordine pubblico”. Ed infatti nella mattinata, ad operazione ancora in corso, è stato proprio il titolare del Viminale uno dei primi a commentare l’operazione: “Legalità, ordine e rispetto prima di tutto!”. 

Accuse e smentite

Le operazioni di sgombero, nel complesso, non hanno registrato grandi momenti di tensione. Un residente del campo, Florin, 31 anni, ha denunciato: “Questa mattina sono venuti per buttarci fuori, siamo stati trattati come animali, c’è stata violenza, hanno messo le mani addosso alle donne con spinte e usato lo spray al peperoncino su una signora. Qualcuno è uscito volontariamente, qualcuno è svenuto”. Circostanza smentita seccamente dal comandante della Polizia Locale del Campidoglio Antonio di Maggio: “Tutto si è svolto nella massima regolarità, le persone sono state invitate ad uscire ed a parte delle ovvie rimostranze non abbiamo utilizzato alcuna forma di coazione fisica. Ovvero, non abbiamo utilizzato manette, non abbiamo allontanato le persone con la forza, utilizzato spray al peperoncino, né armi da fuoco, né manganelli, che tra l’altro non abbiamo. Abbiamo utilizzato la forza del convincimento ad uscire, cosa che le persone hanno fatto”. 

Una volta terminata l’operazione fuori dal campo sono rimate circa 100 persone, a ripararsi alla rinfusa dal sole tra materassi, frigoriferi, valige e altre suppellettili tirate fuori dai moduli abitativi per essere portate con se dagli sfollati. Tra loro tanti bambini, alcuni neonati. Il Campidoglio ha contato 43 persone che hanno accettato assistenza alloggiativa in delle strutture di accoglienza. 

La “terza via” di Virginia

Esulta la sindaca Raggi: “Una terza via basata su inclusione e rispetto della legalità, tutela dei diritti e rispetto dei doveri è possibile”. E ancora: “Il nostro modello, garantire l’inclusione e un rigoroso rispetto della legalità, potrà mettere fine alla realtà ghettizzante dei campi e dare maggiori tutele ai più piccoli”. Critiche invece le opposizioni con il presidente del Pd Matteo Orfini che ha commentato: “Oggi a Roma non c’è stato un sgombero. C’è stata una deportazione”. E il deputato di +Europa Riccardo Magi, presente sul posto, ad incalzare la sindaca: “Si devono offrire soluzioni alternative che non possono essere la separazione dei nuclei familiari, il piano di superamento dei campi della giunta ha fallito e la Raggi si sta salvinizzando”. 

Sassaiola contro i vigili in serata

Il Messaggero riferisce di “tafferugli” avvenuti in serata davanti al Camping River a Roma sgomberato oggi dalla polizia locale. “Un gruppo di nomadi rimasti fuori a presidiare il cancello, quando ha cominciato a piovere, ha tentato di rientrare nel camping. Davanti al cancello c’erano una ventina di vigili che sono stati costretti all’uso della forza per arginare il tentativo di sfondamento”, scrive il quotidiano romano, “il cancello è stato divelto, è iniziata una sassaiola verso i vigili che hanno respinto l’invasione. Un agente è rimasto ferito, non si sa ancora nulla delle sue condizioni. L’uomo, in servizio al Gruppo Ostia, è stato trasportato d’urgenza con un’ambulanza all’ospedale Sant’Andrea. Gli agenti rimasti sul posto hanno chiesto l’intervento del reparto mobile della polizia”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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