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Disuguaglianza. Perché l’1% decide le sorti del 99%?

La disuguaglianza è causa, nonché conseguenza, del fallimento del sistema politico e contribuisce all’instabilità del nostro sistema economico, il quale a sua volta contribuisce ad aumentare la disuguaglianza, in un circolo vizioso che è come una spirale discendente in cui siamo caduti.
Joseph E. Stiglitz

Il mondo in cui viviamo è sempre più globale. Le dinamiche che legano vicende politiche ed economiche sono sempre più sfuggenti, articolate e difficili da racchiudere in pensieri finiti utili per comprendere la realtà delle cose. Il cittadino comune, mai come oggi, ha la sensazione che i paesi, i mercati, la politica siano su una barca senza timoniere, fuori controllo, che procede, per forza di cose, alla deriva.

Il malcontento per il presente e la sfiducia per il futuro sono le costanti che, oggi, accomunano intere generazioni. Eppure c’è qualcuno che in tutto questo marasma cerca una direzione, studia la realtà dei fatti, cerca delle soluzioni concrete per riappropriarsi del timone ed invertire la rotta. Ma facciamo un passo indietro.

Qualche settimana fa esco dalla Feltrinelli del Duomo (a Milano) con Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro del premio Nobel per l’economia Joseph E. Stiglitz. Sarà capitato anche a voi di entrare in libreria con idee chiarissime sugli acquisti da fare e uscire, magari dopo estenuanti e miratissime ricerche tra gli scaffali, con tutt’altro. La chiamano serendipità e, come ci spiega Wikipedia, è il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra; se mi concedete di darvi un consiglio, abbandonatevi ad essa (ogni tanto)! E’ la maniera più semplice per sconfinare dagli interessi circoscritti che la maggioranza di noi ha e cominciare ad esplorare nuove possibilità lasciando a casa i pregiudizi.

Non sono un economista, non ho conoscenze pregresse nel campo, probabilmente ho lasciato per strada tanti concetti espressi da Stiglitz in questo suo libro, ma ne ho portato a casa uno terribilmente angosciante: viviamo in un mondo insopportabilmente ingiusto! Bene, direte voi, era proprio necessario leggere 450 pagine di saggio per scoprire l’acqua calda? Beh sì, ed ora cercherò di spiegarvi perché.

E’ un mondo ingiusto perché iniquo. Non tutti abbiamo le stesse possibilità. Non è necessariamente un confronto tra stati poveri e stati ricchi, la disuguaglianza è presente già ad un livello molto più vicino all’individuo: è nella nostra società.

A dispetto della convinzione diffusa, una elevata disuguaglianza si riflette in un sistema economico meno efficiente e produttivo di come potrebbe essere se si abbattessero, almeno in parte, le iniquità, per non parlare, ovviamente, dell’instabilità sociale che ne scaturisce. Contrastare la disuguaglianza significa “contenere gli eccessi di chi sta in alto, rinforzare chi sta in mezzo e aiutare chi sta in basso”. Un primo passo potrebbe essere quello di intervenire sul sistema fiscale, imponendo tasse progressivamente più elevate per i ricchi e offrendo protezione sociale per le classi disagiate, garantendo la competitività dei mercati per evitare che si creino situazioni di grandi profitti legati al monopolio. I governi, con le politiche che di volta in volta adottano, possono avere un ruolo di primo piano nel correggere i mercati, ne consegue che mercati molto sbilanciati che portano a società con elevati tassi disuguaglianza sono frutto di cattive politiche che tendono a preservare gli interessi specifici di categorie privilegiate.

Qualcuno potrebbe obiettare che seguire questi precetti è sintomo di invidia ed eccessivo accanimento nei confronti di chi ha avuto successo nella vita. Stiglitz ricorda a costoro che non si tratta solo di espletare un sentimento così banale, perché spesso proprio chi sta in alto tende a sfruttare il proprio potere economico per influenzare la politica ed ottenere condizioni fiscali tali da permettergli di pagare molto meno di quanto sarebbe giusto. Inoltre bisogna considerare che “il capitalismo moderno è diventato un gioco complesso, dove per vincere non basta un po’ di cervello. Chi vince spesso possiede anche caratteristiche meno degne di ammirazione: l’abilità di aggirare la legge o di plasmarla a proprio beneficio, il desiderio di sfruttare gli altri, anche i poveri, e la disponibilità a giocare scorrettamente quando necessario.

Se vi ho incuriosito abbastanza, vale la pena fare uno sforzo e sfogliare qualche pagina per saperne di più (trovate i link Amazon qui sotto). Recentissimamente Stiglitz si è espresso anche sulla questione euro, se siete interessati date un’occhiata a L’euro. Come una moneta unica minaccia il futuro dell’Europa.

http://daunbailo.over-blog.it/2017/07/globalizzazione-disuguaglianza-austerita.perche-l-1-decide-le-sorti-del-99.html

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