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Dizionario della stupidità (2016)

Di Piergiorgio Odifreddi –

Il Dizionario della stupidità non è un’enciclopedia: se no, si sarebbe chiamato Enciclopedia della stupidità. L’estensione spazio-temporale e la densità biologica degli stupidi l’avrebbe forse richiesto, ma le limitatezze dell’autore l’hanno impedito. Nessuno infatti domina completamente la stupidità, propria e altrui, e ciascuno ne ha solo una visione parziale, interna ed esterna: di quella ha dovuto accontentarsi l’autore, e dovrà accontentarsene anche il lettore.

Il Dizionario della stupidità è appunto un dizionario: se no, si sarebbe chiamato in un altro modo. E poiché va trattato come tale, non va letto in sequenza dall’A alla Z, o viceversa, ma sfogliato alla ricerca di voci che possono attirare l’attenzione o stimolare la curiosità. Anche se, fino a quando non se ne legge una, non si può sapere se dia un esempio o un controesempio di stupidità.

E forse non lo si capisce neppure dopo, perché ciò o colui che appare stupido a qualcuno può non apparire stupido a qualcun altro, e viceversa. In ogni caso, nell’intenzione dell’autore gli esempi vorrebbero mostrare cosa o come la stupidità è, e i controesempi cosa o come non è. Ovviamente dal suo personale punto di vista, che forse gli permette di riconoscere la stupidità altrui, ma certo non la sua.

Ed è appunto la certezza che gli stupidi sono sempre gli altri, a permettere a ciascuno di noi di convivere così bene con la propria stupidità. Nessuno si sogna di contestare l’affermazione che la quasi totalità della gente è stupida. Ma a nessuno passa per la testa che allora è quasi certo che uno di quegli stupidi sia lui: tanto meno all’autore di questo Dizionario.

Il lettore lo scoprirà presto, così come scoprirà presto l’uso dei cunei. Svelarglielo a priori presupporrebbe che è uno stupido, ma non scoprirlo a posteriori confermerebbe che lo è. Non basta però scoprirlo per refutarlo, ovviamente. Anzi, nessuno può mai dimostrare di non essere almeno un po’ stupido, perché qualche stupidaggine la pensiamo, la diciamo o la facciamo tutti, prima o poi: resta solo da determinare quante. L’autore sa di averne fatta qualcuna, spera di averne scritte molte e si scusa di non averne pensate di più.

http://www.piergiorgioodifreddi.it/libri/libri-semi-tecnici/dizionario-della-stupidita/

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