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Doccia scozzese per Trump. La premier non lo accoglie e va al Gay Pride

La premier scozzese, Nicola Sturgeon, non incontrerà il presidente americano, Donald Trump, che trascorre il weekend in Scozia, e ha invece deciso di guidare la marcia del Gay Pride organizzata a Glasgow. Tra Sturgeon e Trump non corre buon sangue: i due non hanno mai nascosto i dissapori, alimentati anche dalle contrapposte visioni politiche. In realtà nella ‘due giorni’ Trump non incontrerà nè il primo ministro, nè alcuno dei suoi ministri. La sosta in Scozia è una visita privata incastrata tra il summit della Nato a Bruxelles, la ‘ventiquattr’ore’ a Londra e l’incontro lunedì a Helsinki con il presidente russo Vladimir Putin. 

Un rapporto tormentato

Trump ha un rapporto intenso, ma turbolento con la Scozia. La madre, Mary Anne MacLeod, aveva solo 18 anni quando nel 1930 lasciò la remota isola di Lewis, nel nord della Scozia, per tentare la fortuna a New York, una dei milioni di migranti della diaspora al di là dell’Atlantico; e pochi anni dopo, quando lavorava come cameriera, sposò l’uomo con cui avrebbe poi messo al mondo, cinque figli, tra cui quello che diventerà il 45esimo presidente della maggiore potenza mondiale. Ma nonostante i natali, i rapporti di Trump con la Scozia sono sempre stati contrastati, non solo con il governo ma anche con la popolazione. Sturgeon lo ha criticato sin dalla campagna elettorale, quando chiedeva agli americani di votare per la rivale sconfitta, Hillary Clinton. Di recente lo ha criticato pesantemente per la politica migratoria ai confini con il Messico. La premier aveva persino chiesto che la visita fosse cancellata dopo che il presidente aveva ri-twittato i video del leader del partito di estrema-destra britannico, Britain First, con chiare connotazioni islamofobe. Ma i problemi maggiori stati creati da uno dei due resort del magnate immobiliare.

Il nodo dei resort trumpiani

Il Trump Turnberry, situato al largo della costa sud-occidentale di Ayrshire, è quello in cui il presidente e la moglie Melania – arrivati venerdì all’aeroporto Glasgow Prestwick, da dove partiranno per la Finlandia domenica – trascorrono il fine settimana. Ad aprile il resort, che Trump ha acquistato nel 2014, è stato nominato come il miglior hotel dell’anno in Scozia. I problemi sono con il MacLeod House & Lodge Hotel della regione di Aberdeenshire, situato in una splendida cornice naturale della costa orientale, e che è stato circondata da polemiche fin dalla sua costruzione.

Trump aveva promesso di creare posti di lavoro e di apportare vantaggi all’ambiente e all’economia locale; ma invece, poco dopo l’inizio della costruzione, cominciò una battaglia legale per i danni che un vicino parco eolico marino creava alla vista del resort. Ne è nata una battaglia con il governo e gli ambientalisti finita nei tribunali e persino in Parlamento: nel 2012, primo ministro Alex Salmond, Trump fu chiamato a testimoniare in Parlamento; e quando gli chiesero come potesse suffragare l’affermazione che l’installazione di impianti eolici avrebbe “portato alla distruzione quasi totale del settore turistico in Scozia”, rispose semplicemente: “Io sono la prova”.

Al gay pride, Sturgeon si è detta “orgogliosa che la Scozia sia considerata uno dei Paesi più progressisti in Europa in materia di parita’ Lgbt”. Intanto, mentre a Glasgow a migliaia protestavano contro la presenza di Trump, l’intera amministrazione semi-autonoma scozzese ha chiesto al governo di essere rimborsata per le spese di sicurezza per la ‘due giorni’ del presidente.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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