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Domani Obama dal Papa, «ma è difficile che si parli di aborto»

ObamaPer Il Sismografo è più probabile che i temi principali del colloquio saranno «le urgenti emergenze planetarie: guerre, conflitti armati striscianti, fame e iniquità sociali».

Domenico Agasso jr – Torino  –
Papa Francesco incontra domani per la prima volta il presidente degli Stati Uniti Barak Obama, che dopo cinque anni torna in Vaticano, dove il 10 luglio 2009 incontrò Benedetto XVI. Quello di domani sarà l’incontro numero 28 dal 1919, anno della prima visita di un presidente Usa, Woodrow Wilson, in Vaticano. Il dato statistico include tutti gli incontri: quelli in Vaticano e quelli in  territorio statunitense. 

«Dei 28 incontri tra un Papa e un Presidente degli Stati Uniti d’America (incluso quello del prossimo 27 marzo) dal 1919 al 2014, 95 anni»,  sottolinea Il Sismografo,

sito informato in tempo reale sull’attività della Santa Sede, «21 si sono svolti in Vaticano, 1 a Castel Gandolfo e 6 in territorio statunitense». È Giovanni Paolo II «il Papa che ha avuto più incontri con un Presidente Usa (15). Invece il Presidente Usa che più incontri ha avuto con un Papa è George Bush jr. (6)». E soltanto due Papi, «Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, sono stati ospiti del Presidente Usa nella Casa bianca. I Papi che hanno incontrato governanti Usa sono 6 e i Presidenti che hanno incontrato il Pontefice sono 12. Solo 17 incontri si sono svolti nel periodo dei rapporti diplomatici al più alto livello (nunzio e ambasciatore), dal 1984 a oggi». 

Sull’appuntamento di domani tra il Pontefice e Obama «c’è da scommettere – sottolinea il Sismografo – che l’incontro sarà non solo cordiale, ma per certi versi sarà anche gioviale, perché i protagonisti lo sono e hanno in comune i pregi della sincerità e dell’educazione». Obama del resto è convinto che «la buona politica si basa anche sulla possibilità di essere in disaccordo restando educati e affabili». 

Tra Francesco e Obama vi sono differenze «in questioni rilevanti anche perché, nel caso di alcune materie, sono in gioco principi dottrinali secondo la Chiesa. La più essenziale riguarda l’aborto, l’obbligatorietà delle leggi e dei regolamenti voluti da Obama, l’obiezione di coscienza dei singoli e le norme amministrative federali d’applicare agli organismi d’assistenza cattolici». Da parte loro i vescovi statunitensi, da diversi anni, conducono «una dura battaglia contro le posizioni di Obama e non hanno mai fatto sconti pur restando sempre aperti al dialogo e alla ricerca di soluzioni di compromesso. In questa battaglia – rileva il Sismografo – i vescovi non hanno mancato di fare ricorso alla giustizia in diversi singoli stati e a livello federale». 

Il sito ricorda inoltre che per i vescovi degli Usa le leggi di Obama in materia di aborto e di anticontraccettivi, con i conseguenti obblighi legali per tutti, mettono in pericolo la libertà religiosa. Infine, «sarebbe il caso di aggiungere la questione delle unioni tra persone omosessuali di fronte alla quale i vescovi statunitensi sono in mobilitazione permanente». 

Ma per Il Sismografo presumibilmente questi temi saranno toccati in modo più diretto nei colloqui del segretario di Stato americano John Kerry con il suo omologo vaticano, cardinale Pietro Parolin, e i loro collaboratori più stretti. 

«Fra Obama e papa Francesco è più probabile che i temi principali del colloquio siano le grandi e più urgenti emergenze planetarie: le guerre dichiarate, i conflitti armati striscianti, la fame e le iniquità sociali, i modelli economici che mortificano e lacerano la centralità della persona umana e della sua dignità, le condizioni necessari della pace».

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-obama-33004/

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