TwitterFacebookGoogle+

Domani Russia alle urne, esordisce nuova legge elettorale

Mosca – La Russia, e per la prima volta la Crimea, con un totale di 109 milioni di cittadini aventi diritto, eleggera’ domani una nuova Duma (la Camera bassa del parlamento),tre mesi prima della naturale scadenza dell’attuale parlamento. L’iniziativa era stata promossa l’anno scorso dal presidente della Duma Serghei Naryshkin, sostenuto dal partito di governo Russia Unita, e con l’appoggio degli altri tre partiti della cosiddetta “opposizione di sistema”: Russia Giusta, i liberal-democratici dell’Ldpr e i comunisti (Kpfr). Tutte e quattro le formazioni – che costituiscono attualmente una Duma fedele al Cremlino – sono sicure di rientrare in parlamento, dopo il voto dal quale ci si aspetta poco piu’ che la riconferma dello status quo. Domani si votera’ non solo per la nuova Duma, ma anche per rieleggere 38 parlamenti regionali e sei governatori (Komi, Zabaikalski, Tver, Tula, Ulianovsk e Cecenia).

VOTO ANTICIPATO E’ dal 1993 che le legislative, in Russia, si tengono a dicembre. Secondo molti analisti, il voto e’ stato anticipato a uno degli ultimi fine settimana della buona stagione, con i russi piu’ interessati a passare una giornata in campagna che nei seggi elettorali, nel tentativo di arginare il piu’ possibile l’effetto di un probabile aumento del malcontento tra i cittadini, che fanno i conti con due anni di crisi economica. Le ultime legislative, del dicembre 2011, macchiate da brogli e manipolazioni su vasta scala, portarono a proteste di piazza di una portata mai vista prima nella Russia di Putin, e a cui sono seguite leggi repressive che, di fatto, hanno spento il debole movimento d’opposizione e scoraggiato ogni dissenso. L’esperienza del 2011 ha, pero’, indotto il Cremlino a concedere una legge elettorale piu’ flessibile, che ha permesso quest’anno a parte dell’opposizione non parlamentare di partecipare, per la prima volta, alla consultazione popolare.

NUOVA LEGGE ELETTORALE Domani esordisce la nuova legge elettorale, approvata nel 2015, e che introduce un sistema misto: meta’ dei seggi (225) viene assegnato con metodo proporzionale, da liste di partito in ogni distretto elettorale federale, e l’altra meta’ con metodo maggioritario in collegi uninominali. Molti dei candidati dell’opposizione non parlamentare raccontano di aver impiegato buona parte del loro tempo, in campagna elettorale, per spiegare ai cittadini cosa sia un “collegio uninominale”, perche’ in molti non sapevano di cosa si trattasse. La confusione degli elettori nelle urne, dove si votera’ anche per alcune amministrazione municipali e regionali, e’ un fattore temuto dai partiti minori. L’introduzione del maggioritario mira a combattere la disaffezione dei cittadini per la politica e a creare un legame piu’ stretto tra le e’lite regionali e il Cremlino. Secondo Petra Stykov, della Ludwig Maximilian University di Monaco, la nuova legge finira’ per giovare per lo piu’ a Russia Unita e ai partiti gia’ noti che “hanno come candidati figure forti, in grado di vincere nei collegi uninominali, ma anche strutture organizzate in modo disciplinato e a livello federale”.Quando Vladimir Putin ha promulgato la nuova legge, i suo detrattori l’hanno chiamata un’ “imitazione di riforma”, concessa all’opposizione liberale. Per entrare nella Duma, le formazioni politiche devono oggi superare una soglia di sbarramento, che scende dal 7 al 5%. Nell’attuale Duma, uscita dalle legislative del 2011, siedono 238 deputati di Russia Unita, 92 del Partito Comunista, 64 di Russia Giusta e 56 del partito Liberal-democratico.

RESTYLING ALLA COMMISSIONE ELETTORALE CENTRALE “Garantire che il voto sia visto dalla societa’ russa e dalle e’lite come legittimo e’ il mezzo migliore del regime per prevenire proteste di massa ed e’ il cuore del disegno del nuovo sistema politico”, si legge in un lungo rapporto del Carnegie Center sulla futura Duma di Stato. E’ stato cosi’ rimosso il longevo capo della Commissione elettorale centrale russa Vladimir Churov, diventato simbolo del massiccio ricorso ai brogli per manipolare i risultati. Al suo posto e’ stata nominata l’ex ombudsman per i diritti umani Ella Pamfilova, con la missione di ridare credibilita’ al processo elettorale. La Pamfilova ha gia’ avvertito che laddove i risultati presenteranno irregolarita’, verranno dichiarati non validi. Nuove regole prevedono anche che solo un giudice puo’ invalidare una scheda e non giu’ semplicemente il presidente di seggio.

OSSERVATORI MENO LIBERI Ma le intenzioni e promesse di un voto trasparente sono state minate da alcune iniziative che limitano la possibilita’ di un monitoraggio indipendente del voto. La Ong Golos, che nelle legislative del 2011 aveva denunciato brogli su vasta scala, e’ stata dichiarata “agente straniero”, secondo una recente legge che impone l’etichetta di memoria sovietica a tutte le organizzazioni no profit, che ricevono finanziamenti dall’estero e si occupano di politica. In questo modo, i suoi osservatori non avranno accesso ai seggi come invece era stato finora. Sono cambiate le regole stesse del monitoraggio: prima un giornalista poteva entrare ai seggi solo mostrando la sua carta stampa, ora invece e’ obbligato ad accreditarsi e deve rispondere a determinati parametri: deve essere alle dipendenze di una testata registrata e in cui vi lavora da almeno due mesi prima del giorno delle elezioni. Ridotto anche il numero di osservatori dai partiti: due per ogni seggio e devono avvertire della loro presenza almeno tre giorni prima delle operazioni di voto. Piu’ aperto l’atteggiamento verso gli osservatori stranieri, a cui e’ stato concesso di condurre una missione di monitoraggio pre-elettorale. La Russia ha invitato gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Oltre a quelli Osce, vi saranno osservatori dai paesi della Comunita’ degli Stati indipendenti (Cis),dell’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (Sco),dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (Csto) e assemblee parlamentari. La nuova legislazione non puo’ prevenire pero’ pratiche molto diffuse in Russia come quella dell’utilizzo della “mobilitazione amministrativa”, vale a dire pressioni sui dipendenti pubblici e di aziende statali perche’ indirizzino il loro voto sul partito di governo. (AGI) 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.