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Don Andrea Contin, la Curia di Padova nega il fascicolo ai carabinieri. Diocesi invoca il Concordato contro la Magistratura

di redazione Blitz – Pubblicato il 17 gennaio 2017 14:32

PADOVA – Richiesta negata perché così dicono i Patti Lateranensi. C’è anche un risvolto politico nello scandalo che ha travolto Don Andrea Contin, l’ex parroco della chiesa di San Lazzaro a Padova finito nella bufera per le sue presunte numerose amanti, le presunte 0rge in canonica, i presunti scambi di coppia in Croazia e l’armamentario erotico chiuso nella stanza all’ultimo piano. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, infatti, la Curia di Padova avrebbe invitato la magistratura a muoversi nel rispetto dell’autonomia della Diocesi, invocando il concordato tra Stato e Chiesa.

La palese levata di scudi si sarebbe verificata il 22 dicembre scorso quando il maresciallo Alberto Di Cunzolo avrebbe chiesto conto alla Diocesi del passato di Don Contin. Un passato scottante come testimonia anche l’audizione di una delle donne coinvolte nella canonica a luci rosse, che poi ha denunciato il sacerdote. La stessa Curia all’indomani dell’esplosione dello scandalo aveva ammesso: “Dalla comunità di San Lazzaro ci erano arrivate segnalazioni, avevamo anche aperto un’inchiesta interna, ma l’intervento della magistratura è arrivato prima della nostre conclusioni”.

Eppure alla richiesta di visionare il fascicolo aperto dal Tribunale Ecclesiastico Diocesano, i carabinieri si sono visti sbattere la porta in faccia. “In caso di segnalazioni riguardanti comportamenti di sacerdoti la prassi ecclesiale prevede una verifica dell’attendibilità e della fondatezza delle informazioni, attraverso un procedimento canonico”. I carabinieri sono arrivati prima.

Tanto riserbo però non può che apparire sospetto anche alla luce delle recenti novità emerse. Secondo le rivelazioni della ex amante del parroco, infatti, sarebbero coinvolti anche altri preti della città e dei comuni limitrofi. Preti amici che avrebbero preso parte alle ipotetiche 0rge in canonica, organizzate dal Don. Al momento nessuno di loro è indagato né sospettato di aver commesso reati. Ma la Procura è determinata a individuarli e a interrogarli, per capire la loro posizione.

Intanto un’importante svolta alle indagini potrebbe arrivare dai filmati Hard trovati nella canonica. I video delle presunte 0rge etichettati con i nomi dei papi: su quei dvd sono impressi gli incontri er0tici del sacerdote, in coppia o durante le orge con altri uomini, come descritto dalla parrocchiana che il 6 dicembre lo ha denunciato portando a galla una storia che andava avanti da sei anni.

http://corrieredelveneto.corriere.it/venet…210782949.shtml

LO SCANDALO DELLA CHIESA PADOVANA
Don Andrea: altri preti alle orge
Si allarga l’inchiesta a luci rosse
La procura vuole interrogare altri sacerdoti coinvolti

PADOVA È una frase soltanto, ma potrebbe avere un effetto deflagrante. Alle orge organizzante da don Andrea Contin, l’ex parroco di San Lazzaro indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione, «hanno partecipato altri preti». Il j’accuse, pesante ma che la procura non ha sottovalutato allargando l’inchiesta sull’ex parroco, arriva direttamente dalla stessa voce che il 6 dicembre ha acceso la miccia dell’indagine penale che ha portato una perquisizione nella canonica di don Contin a quattro giorni da Natale. Da quel momento nulla è stato più lo stesso.

Don Andrea che lascia il posto avuto una decina d’anni prima – quando arrivò a sostituire don Paolo Spoladore, spretato dal Vaticano per un figlio che il tribunale gli ha riconosciuto – e un mondo sommerso e perverso che viene a galla, ferendo dritto al cuore la comunità di San Lazzaro a Padova e portando sotto gli occhi di tutti quanto don Andrea custodiva geloso in una stanza della canonica, chiusa a chiave e trasformata in set porno con catene, stivali vertiginosi, manette, fruste, collari e una collezione di falli. Dal più piccolo al più grande. Tutto descritto nella denuncia della quarantanovenne parrocchiana ai carabinieri, dopo una vita da amante costretta a subire rapporti con altri uomini. E, lo si scopre ora, con altri sacerdoti.

Preti amici che don Andrea avrebbe contattato per mettere a disposizione la sua donna. Al momento nessuno di questi uomini di Dio è indagato, né tantomeno sospettato di aver commesso un reato penale. La procura però non ha preso sotto gamba le parole della donna (gran parte della stessa denuncia è stata poi comprovata dalle perquisizioni, e questo la renderebbe attendibile su tutta la linea, ndr), dando incarico ai carabinieri del maresciallo Alberto Di Cunzolo di risalire ai sacerdoti del Padovano tirati in ballo e poi interrogarli, per capire la loro posizione. È, questo, un punto estremamente delicato delle indagini, se non altro per l’effetto dirompente dell’accusa. Come se non bastasse c’è poi il lato politico dell’inchiesta, con la magistratura chiamata a muoversi nel rispetto dei Patti Lateranensi e dell’autonomia della Diocesi. Due scudi che la Curia padovana ha levato fin da subito, evitando di consegnare i fascicoli del Tribunale Ecclesiastico Diocesano all’Arma.

Era il 22 dicembre quando il maresciallo di Cunzolo bussava agli uffici di via Dietro Duomo chiedendo conto del passato di don Contin. Un passato che c’era, come testimoniano l’audizione al Tribunale Ecclesiastico padovano della donna che poi ha denunciato il sacerdote, e il secondo esposto portato in Curia da un’altra parrocchiana per denunciare la sua storia di sesso con don Andrea. Il giorno prima una pattuglia dei carabinieri aveva sollevato il velo sulla doppia vita del parroco, che da lunedì ha come avvocato il penalista Gianni Morrone, subentrato al collega Michela Godina. Sempre lunedì l’inchiesta ha mosso il secondo passo ufficiale. Il sostituto procuratore Roberto Piccione ha incaricato l’ingegner Nicola Chemello di aprire il pc e i dvd di don Andrea. Novanta giorni di tempo per visionare e fare una relazione su una decina tra dvd (diventati famosi per essere stati catalogati con i nomi dei papi) e vecchie cassette Vhs, un pc, una decina di chiavette Usb, un tablet, lo smartphone e un altro cellulare del sacerdote e i cinque telefonini della vittima.

Lì sarebbero custodite le immagini dei rapporti di don Andrea con le sue donne, una ventina in tutto. Riprese fatte dal parroco durante i rapporti, di coppia e di gruppo. E in quei filmati la procura intende trovare la prova non tanto delle orge (confermate dalle altre sei donne sentite a cavallo di Capodanno) quanto della consegna del denaro da parte degli uomini che a quegli incontri partecipavano. Dall’analisi del materiale tecnologico potrebbero spuntare link a siti o annunci cercati o postati dal prete su internet, dov’era lui – dice la denuncia – a cercare altri uomini e organizzare gli incontri per soldi. Anche se adesso lo snodo cruciale è un altro: capire chi siano i preti del Padovano coinvolti nelle orge. Trovarli e interrogarli per scoprire di più sulla vita nascosta di don Andrea Contin.

17 gennaio 2017

www.lavocedeltrentino.it/2017/01/17…-andrea-contin/

Blitz a Trento contro don Andrea Contin
Redazione Trento | gennaio 17, 2017

Don Andrea Contin, prete della parrocchia di San Lazzaro a Padova, è diventato negativamente famoso per i suoi vizi e per le sue perversioni sulle quali le forze dell’ordine stanno indagando.

Questa notte i militanti dell’associazione animalisti hanno affisso sul cancello della “Congregazione di Gesù Sacerdote” in via Giardini 36 a Trento, un enorme striscione diretto a don Andrea Contin.

Da voci attendibili infatti, sembra che il prete Padovano sia stato accolto in questo luogo religioso di recupero per i preti macchiati di peccati di origine sessuale.

Ma, il punto che interessa Centopercentoanimalisti è un altro. «Dalle varie indagini in corso infatti emerge che il prete “sporcaccione” abbia speso 1000 euro per assistere in prima fila al palio di Siena insieme ad una delle sue molteplici amanti» – si legge nella nota. «Per noi quindi è una conferma – spiegano gli animalisti nel volantino della rivendicazione – Contin non ama gli Animali, anzi, ha speso pure cifre enormi per assistere ad una delle più grosse vergogne d’Italia, il palio dei Cavalli di Siena, il peggiore».

«Non a caso, – aggiungono gli animalisti – negli ultimi 40 anni, solo a Siena, sono morti oltre 50 Cavalli, tra corse, prove, e Animali abbattuti in seguito a incidenti. Una strage, che purtroppo continua, alimentata dalla follia dei contradaioli e da chi ricava guadagni dall’afflusso dei turisti, tra cui il prete perverso Padovano. Anche questo signore quindi, ha contribuito a tenere in vita questa “tradizione” che odora di morte della piccola città Toscana famosa per il panforte».

Secondo «centopercentoanimalisti» sembra che alle perversioni di don Contin manchi solo la caccia. «Sarebbe stata una “bella lotta”con un altro celebre pervertito: il cacciatore Pietro Pacciani» – termina la nota (qui la rivendicazione dell’associazione animalista)

La vicenda è ormai nota a tutti. Padre Andrea Contin è stato denunciato per abusi sessuali da molte donne. Pare che però alcune di queste fossero state consenzienti. L’anno scorso partirono anche due denunce per molestie nei confronti del parroco.

La Curia sapeva, eccome. L’estate scorsa due esposti erano arrivati sul tavolo di qualche importante sacerdote al vertice della Diocesi padovana: quello firmato dall’ex amante di don Andrea, la 49enne impiegata che lo ha denunciato.

E un altro sottoscritto dalla 51enne, pure ex amante, che aveva confermato il racconto della “collega” prima della perquisizione del 21 dicembre in canonica.

Gli inquirenti hanno poi trovato anche dei filmini pornografici contenenti orge e di tutto un po’, dove il prete era anche protagonista.

Fino ad ora sono emerse sette amanti che il parroco avrebbe frequentato negli ultimi anni. Con loro avrebbe ammesso rapporti sessuali anche contemporaneamente.

Secondo l’ipotesi investigativa il prete avrebbe offerto le sue donne ad altri partner per soldi.

Ma non sarebbe finita qui, infatti la Guardia di Finanza sta svolgendo gli accertamenti sui conti, il danaro movimentato da don Andrea, a quanto sembra, sarebbe stato oltre le possibilità dello stipendio di un parroco, di solito piuttosto contenuto

www.padovaoggi.it/cronaca/prete-san…4541.1478861797

Prete di San Lazzaro, “altri sacerdoti nelle orge”

Prete di San Lazzaro, nella denuncia dell’ex amante spuntano “altri sacerdoti nelle orge”
La magistratura interrogherà i religiosi che avrebbero preso parte agli incontri sessuali per verificare se l’ormai ex parroco incassasse soldi. Al via gli accertamenti anche sui dvd hot

Redazione
17 gennaio 2017 09:05

Prete di San Lazzaro, “altri sacerdoti nelle orge”

Altri preti avrebbero partecipato alle orge organizzate dall’ormai ex parroco di San Lazzaro, indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione. Ad affermarlo – come riportano i quotidiani locali – la sua ex amante e oggi accusatrice, una parrocchiana di 49 anni, tra le pagine della denuncia rilasciata il 6 dicembre scorso ai carabinieri della stazione di Padova da cui è scaturita la perquisizione in canonica che, nella settimana di Natale, ha fatto deflagrare il caso. Nei prossimi giorni, gli inquirenti identificheranno e sentiranno, in qualità di persone informate sui fatti, i sacerdoti del Padovano, citati con dovizia di particolari dalla 49enne, per verificare se l’ormai ex parroco incassasse soldi per realizzare questi incontri sessuali.

VERIFICHE SU DVD&CO. Lunedì, il pm Roberto Piccione ha incaricato l’ingegnere Nicola Chemello di svolgere un accertamento tecnico, che dovrà concludersi entro 90 giorni, sui contenuti digitali di dvd (catalogati dallo stesso don con il nome dei Papi della storia della Chiesa) e videocassette, chiavette usb, un tablet, un pc, uno smartphone, un vecchio cellulare sequestrati al prete e su 5 telefonini messi a disposizione dalla 49enne. Sempre da lunedì, l’ex parroco di San Lazzaro ha come nuovo difensore l’avvocato penalista Gianni Morrone, subentrato a Michela Godina.

IL BLITZ DEGLI ANIMALISTI. Intanto, nella notte tra lunedì e martedì, militanti di Centopercentoanimalisti hanno affisso sul cancello della “Congregazione di Gesù Sacerdote”, a Trento (dove sembrerebbe che il prete sia stato accolto in questo periodo), un enorme striscione diretto all’ex parroco. “Dalle indagini emerge che il prete ‘sporcaccione’ abbia speso mille euro per assistere in prima fila al palio di Siena – scrivono in una nota gli animalisti, ricordando le “spese pazze” del don emerse nell’inchiesta – Non ama gli animali, anzi, ha speso pure cifre enormi per assistere a una delle più grosse vergogne d’Italia. Non a caso, negli ultimi 40 anni, solo a Siena, sono morti oltre 50 cavalli, tra corse, prove, e animali abbattuti in seguito a incidenti. Una strage, che purtroppo continua, alimentata dalla follia dei contradaioli e da chi ricava guadagni dall’afflusso dei turisti, tra cui il prete perverso padovano”.

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