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Doni, baci e onorificenze. La giornata di Macron in Vaticano

Una giornata nel cuore del cattolicesimo per il presidente dello Stato laico per eccellenza. Al centro dell’agenda di Emmanuel Macron, l’incontro di quasi un’ora con Papa Francesco di cui si è parlato anche di accoglienza, ma prima c’era stata la colazione con i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio e, nel pomeriggio, la cerimonia per la consegna del titolo di Protocanonico d’Onore del Capitolo lateranense e un incontro con alcuni membri della comunità francese residente a Roma. Prima ancora, in serata, un incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, reso noto solo nel pomeriggio, che ha avuto al centro il futuro della Ue e la questione dei migranti, che negli ultimi giorni ha fatto salire alle stelle le tensioni tra Roma e Parigi.

Un colloquio record

L’appuntamento più importante è stato l’incontro “emozionante” con Papa Francesco che lo ha ricevuto in Vaticano poco prima delle 11. Si sono trattenuti in un colloquio durato 57 minuti, un record per il Santo Padre, che così a lungo non si era intrattenuto neanche con l’allora presidente americano, Barack Obama. Il Pontefice inoltre si è mostrato sempre sorridente e ha cercato di parlare in francese. Nel salutarsi, si sono scambiati tre baci sulle guance e Macron ha più volte stretto a sè il Papa. “Nell’incontro abbiamo parlato della questione dei migranti ma non abbiamo affrontato nello specifico la politica italiano o la posizione dell’Italia”, racconterà poi Macron in serata. “Il tema migrazioni riguarda tutti e con il Papa c’è stato uno scambio proficuo”. “Bienvenue”, ha detto Francesco accogliendo il capo di Stato francese e la sua delegazione composta da 13 persone, compresa la premiere dame, Brigitte Macron, vestita rigorosamente di nero come vuole il protocollo della Santa Sede, tacchi altissimi e uno chignon a tenerle composti i capelli. 

Il pontefice ha ricevuto Macron nella Sala del Tronetto, antistante la Biblioteca, dove avvengono i colloqui privati. La stretta di mano è durata piu’ di dieci secondi ed erano entrambi “ansiosi” di confrontarsi. I due si sono seduti allo scrittoio, l’uno di fronte all’altro, e il Papa ha atteso l’uscita dei giornalisti per cominciare la riunione (si è solo sentito che presentava l’interprete spiegando che era stato molti anni in Africa).

Macron era arrivato in Vaticano da Palazzo Farnese, percorrendo via della Conciliazione alla testa di un convoglio di 30 auto, tra veicoli ufficiali e della sicurezza. Al suo arrivo nel cortile di san Damaso, era stato ricevuto dal prefetto della Casa pontificia, monsignor George Gaenswein, che lo ha accompagnato insieme alla delegazione negli appartamenti papali. Al termine dei colloqui, Macron ha presentato al Papa la delegazione composta da esponenti della società civile, tra cui Veronique Fayet, la presidente di Secours Catholique-Caritas.

Lo scambio di doni

Macron ha regalato al Papa un’edizione del 1949 del “Diario di un curato di campagna” di Georges Bernanos. Papa Francesco ha ricambiato donando al presidente francese, come fa abitualmente con i capi di Stato, una medaglia di San Martino, vescovo di Tours, che cedette il suo mantello a un mendicante, simbolo di generosità nei confronti dei più vulnerabili. “È una medaglia – ha spiegato – realizzata da un artista romano del secolo scorso. Ritrae San Martino e vuole sottolineare la vocazione dei governanti in aiuto dei poveri. Tutti siamo poveri”. Il Pontefice ha anche donato a Macron i suoi documenti Evangelii gaudium, Laudato Sì, Amoris Laetitia, Gaudete et exsultate e l’ultimo Messaggio per la Giornata mondiale della pace.

Un’antica tradizione

Poco dopo le 15, Macron accompagnato dalla sua delegazione e anticipato da decine di ambasciatori di vari Paesi, in prima linea quelli africani, alla Basilica di San Giovanni in Laterano. “In qualità di presidente della Repubblica francese, ho accettato questa onorificenza perché appartiene a una tradizione di concordia e amicizia tra la Francia e il Vaticano”: Macron ha spiegato così la sua adesione alla proposta della Santa Sede di ripristinare il titolo canonico che spetta al capo di Stato per un’antica tradizione che lega la Francia al Vaticano.

“Una relazione – ha aggiunto Macron – che è frutto di una storia anche se singolare, che spero si sviluppi ancora, e che ci permetta di lavorare insieme a servizio della pace e del bene comune. Questa forza pacifica che ci permette di superare le sfide”. Nel suo intervento, il capo dell’Eliseo ha anche invitato ad “accompagnare con il dialogo i cambiamenti della nostra epoca e non con la rigidità”. Ha inoltre invitato, sempre in riferimento all’accoglienza, a fare prevalere il senso filosofico e trascendentale e quindi a evitare la chiusura verso gli altri. Ha infine elogiato la laicità come scelta di credere o non credere, affrontando così un tema per cui era stato criticato in patria. 

L’incontro con la Comunità di Sant’Egidio

Nella mattinata il presidente Macron aveva invece ricevuto a Palazzo Farnese i rappresentanti delle comunità di Sant’Egidio con “cui c’è stata grande consonanza”. Al centro del tavolo, Africa e crisi migrazioni su cui “il presidente Macron ha chiesto una soluzione a livello europeo”. “E’ stato un incontro molto interessante, preparato negli ultimi mesi, e che si è concentrato sui temi della stabilizzazione dell’Africa e dello sviluppo dei Paesi africani in modo che da permettere ai giovani africani di rimanere e lavorare nel proprio Paese”, ha raccontato il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, che ha anche ringraziato Macron per aver “citato i corridoi umanitari come modello per l’emigrazione regolare”.

Faccia a faccia con Conte

Il colloquio con il premier italiano, avvenuto alla Casina Valadier, è stato invece “un incontro ufficioso, chiesto da Conte”, ha spiegato Macron, secondo il quale si è trattato di una “cortesia” fuori dal protocollo. “Prima di domenica – ha spiegato Macron – il presidente del Consiglio Conte mi ha chiesto di incontrarci, e i nostri rappresentanti si sono messi in contatto e c’è stato un incontro che mi sembra essere totalmente rispettoso del protocollo e delle tradizioni”. “È stato – ha aggiunto – uno scambio privato, ed è per questo che non è stato reso pubblico; è stata una conversazione tra me e lui, e come ho già detto in altre occasioni, ci siamo confrontati su questioni di attualità, che si tratti di eurozona e migranti”. “Tengo molto al protocollo – ha detto l’inquilino dell’Eliseo – bisogna rispettarlo, quindi quando c’è una visita al Papa e al Vaticano, questa non va confusa o mescolata con quello che succede prima della visita. Quindi, è chiaro che non ci sarebbe stato un incontro ufficiale né con il presidente della Repubblica né con il presidente del Consiglio italiani”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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