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Dopo il 4 marzo il Movimento (animalista) si è frantumato. Una mappa

Michela Brambilla ha fallito. E con lei il Movimento Animalista. Ne è convinto Rinaldo Sidoli, responsabile centro studi del partito che in una nota diffusa mercoledì, prende le distanze dall’operato della Brambilla e annuncia la nascita di un nuovo fronte: l’Alleanza Popolare Ecologista. “Lascio con rammarico il Movimento Animalista. Troppe ed incolmabili le distanze che ormai da tempo mi frappongono alle linee programmatiche del partito: completamente snaturata la matrice identitaria e culturale del progetto politico trasversale”.

“Strategia malvagia e maldestra”

“Non è questo – prosegue Sidoli – il partito che immaginavamo, non è questo il progetto per il quale mi sono e ci siamo impegnati. Non condivido il metodo divisivo ed autoreferenziale che si è scelto di perseguire. Incomprensibile la scelta di non voler coltivare un dialogo democratico e plurale all’interno del partito. L’involuzione di un certo linguaggio sui diritti umani costituisce per me un ostacolo non più sormontabile. È stata portata avanti una strategia maldestra e inefficace nel tentativo di strappare un qualche strapuntino tramite accordi scellerati. Troppe volte le mie posizioni contro la caccia sono state soffocate per alleanze con liste distanti dalla difesa di ambiente e animali”.

Il nuovo partito

Per Sidoli è stata persa “una grande occasione di cambiamento e la capacità di incidere nella realtà. Il Movimento Animalista non esiste più. Darò vita assieme ad altri esponenti ad un nuovo progetto plurale ed inclusivo, che si chiamerà APE, Alleanza Popolare Ecologista, che sarà lanciato a Roma. Costruiremo insieme un’alternativa di cambiamento con umiltà e coraggio. Rimane invariata l’espressione della mia profonda stima verso l’onorevole Brambilla e le sue battaglie”.

Chi sono gli ecologisti e animalisti italiani

Non sono molti i partiti ad aver stilato un programma basato soprattutto sulla tutela degli animali e dell’ambiente.

Movimento Animalista: Fondato nel marzo del 2017 a Milano, si propone di come scopo quello di tutelare il patrimonio naturale, gli animali e i loro diritti. Ispiratore del Movimento è Silvio Berlusconi, mentre l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla è stata insignita della carica di presidente dell’associazione.

Il Movimento Animalista si è poi organizzato con una struttura di coordinamenti regionali, provinciali e cittadini. Vice presidente è stato nominato Edgar Meyer, già presidente di Gaia Animali e Ambiente onlus. Tra i punti nel programma c’è anche del programma ci sono l’opposizione ai circhi dove vengono utilizzati animali, l’assistenza veterinaria gratuita per i padroni meno abbienti, l’opposizione al piano abbattimento lupi e alla macellazione rituale.

Insieme: Italia Europa Insieme, nota semplicemente come Insieme, è una lista elettorale italiana di ispirazione ulivista, presentata alle elezioni politiche italiane del 2018 all’interno della coalizione di centrosinistra e guidata da Giulio Santagata. E’ la lista che comprende il Partito socialista e la Federazione Verdi.

Verdi: Fondata nel 1986, in occasione delle elezioni del 2018 la Fondazione ha deciso di concorrere nello schieramento “Insieme” a sostegno di Matteo Renzi. Il partito del “sole che ride”, quello ecologista per antonomasia, spiega nel suo statuto cosa significa essere verdi:

            •          Verde è chi assume la tutela dell’ecosistema come ragione della propria identità.

            •          Verde è chi vede nella crescita economica, imperniata sullo sfruttamento più intenso ed esteso della natura e del lavoro umano, la causa originaria dello stato di degrado del nostro pianeta.

            •          Verde è chi ritiene che le grandi migrazioni e il riprodursi di conflitti locali e di guerre regionali abbiano la loro radice nel crescente divario tra Nord sviluppato e Sud depresso, tra aree ricche e aree povere, tra mondi dell’opulenza e mondi della miseria.

            •          Verde è chi rifiuta ogni forma di razzismo e discriminazione.

            •          Verde è chi si adopera per la salvaguardia e in difesa dei diritti degli altri animali e fa propria la dichiarazione universale dei diritti degli animali approvata dall’UNESCO.

            •          Verde è chi si impegna per l’unità politica dell’Europa sulla base del federalismo democratico e del principio di sussidiarietà.

Negli anni la fondazione è andata scindendo e fondendosi con altri partiti. Ecco le principali tappe:

    •       Il 9 dicembre 1990 la Federazione delle Liste Verdi si unì ai Verdi Arcobaleno per dar vita alla Federazione dei Verdi

    •       Nel 1992 una parte della Federazione dei Verdi si distaccò dal gruppo dando vita ai Verdi Federalisti.

    •       Il 17 gennaio 2007 una parte della Federazione dei Verdi si distaccò dal gruppo dando vita agli Ecologisti per l’Ulivo che poi confluirono ne l’Ulivo.

    •       L’8 novembre 2009 una parte della Federazione dei Verdi si distaccò dal gruppo dando vita all’Associazione Ecologisti che poi confluì in Sinistra Ecologia e Libertà

    •       Il 23 aprile 2010 una parte della Federazione dei Verdi (guidati da Camillo Piazza, Palmiro Manco, Diego Tommasi) si distaccò dal gruppo dando vita all’Alleanza Ecologica per l’Italia che poi confluì nell’Alleanza per l’Italia.

La politica strizza l’occhio a cani e gatti

Escludendo gli ex Verdi e il Movimento animalista, in Italia mancano partiti del tutto schierati sui due temi. Tuttavia, alle ultime elezioni, la politica intera, da destra a sinistra ha incluso nei programmi istanze ambientaliste o animaliste. La Lega anti vivisezione (Lav) ha setacciato programmi dei singoli partiti e il curricula dei candidati alle Politiche del 4 marzo 2018 e ha redatto due report nel quale viene dato conto di chi, tra le forze politiche, si è posto realmente vicino agli animali o all’ambiente. Ecco cosa ne è venuto fuori:

Centro-destra: La coalizione di centrodestra sembra essere la parte politica più attenta alle istanze animaliste. Al punto 4 del programma comune, infatti, si trova la promessa di un “Codice delle norme a tutela dei diritti degli animali domestici e di affezione”. Questo non vuole però dire che la coalizione sia ambientalista:  il corpus di norme riguarderebbe solo cani, gatti, criceti, furetti, pesciolini rossi e canarini. Resterebbero fuori tutti gli altri, quelli selvatici. Da tutt’altra parte si posiziona il partito di Matteo Salvini, storicamente vicino ai cacciatori e ai pescatori. Nel programma, infatti, si legge: “Il nostro governo chiederà con forza e determinazione all’Ue di modificare e/o cancellare qualsiasi direttiva volta a penalizzare la pesca italiana, come quella che impone “fermi pesca” ponderati su base burocratica e non scientifica (insensati come quello sulla pesca del bianchetto, delle vongole e altre specie ittiche dei nostri mari), oppure l’ingiusta ripartizione delle quote riservate alla pesca del tonno rosso”.

Centrosinistra: Il Partito democratico non ricomprende nella sua agenda politica la questione della tutela degli animali. La nuova formazione di Emma Bonino, +Europa, promette invece una “seria e coerente politica di salvaguardia dei parchi naturali e delle altre zone protette, anche con la prospettiva di ampliarne l’estensione, una crescita della sensibilità nei confronti delle specie animali, da tradurre anche in vincoli di comportamento”.

Insieme: E’ la più attenta alle istanze ambientaliste. Nel programma si legge: “Dobbiamo condannare gli allevamenti intensivi e i pesticidi. Vogliamo una legislazione sempre più avanzata per garantire i diritti degli animali Impedire la riapertura alla caccia del lupo”. Inoltre, nella sezione intitolata “Insieme per le riforme”, viene promesso “l’inserimento aggiuntivo nell’articolo 9 della Costituzione della tutela dell’eco-sistema e del benessere animale”.

M5s: Secondo i volontari di Lav, l’agenda dei pentastellati sembra non volere esporsi troppo per non perdere i favori di chi ambientalista non è: “Si deve evitare che la disciplina del controllo faunistico finisca per legittimare la caccia nelle aree protette, e soprattutto non condividiamo che si proceda alla vendita degli animali abbattuti o catturati in operazioni di controllo. Estensione di aree protette”. Più positiva la parte rubricata sotto la parola “giustizia” nella quale si promette «la revisione e inasprimento delle leggi attuali riguardanti i reati ambientali e quelli nei confronti degli animali domestici e selvatici. Riconoscere l’animale come essere senziente”.

Liberi e uguali: Criptico il loro programma. Sul tema ambiente, infatti, si legge: “Dobbiamo costruire nuove relazioni con i mondi che ci circondano: per il benessere animale, contro la caccia in deroga, per la promozione della biodiversità, per comportamenti più salubri, per ridurre l’impronta ecologica, per tutelare la natura e quindi noi stessi”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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