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Dopo un weekend di stallo, cosa aspettarsi da questa settimana in vista del nuovo governo

Nemmeno il weekend ha fatto fare passi avanti alle trattative per la nascita di un nuovo governo. L’appello del capo dello Stato alla responsabilità, resasi ancor più necessaria dopo l’acuirsi della crisi siriana, sembra non aver aperto un varco nel blocco di veti incrociati tra Movimento 5 Stelle e Forza Italia come tra Lega e PD.

Il risultato, dopo sei settimane dalle elezioni e due giri di consultazioni, è che si brancola ancora nel buio. Matteo Salvini ha chiesto a Luigi Di Maio uno sforzo in più ma il leader del MoVimento 5 Stelle ha confermato la sua linea: il centro-destra unito è un danno per il paese e apre al Pd.

Mentre Silvio Berlusconi ha confermato la sua idea di un governo di alto profilo senza i Cinquestelle. Unica timida schiarita nel panorama la disponibilità annunciata dal PD a sedersi per un confronto con l’eventuale premier incaricato, quando ci sarà.

La totale assenza di dialogo, perlomeno ufficiale, tra i due leader che hanno avuto maggior successo alle elezioni sembra quindi far calare nel borsino del toto premier l’ipotesi di un pre incarico a uno dei due. Quando venerdì al termine del secondo giro di consultazioni Sergio Mattarella aveva annunciato che la prossima settimana avrebbe fatto sapere qual era il percorso da lui scelto per uscire dallo stallo tutti avevano capito che l’idea del preincarico e quella del mandato esplorativo avevano pari possibilità.

Ma ora l’ostinazione a restare sulle posizioni di partenza fa ipotizzare a qualcuno che la via del mandato esplorativo a uno dei presidenti delle due, Camere Elisabetta Casellati o Roberto Fico, potrebbe essere quella più utile perché darebbe ancora un estremo supplemento di tempo ai partiti per avviare un confronto. Ma sono solo ipotesi che potrebbero cambiare se ci fossero novità nei prossimi giorni.

Primo cruciale banco di prova del confronto potrebbe essere il dibattito al seguito delle comunicazioni del presidente del consiglio Paolo Gentiloni sulla crisi siriana previste martedì al Senato. Il giorno dopo, molto probabilmente, il capo dello Stato suonerà la campanella di fine ricreazione: vi ho dato abbastanza tempo per confrontarvi ma non è servito a nulla, ora decido io perchè il paese ha bisogno di un governo.

Ma a fronte delle distanze ancora incolmabili le strade sono ancora due: il preincarico a Salvini o Di Maio o il mandato esplorativo, e di certo quest’ultimo sarebbe la soluzione meno dirompente e che darebbe un supplemento di tempo alle forze politiche.

Domani Sergio Mattarella sarà a Forlì per ricordare l’assassinio da parte delle Br di Roberto Ruffillì politico e docente democristiano che aveva lavorato alla commissione Bozzi per le riforme e aveva fatto della dialogo tra i partiti e della cultura della coalizione il suo faro: un ricordo che il capo dello Stato spera possa essere di ispirazione anche in queste settimane.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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