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Draghi, alta disoccupazione crea generazione perduta

Roma –  L’elevata disoccupazione giovanile nell’Eurozona rischia di creare una “generazione perduta” e bisogna agire in fretta per evitarlo. E’ l’appello del presidente della Bce, Mario Draghi. “L’Eurozona e’ riuscita solo lo scorso anno a tornare ai livelli di attivita’ economica visti prima della crisi e alcuni paesi, compreso il Portogallo, non ci sono ancora arrivati”, ha dichiarato Draghi in un discorso al Consiglio di Stato portoghese, e le nostre economie sono ancora segnate da significative vulnerabilita che devono essere affrontate in fretta. Un problema chiave e’ la disoccupazione giovanile, che impedisce ai giovani di giocare un ruolo pieno e significativo nella societa’”. “Pur essendo la generazione meglio istruita della storia, i giovani di oggi stanno pagando un prezzo elevato per la crisi”, ha proseguito il numero uno dell’Eurotower, “in Portogallo ancora circa un terzo dei giovani e’ senza lavoro; cio’ danneggia seriamente l’economia perche’ a queste persone che vogliono ma non riescono a lavorare e’ precluso lo sviluppo delle loro abilita’”. “Per evitare di creare una ‘generazione perduta’, dobbiamo agire in fretta”, ha chiosato Draghi.

L’Europa è vulnerabile a nuovi shock: a lanciare l’allarme è il presidente dell’Eurotower, Mario Draghi nel rapporto Bce 2015. “Le prospettive per l’economia mondiale – dice Draghi – sono circondate da incertezza. Dobbiamo fronteggiare persistenti forze disinflazionistiche. Si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andra’l’Europa e alla sua capacita’ di tenuta a fronte di nuovi shock. In questo, il nostro impegno a onorare il mandato conferitoci continuera’ a rappresentare un’ancora di fiduciaper i cittadini d’Europa”. Draghi ha poi ribadito che la Bce non si pieghera’ a un’inflazione troppo bassa: “A fine anno – afferma – abbiamo ricalibrato la nostra politica per fronteggiare nuovi effetti avversi derivanti dagli andamenti economici mondiali, che hanno spinto al ribasso le prospettive di inflazione. Questi effettiavversi si sono intensificati agli inizi del 2016, rendendo necessario, da parte nostra, un orientamento ancora piu’espansivo della politica monetaria”. Con queste decisioni,aggiunge, “abbiamo ribadito che, anche dinanzi a forze disinflazionistiche su scala mondiale, la Bce non si piega a unlivello di inflazione eccessivamente basso”. L’Eurotower evidenzia inoltre che l’Italia dovra’ risanare i conti pubblici guardando pero’ alla crescita. Il nostro Paese, insieme a Spagna, Lituania e Austria, e’ stata giudicata a “rischio non conformita’” con il Patto europeo di Stabilita’.

“Il 23 novembre l’Eurogruppo ha esortato i paesi a rischio di non conformita’ ad adottare le misure aggiuntive necessarie afronteggiare i rischi indicati dalla Commissione: ma “e’ importante che il risanamento di bilancio sia favorevole alla crescita”. “Dal lato delle uscite, – spiega la Bce – le revisioni della spesa offrono uno strumento promettente perindividuare le prestazioni che non determinano necessariamenteun aumento del benessere. Dal lato delle entrate, rendere ilsistema tributario piu’ favorevole alla crescita e limitarel’evasione fiscale rappresentano importanti ambiti diintervento in diversi paesi. In particolare, la riduzione delcuneo fiscale sul lavoro puo’ esercitare effetti positivi sullacrescita e sull’occupazione”. Infine la Bce sottolinea che”mentre la ripresa economica e’ proseguita a ritmi diversi nei vari paesi dell’area dell’euro, gli sforzi volti a sostenerel’offerta e aumentare la capacita’ di tenuta delle economiesono stati generalmente limitati nel 2015. Come gia’ nell’anno precedente, il ritmo di attuazione delle riforme strutturali e’rimasto lento, nonostante le modifiche apportate durante il Semestre europeo del 2015 al fine di accrescere la titolarita’ nazionale delle riforme e incoraggiarne l’attuazione”. (AGI)

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