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Droga, allarme Onu su ambiente e ritorno dell'eroina

Vienna – La coltivazione di sostanze stupefacenti rappresenta una minaccia per l’ambiente ed e’ tra le principali cause di deforestazione e di distruzione della biodiversita’: e’ l’allarme lanciato dal Rapporto Mondiale sulle droghe dell’Onu, diffuso a Vienna, che denuncia anche un preoccupante ritorno dell’eroina con quasi 30 milioni di consumatori e il boom della cocaina tra i nuovi ricchi dell’Asia. E segnala un incremento del consumo di cannabis in quegli stati degli Usa dove è stata legalizzata. 

Secondo il rapporto annuale dell’Unodc, il problema dell’ambiente e’ particolarmente grave nei Paesi delle Ande in cui si coltiva coca e in quelli asiatici dediti alla produzione di oppio. Dalle piantagioni illegali alla realizzazione di piste di atterraggio o di strade clandestine, fino alle attivita’ con cui i narcotrafficanti nascondono il riciclaggio di denaro, tutto passa attraverso il disboscamento, osserva l’Ufficio dell’Onu per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) che esprime timori per la sopravvivenza stessa di specie animali e vegetali. E’ il caso della Colombia dove si stima che tra il 2001 e il 2014 siano spariti 22.400 ettari di boschi all’anno per far posto alle piantagioni di coca. A cio’ si aggiungono le sostanze chimiche utilizzate per la produzione di cocaina e oppiacei che inquinano le campagne, o l’uso eccessivo di acqua in zone dell’Afghanistan.

Il ritorno dell’eroina – Particolarmente allarmante e’, per l’Unodc, il ritorno dell’eroina fra le droghe piu’ popolari con 29,6 milioni di consumatori. Insieme agli altri oppiacei che si iniettano, l’eroina e’ la droga piu’ pericolosa per la salute. Gli esperti hanno elevato al rango di “epidemia” i casi di overdose negli Stati Uniti, e anche in Europa la situazione si e’ fatta preoccupante, nonostante il calo della produzione del 38% rispetto all’anno precedente. A favorire la rinascita, i consumatori di oppioidi sintetici utilizzati come sedativi o analgesici che acquistano i prodotti sul mercato nero.

Cocaina, la droga dei ricchi asiatici – Mentre negli Usa e in Europa il consumo di cocaina si mantiene stabile dopo i picchi del 2006 e 2007, in Asia e’ piu’ che triplicato negli ultimi anni trainato dai nuovi ricchi dei Paesi piu’ sviluppati. E se nel mondo il numero di consumatori e’ in aumento, non e’ lo stesso per la quantita’ di cocaina perche’ chi la consuma lo fa in misura minore. Con un conseguente calo della produzione che ha registrato iun calo del 30% tra il 1998 e il 2014. Oggi i circa 18,8 milioni di consumatori nel mondo assumono 28,6 grammi di coca all’anno contro i 36,6 grammi consumati da 14 milioni di consumatori nel 1998.

Usa, aumenta il consumo di cannabis dove legalizzato – Le Nazioni Unite hanno avvertito che il consumo di cannabis e le richieste di soccorsi sono aumentati in quegli Stati americani in cui la sostanza e’ stata legalizzata.
“I dati recenti degli Stati (americani) che hanno legalizzato il consumo ricreativo di marihuana indicano che e’ aumentato il consumo di cannabis”, fa notare l’Onu.

I dati si basano sull'”incidenza della cannabis nel numero di persone ricoverate nei servizi di pronto soccorso, nel numero di ricoveri, incidenti di traffico e morti causate da questi”, precisa il documento.
L’Onu aggiunge che su scala mondiale il consumo di cannabis si e’ stabilizzato, pero’ in alcune regioni -specialmente America del Nord ed Europa occidentale e centrale, questo consumo e’ aumentato”. 

Nel 2014, quasi il 3,8 per cento della popolazione mondiale ha consumato cannabis, una percentuale che non e’ variata dal 1998 e che equivale a circa 186 milioni di adulti che consumano la sostanza almeno una volta in un anno.
In Usa l’uso ricreativo della cannabis e’ stato legalizzato da referendum popolari in quattro Stati, Colorado, Washington, Oregon e Alaska. L’Onu segnala che i dati arrivano soprattutto da Colorado e Washington, che hanno approvato la misura con un referendum nel novembre 2012. In Colorado, che ha legalizzato la vendita nel gennaio 2014, si e’ prodotto un aumento della prevalenza del consumo, specialmente tra i 18 e i 25 anni. Mentre nel 2011 il 27 per cento delle persone in questa fascia d’eta’ affermava di aver consumato cannabis nel mese precedente, nel 2014 questa cifra e’ aumentata al 31 per cento. (AGI)

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