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Due attacchi kamikaze a Teheran

Terrore a Teheran, dove due kamikaze si sono fatti esplodere, uno al mausoleo di Khomeini, un altro all’interno del Parlamento, dove un gruppo di uomini armati era entrato prendendo alcune persone in ostaggio. Sette il bilancio provvisorio delle vittime. Gli attacchi sono stati rivendicati dall’Isis.

Ecco quello che sappiamo

  • Al parlamento sono entrati in azione almeno quattro uomini: alcuni armati di fucili d’assalto. Il numero totale delle vittime della successiva sparatoria è sette. Secondo uno dei giornalisti rimasto intrappolato all’interno, le persone prese in ostaggio sono quattro. Uno degli attentatori è stato catturato. Un altro ha aperto il fuoco sui passanti nella vicina piazza Baharestan. Dopo l’arrivo delle teste di cuoio, i deputati iraniani hanno cominciato a scandire lo slogan. “Morte all’America, morte al suo servo: l’Arabia Saudita”. In seguito uno degli attentatori si è fatto esplodere al quarto piano dell’edificio, nella zona degli uffici amministrativi. La situazione è ancora in evoluzione. 
  • Al mausoleo di Khomeini sono entrati in scena tre attentatori, tra cui una donna che si è fatta esplodere. La donna era entrata armata dalla porta occidentale del mausoleo e quando la polizia le ha intimato di abbandonare l’arma ha fatto detonare la carica che aveva addosso, causando alcuni feriti.
  • La notizia che si fosse verificata un’esplosione nella metropolitana di Teheran è stata smentita dalle autorità.
  • L’Isis ha rivendicato gli attentati attraverso il suo ramo libico.
  • Un terzo commando che intendeva compiere un attacco è stato neutralizzato. Non è noto l’obiettivo.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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