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Due italiani uccisi a Dacca, 7 in ostaggio

Dacca – Due italiani e un agente della polizia locale sono stati uccisi nell’attacco di un commando di 8 o 9 persone armate in un ristorante a Gulsham, lussuoso quartiere del centro di Dacca, la capitale del Bangladesh. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo islamico che si ispira all’Isis. Altri sette italiani sono in ostaggio, mentre un decimo italiano che si era riparato nel giardino retrostante il ristorante e’ stato tratto in salvo dalla polizia. Tra le persone in mano ai terroristi ci sono anche alcuni bambini.

Secondo l’ambasciatore italiano, Mario Palma, “risultano sette italiani tra gli ostaggi” e quella degli aggressori è “una missione suicida”: gli assalitori non hanno “alcuna volonta’ di negoziare alcunche'”. Secondo Palma, i terroristi “vogliono attuare un’azione molto forte e cruenta”. L’ambasciatore ha anche riferito che gli italiani in ostaggio sono imprenditori e commercianti del settore dell’abbigliamento. L’allerta e’ stata dato da uno di loro che, al momento dell’assalto, si era recato nel giardino del locale per fare una telefonata. Si tratta dello stesso uomo che è stato tratto in salvo dalla polizia. Palma ha anche affermato che tutto il personale dell’ambasciata risulta al sicuro.
Nell’assalto, secondo il diplomatico, sono rimasti uccisi due poliziotti e 11 persone sono rimaste ferite in modo grave. La preoccupazione, ha proseguito Dacca, e’ ora “la sorte degli ostaggi”. Al momento, ha osservato, l’ipotesi del blitz non appare immediata: “Stanno discutendo”, ha detto Palma.

Il locale non è lontano dalla zona diplomatica e la notizia della morte degli italiani è stata data dalla testata ‘India Today’. Secondo un testimone, un panettiere italiano è riuscito a fuggire dal ristorante mentre un altro, un argentino, è stato preso in ostaggio. Nello scontro a fuoco con le forze di sicurezza che è seguito all’irruzione si sono sentite esplosioni. Secondo un quotidiano locale, The Daily Star, alcune persone, tra cui agenti, “potrebbero essere state colpite”. Alcune fonti parlano di cinque feriti. Un portale, bdnews24, aggiunge che un giornalista presente nel’area ha sentito almeno 50 colpi d’arma da fuoco. Anche un diplomatico, citato dalla stessa fonte, ha riferito di aver sentito gli spari. Secondo un testimone, gli aggressori – armati di bombe, armi da fuoco e spade, urlavano ‘Allah è grande’ mentre compivano la strage nel ristorante. 

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha abbandonato la serata per il restauro del Colosseo e ha fatto ritorno a Palazzo Chigi da dove sta seguendo gli sviluppi del sequestro in corso a Dacca. Il capo del governo, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, si mantiene in stretto contatto con la Farnesina. 

Gli scontri sono cominciati quando almeno cinque uomini armati sono entrati in un ristorante frequentato da diplomatici e stranieri, l’Holey Artisan Bakery. Sul posto si sono radunate le ‘teste di cuoio’ delle forze si sicurezza locali. L’ambasciata americana ha chiesto ai connazionali con un Tweet di “ripararsi e seguire gli avvenimenti” e anche il Dipartimento di Stato ha confermato che si tratta di una situazione con ostaggi. Secondo un dipendente del locale, riuscito a sfuggire alla zona, gli uomini armati hanno preso in ostaggio il capo chef. “Hanno fatto esplodere alcuni ordigni e nel panico che è seguito sono riusciti a fuggire”, ha raccontato.

Un gruppo islamista che si richiama all’Isis, Ansar-al-islam, ha rivendicato l’attacco, riferisce Site Intelligence Group, l’organizzazione americana che tiene sotto controllo l’attivita’ on-line dei siti islamisti. L’agenzia Amaq, legata all’Isis, ha rivendicato l’uccisione di “24 persone e il ferimneto di 40, la gran parte straniere”, nell’attacco a un ristorante molto frequentato dal personale diplomatico.

Secondo un bilancio di Site, solo negli ultimi 18 mesi sono stati uccise in Bangladesh almeno 48 persone in attacchi attribuiti al fondamentalismo islamico, la meta’ di esse rivendicata da organizzazioni che si richiamano all’Isis, come Ansar-al-Islam Bangladesh: sono morti intellettuali laici, blogger di idee liberali, editori, monaci buddisti o indu’, attivisti Lgbt. Tra le vittime anche un cooperante italiano, Cesare Tavella.

 

(AGI)

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