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Duello finale, Trump tenta rimonta. Clinton low profile

Washington – Ultimo duello in tv tra i candidati alla presidenza americana, la democratica Hillary Clinton, e il repubblicano Donald Trump. E se il candidato del Grand Old Party (Gop), deve risalire la china di sondaggi che ormai lo danno a picco, la candidata democratica punterà solo a non farsi del male. Con il vento elettorale in poppa, l’ex first lady non vuole far nulla che permetta al suo avversario di rientrare in gioco. Lo ha detto chi le è molto vicino a un sito americano ben informato, The Hill: “La strategia è solo quella di passare oltre”, ha detto uno degli uomini del suo staff elettorale. A tre settimane dal voto dell’8 novembre, Clinton ha un vantaggio confortevole nei sondaggi a livello nazionale e nel conteggio dei fatidici 270 voti dei grandi elettori fa addirittura meglio (perchè negli Stati in bilico, Trump o è dietro o comunque è testa-a-testa).

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Di qui la scelta dell’ex segretario di Stato che dovrebbe adottare una linea ‘low profile’ nel dibattito che andrà in onda nella notte italiana: il suo obiettivo, dice chi le è vicino, è di essere “presidenziale” e non farsi coinvolgere nella mischia. Il palcoscenico su cui si svolge il duello è molto diverso da quello in cui si tenne il primo, a fine settembre a Long Island, quando i due erano praticamente testa-a-testa nel sondaggi e Trump arrivava da settimane di strategia moderata. Da quando è stato divulgato il video del 2005 con i suoi commenti sessisti, a ridosso del secondo dibattito in Missouri il 9 ottobre, il divario tra i due si è notevolmente allargato e i toni del candidato del Gop sono tornati ad essere molto aggressivi. Dopo il filmato, le accuse delle 9 donne che hanno denunciato tentativi di molestie hanno alienato al magnate molte simpatie. Trump ha ribattuto accusandole di mentire e tirando di nuovo in ballo le vicende di Bill Clinton, ha imputato ai media di essere poco obiettivi, disonesti e tutti schierati con l’avversaria, ha parlato a più riprese di elezioni truccate. La conseguenza è stata che anche i più importanti leader del Gop hanno preso le distanze da lui. A fronte del momento molto critico per il candidato repubblicano, c’è da dire che Clinton è in vantaggio non tanto perché piace, ma per il rigetto che hanno causato negli elettori gli errori del suo avversario. In più sono uscite le mail di Wikileaks, gli scambi di mail con il capo della sua campagna, John Podesta’, i discorsi pagati da Goldmann Sachs, quelli pronunciati dinanzi ai banchieri di Wall Street: tutte notizie che non le giovano e su cui è possibile che punterà il moderatore, Chris Wallace, Fox News, forse più aggressivo dei precedenti (accusati da alcuni conservatori di esser stati troppo accomodanti con la candidata democratica).

 

La Clinton, il cui ultimo evento pubblico è stato in California e che poi ha beneficiato dell’appoggio attivo di Michelle e Barack Obama, e anche dell’ex-vicepresidente Usa Al Gore, sta preparando anche questo terzo e ultimo dibattito con attenzione, chiusa con un ristrettissimo gruppo di collaboratori, in un hotel vicino la sua residenza di Chappaqua (New York). Trump invece, anche stavolta non ha interrotto i suoi comizi elettorali, gli ultimi due martedì in Colorado per attaccare nuovamente i media; e ha aggiunto che non serve dedicare molto tempo alla preparazione del dibattito perchè si fida del proprio istinto. Da notare che il dibattito si terrà a Las Vegas, in Nevada, uno degli Stati più combattuti, in cui il 27,8% della popolazione è ispanica, e di questi il 17% va a votare. Non a caso gli analisti ritengono che sarà il primo in cui sarà affrontato in profondità il tema migratorio. L’audience invece non si prevede record: il primo dibattito tenne incollati al teleschermo 84 milioni di americani, che calarono a 66 milioni nel secondo. Stavolta, secondo le previsioni, saranno ancora meno. (AGI) 

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