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Duello Renzi-Landini “difendi Casta”, “riforma malfatta”

Roma – Duro confronto tv tra il premier, Matteo Renzi, e il segretario  il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, al programma Mezz’ora di Lucia Annunziata su Rai3. “Ho il sospetto che la riforma non l’abbia letta, Landini”, ha attaccato Renzi, “glielo dico con rispetto. Bisogna cambiare le cose, non difendere la Casta come fate voi”. “Non è vero”, la replica del leader sindacale, “la Cgil era per un Senato vero delle autonomie, questa cosa invece è un animale bicefalo che non si capisce se sarà eletto. Io sono contro il doppio lavoro sempre e non capisco come si possa fare il sindaco o consigliere e il senatore. Questa riforma è malfatta”.

Renzi si è scusato per il termine ‘accozzaglia’ con cui si era riferito al fronte del No: “Non volevo offendere. Posso chiamarla coesione, ma penso che tra Berlusconi e Magistratura democratica, Monti e Salvini, Landini e La Russa non ci siano tutti questi punti in comune”, ha ironizzato. “Così si lacera un Paese già diviso e lacerato di suo”, era stata l’accusa rivoltagli dal leader della Fiom. 

“Io non dico che Renzi è il pericolo della democrazia”, ha precisato Landini, “ma vorrei mantenere una Costituzione che, anche se cambiano i governi o qualora dovesse arrivare il Trump di turno, possa tutelare la democrazia. Perché i governi passano, la Costituzione resta”. “Landini lei sembra vivere nel paese delle meraviglie, come Alice”, ha ribattuto il premier. “La democrazia non è che si fa quello che dice la Cgil e basta: voi non siete più la verità in terra, ci sono tanti sindacati che votano Sì. Io penso che la Costituzione che viene, con il Sì, è meglio di quella che abbiamo”, ha insistito Renzi. 

 
La risposta di Landini: “Per il 90 per cento i dirigenti della Fiom non sono iscritti a nessuna forza politica. I metalmeccanici sono gente abituata a decidere ognuno con la propria testa, a discutere e poi a votare sul merito. E posso dire che dopo 1000 giorni di governo il suo ‘staisereno’ non convince più nessuno”
 
Il duello ha toccato anche le politiche sul lavoro: “Ci vogliono gli ottanta euro e i diritti, non i rimborsi ai consiglieri regionali. Abbiamo più posti di lavoro e questo lo sa anche lei”, ha affermato il premier. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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