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“E' come un boss mafioso”. Cosa scrive di Trump l'ex capo dell'Fbi 

La richiesta di lealtà assoluta avanzata dal presidente americano Donald Trump al capo dell’Fbi sembrava una scena tratta da una cerimonia di iniziazione mafiosa di Cosa Nostra. E’ così che nel suo memoir in uscita nelle librerie statunitensi, l’ex direttore del Bureau James Comey, licenziato da Trump a maggio del 2017, definisce l’incontro privato con il presidente.

“Ho bisogno di lealtà. Mi aspetto lealtà” aveva detto il Trump durante l’oramai celebre cena riservata con il capo dell’intelligence interna alla Casa Bianca. “Quella richiesta è stata come la cerimonia di iniziazione a Cosa Nostra di Sammy the Bull”, ovvero Salvatore “Sammy Bull” Gravano, del clan Gambino.

Al silenzio di Comey, Trump cambiò argomento ma nel corso della serata tornò nuovamente sulla questione: “Ho bisogno di lealtà”. L’allora direttore del Bureau rispose: “Da me avrà sempre onestà”. E Trump: “E’ ciò che voglio, onesta lealtà”. Ed è da questa scena che prende il titolo il memoir “A Higher Loyalty”, una lealtà piu’ alta. Nel libro Comey definisce Trump “immorale” e “bugiardo”. Assai allarmata la metafora utilizzata da Comey per questa presidenza, da lui definita “l’incendio scoppiato in una foresta”, una minaccia per le istituzioni democratiche.

Il caso Clinton

Nel memoir Comey parla anche di Hillary Clinton e della controversa vicenda che lo rese protagonista durante la campagna elettorale presidenziale del 2016. Comey era stato accusato dai democratici di aver fatalmente influenzato l’esito delle elezioni a favore di Trump annunciando l’apertura di un nuovo dossier sull”emailgate’, ovvero sull’uso di un server di posta privato da parte di Hillary mentre era Segretario di Stato, poco prima dell”Election Day’. Per l’ex capo del Bureau, la vicenda Clinton “doveva diventare pubblica, perché altrimenti il materiale non verificato sarebbe stato indubbiamente utilizzato dagli oppositori politici per mettere seriamente in dubbio l’indipendenza del ministro della Giustizia Loretta Lynch rispetto all’inchiesta Clinton”.

Nessuna marcia indietro, dunque. “Ho letto che Hillary Clinton è arrabbiata con me e mi dispiace. Mi dispiace di non essere riuscito a spiegare né a lei né ai suoi sostenitori il perché delle mie decisioni”, ha dichiarato. Secondo Comey, l’ex presidente Obama gli avrebbe invece espresso il suo supporto. “L’ho scelta per diventare direttore dell’Fbi per la sua integrità e la sua abilità – gli avrebbe detto Obama – nulla di quello che è accaduto durante questo ultimo anno mi ha fatto cambiare idea sul suo conto”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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