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“E' giusto interessarsi a M5S”. Il direttore di Avvenire risponde ai lettori

Non si è certamente trattato di un “passo indietro sulla fine del collateralismo della Chiesa ad un partito”,  come ha scritto Salvatore Izzo su Blog Italia. Ma sicuramente hanno fatto discutere molto l’intervista a Beppe Grillo su Avvenire e l’apertura di credito del direttore del quotidiano, Marco Tarquinio, al Movimento 5 Stelle: “Se guardiamo ai grandi temi (dal lavoro alla lotta alle povertà), nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”, le sue parole al Corriere della Sera. Per questo motivo, Tarquinio il 20 aprile ha deciso di rispondere a 3 missive di suoi lettori che lo hanno incalzato su alcuni punti emersi dalla vicenda.

Le critiche dei lettori

Le lettere di Maria Cristina Foresio, Francesca Izzo e Lorenzo Dellai (quest’ultimo è presidente dei deputati di Centro Democratico) sono state scelte dal direttore di Avvenire tra le tante giunte alla sua redazione che richiedevano chiarimenti su quanto avvenuto. Il giornalista, ritenendole “intelligentemente provocatorie”, se ne è servito per rispondere a tutte le critiche pervenute.

I punti sollevati sono stati i seguenti:

  • Perché dedicare un’intera pagina a Grillo, per quanto non adulatoria?
  • La governance del M5S non è piuttosto opaca?
  • M5S appare esprimere una “idea individualistica dei rapporti sociali”, “non vi è traccia alcuna di una visione comunitaria e sociale”.

Le risposte di Tarquinio

Quanto scritto dal direttore di Avvenire in risposta ai suoi lettori si potrebbe sintetizzare in questo modo: gli è parso giusto dialogare con la principale forza politica italiana.

Ribadisce infatti la vicinanza con il m5s sui temi della povertà e del bene comune, e la distanza sui temi etici. Questo però per lui non significa “sponsorizzare” il MoVimento, ma prenderlo sul serio.

Sull’organizzazione del movimento di Grillo e Casaleggio precisa di non essere stato interrogato su questo dal Corriere, e che continua a essere d’accordo a una legge sulla trasparenza e democrazia interna ai partiti. Né si sente in grado di dare una “patente di governo” ai grillini, ma solo di giudicare il contenuto dei programmi proposti.

Infine, sulla riflessione riguardante “l’assenza di visione comunitaria e sociale” del MoVimento, continua a ritenere il dialogo la principale arma contro l’individualismo assoluto e il dissenso totale. Smontare questi elementi è responsabilità di tutti, compreso Beppe Grillo, spiega Tarquinio.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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