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E' il giorno decisivo per il governo. E lunedì si porta il nome del premier a Mattarella  

Rush finale su premier e squadra di governo: saranno Matteo Salvini e Luigi Di Maio a chiudere la quadra in un nuovo faccia a faccia che si terrà domenica. Il segretario leghista ha garantito che a Palazzo Chigi non andranno né lui né il capo politico dei M5s. Ma “abbiamo delle idee” su una figura ‘terza’ ai partiti, ha spiegato dopo aver votato, a Milano, in uno dei mille gazebo che – dice – hanno accolto oltre 100 mila persone nel referendum sul contratto di governo.

Il nome di colui che vogliamo indicare come premier, ha spiegato Salvini, lo diremo prima al presidente della Repubblica, ma sarà “una figura che andrà bene a entrambi, con un’esperienza professionale incontestabile e che abbia contribuito alla stesura del programma”.

“Il leader è il programma”

Dal canto suo, Di Maio ha ribadito che il “leader” è il “programma” di governo e garantito che nella squadra “ci saranno tante persone del Movimento”. “L’obiettivo” è quello di chiudere domani e andare con un nome per Palazzo Chigi lunedì dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come ha confermato lo stesso Salvini ai cronisti.

Ma ci sono ancora alcune questioni aperte che i due leader dovranno risolvere, in un incontro che dovrà tenersi prima dei comizi di Di Maio, in programma a partire dalle 17 in Abruzzo. In primis, il nome del premier. La Lega punta a una figura terza e a Salvini potrebbe anche andare bene Giuseppe Conte. Attorno al nome del professore di Diritto privato – inserito nella lista dei ministri presentata dai 5s in campagna elettorale al dicastero della pubblica amministrazione – era stato raggiunto un accordo di massima con la Lega già negli incontri che si sono tenuti domenica scorsa a Milano, tanto che Di Maio avrebbe poi fatto il nome di Conte al capo dello Stato durante le consultazioni il giorno seguente.


Chi è Giuseppe Conte

Giuseppe Conte, avvocato e ordinario di diritto privato all’Università di Firenze, era tra i nomi scelti da Luigi Di Maio nell’elenco dei ministri dell’eventuale governo Cinque Stelle. Ha 41 anni, è laureato in Giurisprudenza alla “Sapienza” e ha studiato a Yale, negli Stati Uniti, a Vienna, Parigi, Cambridge e New York. Nel corso della sua carriera accademica ha insegnato diritto civile e commerciale presso l’Università di Roma Tre, la Lumsa di Roma, l’Università di Malta e quella di Sassari. E’ membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, e ha presieduto la commissione speciale del Consiglio di Stato che ha “destituito” Francesco Bellomo, il consigliere finito nella bufera per i corsi per aspiranti magistrati conditi da minigonne e “contratto” per le borsiste. (fonte Tpi)

Ma, forti del loro 32 per cento contro il 17 della Lega, i Cinque stelle insisterebbero ancora nel rivendicare la premiership per un loro tesserato. In questo caso i nomi sono quelli circolati nei giorni scorsi: Alfonso Bonafede, Vito Crimi e Riccardo Fraccaro. E qualcuno nel Movimento vede come un segnale il fatto che proprio Fraccaro stia accompagnando Di Maio da venerdì, nelle varie tappe ad Aosta, Ivrea, Imola e Ancona.

Il totoministri (ancora)

Per quanto riguarda le altre caselle della squadra di governo, dovrebbe essere certo l’ingresso dei capi dei due partiti con il ruolo di vice premier. Salvini dovrebbe andare all’Interno, mentre Di Maio potrebbe guidare il Lavoro o il Mise. Per la poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio il favorito sarebbe il vice segretario federale della Lega, Giancarlo Giorgetti.

Ma si parla anche del M5s Vincenzo Spadafora. La pentastellata Laura Castelli in pole per il ministero delle Infrastrutture, il leghista Nicola Molteni all’Agricoltura. L’altro vice di Salvini, il veneto Lorenzo Fontana potrebbe andare alla Difesa, sempre che non arrivi il sostegno di Fratelli d’Italia (in quel caso quel posto potrebbe essere di Guido Crosetto).

Infine, ma ancora da definire, si parla di figure di esperti per gli Esteri e il Tesoro. La Farnesina potrebbe essere guidata da Giampiero Massolo, mentre il Mef andrebbe a Giorgetti nel caso in cui non facesse il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Il M5s avrebbe riservato posti ministeriali anche per i due capigruppo, Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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