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È il giorno di Giuseppe Conte premier?

È Giuseppe Conte, secondo le indiscrezioni anche di queste ore, il futuro presidente del Consiglio italiano. Il nome dell’avvocato e professore di diritto privato avrebbe messo d’accordo sia Luigi di Maio che Matteo Salvini che nel pomeriggio presenteranno la squadra di governo al presidente Sergio Mattarella.

Nato a Volturara Appula (Foggia) 54 anni fa, Conte vive a Roma dove esercita la professione di avvocato e di docente di diritto privato all’università Luiss. Dopo la laurea in Legge alla Sapienza di Roma Conte è stato borsista del Cnr e poi ha “perfezionato” gli studi giuridici nelle facoltà più in vista del mondo occidentale: da Yale alla Sorbonne, Dalla Duquesne a Cambridge, dall’International Kulture Institute di Vienna alla New York University. Dal 2010 al 2011, riporta il Post, ha fatto parte del Cda dell’Agenzia Spaziale Italiana; nel triennio 2012-2015 è stato componente dell’Arbitro Bancario e Finanziario (sede di Napoli). 

Qui il suo curriculum in versione integrale). Il Parlamento lo ha designato, a partire dal 2013, componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, di cui è diventato vicepresidente. E’ stato anche presidente della Commissione disciplinare e, tra gli altri incarichi, “ha coordinato l’istruttoria che, recentemente, ha condotto alla destituzione del consigliere di Stato Francesco Bellomo, per i suoi comportamenti inappropriati con le allieve dei corsi di preparazione alla magistratura”. Oltre a essere avvocato patrocinante in Cassazione, è condirettore della collana Laterza dedicata ai “Maestri del diritto” e componente della commissione cultura di Confindustria. Ma è anche esperto di “gestione di grandi imprese in crisi”, il che sarà utile nelle vicende come Ilva o Alitalia.

Tutte le volte in cui M5S lo ha nominato (e viceversa)

La prima volta che il Movimento 5 stelle ha scelto Giuseppe Conte è stato nel 2013. Conte raccontò di avere avuto i suoi primi contatti con il Movimento 5 Stelle nel 2013, quando gli fu chiesto di diventare membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, l’organo di autogoverno della giustizia amministrativa. “Luigi Di Maio ricorderà, fui molto chiaro”, disse Conte, “per onestà intellettuale precisai: ‘non vi ho votato’, e precisai anche ‘non posso neppure considerarmi un simpatizzante’, non li conoscevo. In questi quattro anni in cui ho svolto questo incarico non ho ricevuto una telefonata che potesse in qualche modo interferire [..] nel delicato incarico che ho ricoperto”.

Durante la presentazione del futuro governo del Movimento 5 Stelle, Conte ha elogiato molto il “senso delle istituzioni” dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle e disse che a convincerlo a candidarsi a ministro di un loro futuro governo fu la composizione delle liste elettorali e “l’apertura a esponenti della società civile, a figure professionali, figure competenti. Un laboratorio politico meraviglioso, incredibile”.

Cosa va cambiato, secondo Conte

Per Conte è necessario semplificare il «farraginoso» quadro normativo italiano e di combattere “l’ipertrofia normativa”. Indispensabile anche un censimento di tutte le norme, per potere abrogare le “leggi inutili”; nonché una semplificazione della macchina burocratica dello Stato e un riassetto delle autorità indipendenti. Tra le sue priorità anche la revisione delle norme anticorruzione e la “valorizzazione della meritocrazia”, varando “un programma straordinario di riqualificazione del personale pubblico” e cambiando il modo in cui sono distribuiti gli incentivi economici ai lavoratori dell’amministrazione. In ultimo, ha spiegato nella giornata di presentazione della squadra a 5 stelle è fondamentale rivedere integralmente la buona scuola.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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