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È inevitabile togliere la cattedra a 49 mila maestri di scuola diplomati?

Basta ai maestri diplomati nelle scuole. Lo stop arriva dal Consiglio di Stato con una sentenza che, non considerando più il diploma magistrale come titolo abilitante all’insegnamento, rischia di mettere in mezzo ad una strada 49 mila docenti delle scuole primarie e dell’infanzia. Si tratta di migliaia di persone che negli ultimi anni, proprio grazie a quel diploma magistrale, hanno trascorso le loro giornate tra i banchi di scuola. In base ai numeri ufficiali del Miur sono 6.000 gli assunti con riserva dopo ricorso e 43.000 quelli inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento (GAE), canale privilegiato per accedere a una cattedra di ruolo.

Molti dei 6.000 maestri assunti con riserva stavano attendendo una sentenza definitiva che legittimasse le loro posizioni e adesso potrebbero essere licenziati. Gli altri 43.000 insegnanti in graduatoria, pur avendo accumulato un numero considerevole di giorni di supplenza, potrebbero invece essere esclusi dalle GAE e essere costretti a ricominciare da capo il loro percorso per l’accesso alla professione.

Dalla sentenza allo sciopero dell’8 gennaio

Tra timori, paure e rabbia è stata forte e decisa la reazione dei maestri precari che hanno cercato di far sentire la loro voce con lo sciopero dell’8 gennaio. Secondo i dati forniti dai Cobas, ad incrociare le braccia sarebbero stati circa 20mila insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia e a scendere in piazza a Roma per manifestare davanti al Miur sarebbero stati oltre 5 mila. A questi si devono aggiungere i sit-in organizzati davanti agli uffici scolastici regionali di altre città italiane.

“Dobbiamo aspettare il parere dell’Avvocatura di stato; quando avremo tutte le risposte convocheremo di nuovo le parti interessate e cercheremo di trovare delle soluzioni”. È quanto ha detto la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, commentando lo stato di agitazione degli insegnanti precari. Ha poi aggiunto: “Rispetto le persone che hanno scioperato e sono scese in piazza, ma la scelta che il Miur ha fatto immediatamente dopo la sentenza del Consiglio di Stato è stata quella di aspettare la corretta interpretazione e attuazione della sentenza, perché se sicuramente quella sentenza parla al futuro delle sentenze che riguardano i diplomati magistrali, bisogna saper distinguere le diverse tipologie pregresse in essere. Il Miur si muove con grande equilibrio, con grande attenzione e con una scelta già fatta: continuità educativa in questo anno scolastico”.

I sindacati chiedono un decreto legge per i maestri precari

Molte sigle sindacali sono scese in campo per sostenere i diritti degli insegnanti precari della scuola primaria e dell’infanzia. Snals (Sindacato nazionale autonomo lavoratori scuola) attraverso il suo segretario generale, Elvira Serafini, fa saper che non si accontenta del parere dell’Avvocatura di Stato, ma “è necessaria una soluzione politica a questo problema gravissimo creato dalla sentenza del Consiglio di Stato”. “Si tratta – continua Serafini – di insegnanti che hanno dato tanto alla scuola italiana e che in questi anni hanno contribuito a risolvere molti problemi, come quello del sostegno. A rischiare sono circa 6000 maestri immessi in ruolo con riserva e 43mila inseriti nella GAE. Il Ministero ha garantito che non verrà licenziato nessuno fino a giugno per dare continuita’ alle lezioni, ma ciò significa solo tamponare una situazione, tra 4 mesi cosa succederà?”.

Discorso analogo viene fatto da Marcello Pacifici, presidente nazionale Anief: “Èinutile attendere il parere dell’Avvocatura di Stato, se non arriva subito un decreto legge sarà ancora sciopero il 1 e il 23 marzo. Non c’è tempo – precisa – da perdere: occorre ristabilire da subito il principio di diritto, facendo incontrare domanda e offerta, senza compromettere la continuità didattica. Laddove i posti sono vacanti e disponibili, nel primo ciclo come alle superiori, bisogna riaprire e scorrere le graduatorie per assumere tutti i precari abilitati, non solo i diplomati magistrali ma anche i laureati in Scienze della formazione primaria, gli specializzati Tfa, Pas: va fatto senza aspettare che entri a regime il nuovo sistema di formazione e reclutamento che peraltro sarà aperto anche ai docenti di ruolo, come indicato dalla Corte Costituzionale”.

“A chi dice che non si può, replichiamo – continua il presidente Anief – che non ci sarebbe nulla di strano: già in passato, il Parlamento ha aperto la GAE, nel 2008 e nel 2012. Secondo l’organizzazione sindacale, la strada da percorrere non e’ quella dei concorsi riservati alla categoria: per questo, oggi ha depositato un decreto legge urgente, rivolto al Governo, con tutti i riferimenti normativi di sicura valenza costituzionale, attraverso cui nelle more dell’attuazione della nuova formazione iniziale e reclutamento, a seguito della sentenza dell’adunanza plenaria, si riaprano per la terza e ultima volta le graduatorie ad esaurimento per il personale docente abilitato e si confermino nei ruoli i docenti già assunti con riserva”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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