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È morto Charles Manson. Chi era il mostro di Bel Air

Charles Manson, uno dei criminali più noti d’America e mandante della strage di Bel Air in cui fu uccisa l’attrice Sharon Tate nel 1969, è morto. Manson, 83 anni, è deceduto in uno ospedale della California per cause naturali.

L’83enne Manson, in carcere da 46 anni per scontare una condanna all’ergastolo, era originario dell’Ohio, figlio di padre sconosciuto e di una prostituta alcolizzata. Alla fine degli anni ’60 guidava una setta apocalittica che attaccava i bianchi nei quartieri più lussuosi di Los Angeles per attribuirne la responsabilità agli afro-americani con l’obiettivo di scatenare una guerra razziale. Lui non partecipava agli attacchi per i quali si serviva di seguaci che manipolava.

Nella strage di Bel Air fu uccisa l’attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski e all’ottavo mese di gravidanza. Nel 1969 Manson fu condannato a morte insieme a quattro discepoli per l’assassinio di sette persone, pena poi commutata nell’ergastolo. Gli era stata negata per 12 volte la scarcerazione. Nel 2014 aveva ottenuto il permesso di sposare in carcere la allora 26enne Afton Elaine Burton, una slanciata brunetta che gli aveva fatto visita in carcere, ma poi non se ne fece nulla.

Storia di Charles Manson, il mostro di Bel Air

Nato a Cincinnati nel 1934, figlio di una sedicenne prostituta, Manson dopo alcune rapine già a sedici anni fa il suo primo ingresso in riformatorio. Ma non smise mai di commettere crimini. Nel 1960 venne incriminato per “trasporto di donne da uno stato all’altro a scopo di prostituzione”. Condannato a dieci anni, dietro la sbarre studiò negromanzia, magia nera, esoterismo. Saranno quegli studi a portarlo una volta fuori a fondare la sua setta, ribattezzata la “famiglia” (Corriere della Sera). 

Da quello che ha raccontato ai suoi biografi, è in carcere ha sviluppato l’ossessione che lo ha sempre contraddistinto e per la quale sarà poi ricordato anche negli anni a venire: la musica, tanto che quando è uscito dal carcere, nel marzo 1967, inizia a dedicare tutto se stesso a questa nuova passione. 

“Erano i tempi della Summer of Love, dei Beatles, degli hippy e delle comuni in cui si viveva tutti insieme in pace e armonia. La personalità deviata di Manson non ci ha messo molto – grazie anche alle sue enormi capacità manipolative – ad attirare intorno a sé un gruppo di persone mentalmente fragili, che lo vedevano come guru e leader carismatico da seguire. Ci volle davvero poco perché passassero dal sesso di gruppo alle attività criminali che adesso non erano più circoscritte a Charles Manson e basta, ma si erano estese a questa comitiva di cinquanta persone” (Sky.it).

Furti e rapine erano le loro attività principali, mentre con la famiglia praticava sesso di gruppo e faceva uso di stupefacenti, hashish e LSD. Poi il salto di qualità nei crimini: il 9 agosto 1969 Manson organizzò l’irruzione a Cielo Drive, ricco quartiere di Los Angeles con l’obbiettivo di entrare nella villa abitata dal regista Roman Polanski e dalla giovane moglie, l’attrice Sharon Tate, incinta all’ottavo mese (Corriere della Sera). 

Uccisero subito il guardiano Stephen Earl Parent, a colpi di revolver, fu Tex Watson. Entrati nella villa, i membri della “Famiglia” non ebbero nessuna pietà: il primo a morire fu il parrucchiere Jay Sebring. Poi toccò a Voityck Frykowski, che fu accoltellato da Susan Atkins. Stessa sorte anche per la Folger, accoltellata ripetutamente. L’ultima vittima fu Sharon Tate, 26 anni, incinta di otto mesi. Con uno straccio intriso del sangue dell’attrice, la Atkins scrisse sulla porta da cui avevano fatto irruzione “PIG”, maiale in lingua inglese. Sullo specchio del bagno venne scritto “Helter Skelter”, espressione inglese che significa “confusione” o “alla rinfusa”, che divenne il titolo di una canzone dei Beatles. Non ci furono sopravvissuti alla strage (Quotidinano.net).

L’indomani altri due delitti: vennero uccisi l’imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary, colpiti da più di quaranta colpi alla testa con una forchetta. Il cadavere di lui venne ritrovato con un forchettone conficcato nello stomaco.

L’ultimo delitto attribuito a Manson e alla sua setta fu quello di un membro della stessa famiglia, Donald Shea, colpevole di aver sposato una donna nera. Il suo cadavere fu fatto a pezzi, i resti impacchettati e gettati nel letto di un torrente. Per la strage di Cielo Drive Manson e i suoi complici furono condannati a morti, condanna commutata in ergastolo quando nel 1972 la Corte Suprema sospese le esecuzioni in California.

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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