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E' morto Giovanni Sartori, padre della scienza politica in Italia

E’ morto il politologo Giovanni Sartori. Ne dà notizia il sito del ‘Corriere della Sera‘, giornale con il quale Sartori ha collaborato a lungo. Nato a Firenze il 13 maggio del 1924, Sartori si è spento a 92 anni per complicazioni respitatorie. Da tempo soffriva di ripetute polmoniti. Sociologo e studioso attento della politica, a lui si deve la nascita della “scienza politica” come disciplina accademica in Italia. E’ stato tra l’altro docente di Scienza politica all’università di Firenze e dal 1976 aveva cominciato a insegnare negli Stati Uniti, prima a Stanford e poi alla Columbia University di New York, della quale era professore emerito. Autore di decine di saggi, nel corso della sua attività accademica ha ricevuto otto lauree ad honorem.

Il ricordo sui principali quotidiani italiani:


Editorialista e polemista estroso e brillante, sorretto da un sulfureo spiritaccio toscano

Raccontava di aver letto i maggiori classici della filosofia moderna durante la guerra, nel periodo in cui si era nascosto per sfuggire alla chiamata di leva della repubblica fascista di Salò. Spiccava la capacità di coniugare eccellenza scientifica ed efficacia comunicativa. A lui si deve tra l’altro la più convincente descrizione teorica del sistema politico italiano. Ma era anche un editorialista e un polemista estroso e brillante come pochi, sorretto in questo anche da un sulfureo spiritaccio toscano: aveva inventato i termini Mattarellum e Porcellum, entrati nell’uso comune per designare le leggi elettorali succedutesi in Italia dopo la svolta d’inizio anni Novanta, e per il fenomeno del berlusconismo aveva coniato la definizione forse un po’ calcata, ma indubbiamente suggestiva, di “sultanato”.

Corriere della Sera

 

Addio a Giovanni Sartori, il nostro editorialista e politologo. Qui trovate tutti i suoi editoriali https://t.co/mhii7wrILZ

— Luciano Fontana (@lucfontana) 4 aprile 2017


“Uno dei massimi politologi internazionali, il più importante in Italia”

Giovanni Sartori, uno dei massimi politologi a livello internazionale, il più importante in Italia. E’ stato autore di testi fondamentali, tradotti in molte lingue, in cui ha parlato di democrazia, di partiti e di sistemi di partito, di teoria politica e di analisi comparata, di ingegneria costituzionale. L’ultimo, ‘La corsa verso il nulla’, del 2015, dedicato ad alcuni temi cruciali del nostro tempo: la crisi della politica, i labili confini tra libertà e dittatura, il “conflitto di culture e di civiltà” fra Islam e cristianesimo, la “guerra terroristica” e la “guerra al terrorismo”. 

La Stampa


“Certi personaggi sono dei pigmei. È inevitabile guardarli dall’alto in basso”

Il motto che campeggia nel suo sito internet: “Il mondo è diventato così complicato che sfugge alla comprensione anche degli esperti”. A chi un giorno gli chiese: “Dicono che lei sia un pò altezzoso?”, rispose: “Certi personaggi sono dei pigmei. È inevitabile guardarli dall’alto in basso”. E il Sartori costituzionalista inventò le etichette Mattarellum e poi Porcellum alle legge elettorali, per poi smontare passo dopo passo la riforma elettorale ideata da Renzi. “E’ un sistema spagnolo “bastardo”, con un doppio turno che non si capisce a cosa serva e un premio di maggioranza troppo alto (il 35% è scorrettissimo) – La questione delle preferenze, poi: abolite a furor di popolo causa corruzione, oramai mi è venuto il vizio e così provo ancora. Italicum proprio non mi va. Sa di treno. Al momento proporrei Bastardellum. Ma si intende che si può trovare di meglio”. 

La Repubblica


“Un personaggio conoscuto per il suo sarcasmo toscano”

Sartori era celebre per coniugare scienza politica e efficacia divulgativa.Tra gli anni Novanta e gli anni Duemila era diventato un personaggio conosciuto in tv (anche grazie al sarcasmo toscano), in particolare a Ballarò e in particolare contro le riforme costituzionali dei governi Berlusconi, tanto che – come ricorda il Corriere della Sera – “per il fenomeno del berlusconismo aveva coniato la definizione forse un po’ calcata, ma indubbiamente suggestiva, di ‘sultanato’”.

Il Fatto Quotidiano


“Un prestigio italiano all’estero”

Un prestigio italiano all’estero. Tra i vari riconoscimenti ricevuti vi sono la nomina a comendador della Ordem do Cruzeiro do Sul dal presidente della Repubblica Federale del Brasile nel 1999, il Premio Principe delle Asturie per le scienze sociali dalla Fundación Príncipe de Asturias nel 2005, la Medaglia d’Oro italiana per meriti culturali ed educativi, la Medaglia d’Oro italiana della Pubblica Istruzione, assegnata ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte.

Huffington Post

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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