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E ricordati di santificare il potere

Madre Teresa è santa? Urge riflettere su cosa e chi si santifica nei momenti più solenni. Schizofrenia dell’Occidente, tra iperlaicismo e iperoscurantismo.
di Piotr –

Nei giorni di Madre Teresa resa santa, urge una riflessione su cosa e chi si santifica nei momenti più solenni.

“Io credo – mi disse, e questo lo disse proprio a me – che, se la gente pensa che Hitler abbia ucciso 6 milioni di ebrei, certamente esagera. Hitler non era così malvagio. Potrebbe aver ucciso al massimo tre o quattro milioni di ebrei”.

[Intervista a padre Vladimir Felzmann, ex dirigente dell’Opus Dei, su Josemaría Escrivá de Balaguer, 11 maggio 1984 (da Peter Hertel: “Opus Dei. Documenti e retroscena”. Claudiana 1997 – Peter Hertel è un giornalista cattolico; meglio specificarlo, non si sa mai).]

Queste dunque le parole – “sante” pour cause – del fondatore dell’Opus Dei. Questo personaggio fu canonizzato nel corso di una cerimonia tenutasi il 6 ottobre 2002 alla presenza di politici, 400 vescovi e circa 300mila pellegrini provenienti da tutto il mondo. Tra gli illustri ospiti, indimenticabile fu l’ex premier ex comunista Massimo D’Alema. Ricordate le sue parole?

“Questa canonizzazione è un grandissimo evento che non può passare inosservato. Ho accettato l’invito per questo e non solo. Sono qui, infatti, anche per il rispetto che si deve alla Chiesa cattolica, alle sue istituzioni, alla sua storia, ai suoi testimoni, ai suoi simboli: ed il nuovo santo Escrivá de Balaguer è certamente uno di questi”.

Si beccò le critiche di Gianni Vattimo, Paolo Flores D’Arcais e Antonio Tabucchi. Ma in fin dei conti, cosa non si fa per il potere!

E ora papa Francesco (notasi: “Francesco”, il santo dei poveri – sic!),completando il processo iniziato dal suo predecessore, canonizza madre Teresa di Calcutta.

Ecco, Calcutta. Vado in quella città con regolarità da non so quanti anni e non ci ho messo molto a scoprire che i kolkatiani svicolavano come anguille quando gli chiedevo un parere su madre Teresa. Alla fine ho messo le carte in tavola e ho ammesso che a me non piaceva. Si è aperta allora una fiumana di critiche circostanziate e spesso durissime alla oggi neo santa e al suo operato.

Ho sentito testimonianze dirette, letteralmente raccapriccianti, di persone che avevano visitato le sue “cliniche”, ovvero le sue topaie (censurate senza mezzi termini dalle prestigiose riviste The Lancet e British Medical Journal),dove l’unica cura che i malati, lasciati praticamente a se stessi, ricevevano era il “tocco” della miracolante “madre”.

Chissà perché mi ricorda un po’ il Tibet sotto il regno di Sua Santità il Dalai Lama, dove l’unica cura ammessa era il santo piscio dei lama stessi (con buona pace degli “umanitaristi” e degli “antimperialisti antiautoritari” à la “Free Tibet”).

E non si venga a tirare in ballo la povertà dell’India. A Calcutta ci sono ospedali pubblici dignitosissimi, dove il paziente è curato da personale specializzato che si avvale di tecnologie mediche moderne. L’unica stravaganza che potreste vedere sono le capre e gli altri animali che a volte i parenti in visita si portano con sé e lasciano nel cortile dell’ospedale.

Obnubilata dall’orrida ideologia della sofferenza (che per le menti bacate “avvicinerebbe a Dio”) la neo-santa negava antidolorifici ai malati terminali. In compenso riservava le migliore cure a se stessa, in cliniche svizzere esclusive. Singolare quindi che, nel suo caso, il rifiuto della sofferenza l’abbia invece talmente avvicinata a Dio da diventare santa. Misteri della fede.

Ci sono fondatissime inchieste che, con logica stringente, basata anche sul confronto tra le entrate e lo stato indegno in cui erano lasciati i suoi “assistiti”, deducono che la santa si riservava oltre che le migliori cure anche la gran parte del cucuzzaro delle donazioni miliardarie che riceveva.

Amica e sostenitrice dei peggiori arnesi politici della sua epoca, dai criminali dittatori haitiani Papa Doc e Baby Doc (i famigerati Duvalier) al dittatore nicaraguense Somoza, c’è il sospetto fondato che una parte del cucuzzaro andasse a loro.

Noi aspettiamo con curiosità di vedere quali nuovi vip si succederanno a D’Alema nel tessere le lodi dei fondamentalisti e oscurantisti periodicamente esaltati dal Vaticano (non dimentichiamoci che a seguito di un’inchiesta ordinata dalle alte sfere cattoliche, Padre Pio era stato definito da padre Agostino Gemelli, un medico e non propriamente un progressista, un “imbroglione psicopatico”; ma tant’è).

Nel frattempo faccio notare un’analogia mediatica. Il TG2 (e siamo nel 2016!) dava per scontata la verità oggettiva della famosa “guarigione” su cui si basa la canonizzazione di madre Teresa. Ne parlava come si può parlare del fatto che 2+2=4. Un dato certo, ovvio.

Allo stesso modo lo stesso organo informativo pubblico, prendendo l’occasione della manifestazione “umanitarista” sulla Siria (alla quale hanno partecipato un numero risibile di stipendiati delle organizzazioni promotrici – veramente quattro gatti),dava per scontato l’altro giorno che i buoni sono i “ribelli” e il cattivo è “Assad”.

Insomma, la guerra contro Assad come atto di fede. A seguito di questo assioma cosucce come la decapitazione di bambini venivano descritte come semplici marachelle da parte dei “ribelli”, su cui non valeva nemmeno la pena di soffermarsi più di tanto.

Ovviamente questi disinformatori pubblici nemmeno si ponevano il dubbio che magari queste cosucce, assieme a molte altre, riescono a spiegare come mai il 75% dei Siriani stia col loro Presidente, il 10% sia neutrale e solo uno stimato 15% stia coi “ribelli” (secondo l’ultima stima occidentale nota).

Mi ricorda un reporter più onesto del New York Times che un anno e mezzo fa scriveva all’incirca così: “Qui a Latakia le ragazze siriane fanno il bagno in bikini. A Raqqa se non portano il burqa rischiano la fustigazione. Non sorprende che a Latakia siano tutti dalla parte di Assad”.

L’Occidente in fase terminale, alla ricerca di antidolorifici e di inesistenti cure miracolose, che fa un santo dietro l’altro perché non sa più a che santo votarsi, rivela così tutta la sua schizofrenia: da un polo, iperlaicismo progressista come religione ufficiale e arma ideologica mirata (ad esempio da non utilizzare con l’Arabia Saudita) e, dall’altro polo, iperoscurantismo come religione occulta ma profonda, come sentimento e arma da scatenare contro i nemici dell’Impero.

Una religione profonda perché insita negli strati psichici di chi fa della propria vita una ricerca del potere e del dominio sugli altri.

E tra poco si arriverà a un’altra boa di questo viaggio verso l’oscurità. Perché se Donald Trump non è il verso giusto, la possibile elezione alla Casa Bianca della sanguinaria psicopatica Hillary Clinton è di sicuro il verso sbagliato dei prossimi eventi.

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126449&typeb=0&e-ricordati-di-santificare-il-potere

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