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Ebola: Obama, "la sconfiggeremo, Usa in prima fila"

(AGI) – Washington, 28 ott. – “Nessun’altra nazione sta facendo tanto quanto fa l’America per assicurarsi di contenere e alla fine eliminare l’epidemia di ebola”: parola del presidente Usa, Barack Obama, che dai giardini della Casa Bianca ha parlato al Paese per dare aggiornamenti sulla battaglia contro il micidiale virus. Obama, che aveva appena parlato con gli operatori sanitari inviati in Africa occidentale da Usaid, ha detto che il team di risposta rapida dell’agenzia americana e’ “la spina dorsale strategica e operativa della risposta americana all’ebola”. E si e’ detto certo che “questa malattia puo’ essere contenuta e sara’ sconfitta”, ma “dobbiamo continuare a guidare la risposta globale”. Sono solo due gli americani che hano contratto l’ebola su suolo americano: lo ha voluto ribadire il presidente Usa, Barack Obama, che ha parlato al Paese dopo aver avuto un colloquio telefonico con il team di operatori sanitari inviati in Africa occidentale da Usaid, l’agenzia americana per lo sviluppo internazionale. Obama ha aggiunto che gli operatori sanitari volontari e i militari che vanno in Africa devono essere “applauditi, ringraziati e sostenuti”. Obama oggi ha parlato anche con Amber Vinson, la seconda infermiera di Dallas rimasta contagiata mentre assisteva il ‘paziente zero’ in Usa, il liberiamo Thomas Duncan, e’ stata dimessa dopo aver trascorso dieci giorni ricoverata nell’ospedale universitario di Emory, ad Atlanta, in Georgia. Il team di operatori sanitari americani che e’ stato inviato in Africa Occidentale per combattere l’ebola comincia a “vedere qualche progresso in Liberia”: lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama. Obama, che aveva appena parlato con gli operatori sanitari inviati in Africa occidentale da Usaid, ha detto che il team di risposta rapida dell’agenzia americana e’ “la spina dorsale strategica e operativa della risposta americana all’ebola”; e che gli operatori sanitari volontari e i militari che vanno in Africa devono essere “applauditi, ringraziati e sostenuti”. Poi ha invitato i concittadini a non avere paura perche’ si stano raggiungendo risultati, ha ribadito l’importanza di una forte risposta internazionale e ha aggiunto che non si possono attendere protocolli per i militari americani identici a quelli usati per i civili. La Casa Bianca deve spiegare infatti come mai sottopone a 21 giorni di quarantena i militari che ritornano dai Paesi colpiti, mentre il protocollo per il personale medico civile e’ piu’ blando e comunque modulato a seconda del rischio di contagio. “Non vogliamo fare cose – ha poi aggiunto Obama – che non sono basate sulla scienza”. .
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