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Ecatombe Mecca: accuse a Riad, "le strade erano chiuse per far passare i vip"

(AGI) – Roma, 25 set. – A creare l’imbottigliamento mortale dei pellegrini alla Mecca e’ stata la chiusura di due strade intorno a Jamarat per permettere a dignitari di visitare Mina: e’ l’accusa lanciata da Mohammad Jafari, consulente per un tour operator inglese dedicato all’haji, ai microfoni della Bbc radio. “Non e’ certo il volere di Dio, ma l’incompetenza umana” la causa della ressa di fedeli alla Mecca che ha portato alla morte di oltre 700 pellegrini, ha dichiarato. Dalle immagini dei media sauditi e dalle testimonianze sul terreno, ha sostenuto Jafari, “si vede chiaramente che il re e gli uomini del palazzo stavano ricevendo dignitari, tra cui il ministro della Difesa ed esponenti dei Paesi del Gcc (Consiglio di Cooperazione del Golfo) e per questo hanno chiuso due strade”, mentre la gente si accalcava sempre di piu’. Da qui le accuse alle autorita’ saudite, responsabili dell'”errore” perche’ “ogni volta che arriva un principe chiudono la strada senza pensare al disastro che puo’ capitare”. “Ci deve essere un’indagine se 717 persone hanno perso la vita perche’ alcuni reali volevano tirare le pietre” per la simbolica lapidazione di Satana, ha affermato Jafari. All’indomani della tragedia, si moltiplicano gli interrogativi per capire le cause della carneficina, il peggiore incidente dal 1990. Come sottolinea la Cnn, tra le varie cause, c’e’ il poco tempo a disposizione per compiere i riti a fronte di una grande concentrazione di persone, le temperature molto alte e i ritmi faticosi insieme all’inesperienza e alla confusione per pellegrini che compiono per la prima volta l’haji e non sono preparati a seguire le istruzioni. .
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