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Ecco come sfuggire a un attacco terroristico

Roma – Bisogna elaborare una “strategia difensiva” per essere sempre pronti a sfuggire a un attentato, come quello che ha colpito al cuore Parigi. A spiegare all’Agi come mettersi in salvo, se dovesse verificarsi un attacco in un luogo pubblico in Italia, è l’esperto di sicurezza Carlo Biffani, fondatore di Security Consulting Group.

AL CHIUSO: In un ristorante, in un bar, al cinema o in un centro commerciale bisogna sempre individuare, appena si entra, le vie di fuga e le uscite di sicurezza. È necessario fare attenzione a quel che accade fuori, sapersi eventualmente nascondere e non andare mai nel panico. Tra i consigli pratici di Biffani c’è quello di scegliere un tavolo vicino alla cucina del ristorante, sedersi con le spalle al muro per controllare la sala e la porta di ingresso, scegliere il piano superiore se si tratta di un locale a due piani.

ALL’APERTO: se ci si trova seduti all’esterno di un locale, bisogna scegliere un tavolo possibilmente vicino a una fioriera e individuare una fila di auto dove eventualmente proteggersi. In quest’ultimo caso, bisogna rannicchiarsi vicino alle ruote anteriori riparati dal motore, e non accanto allo sportello, che è il punto più vulnerabile.

SUI MEZZI DI TRASPORTO: in treno, in autobus o in metropolitana bisogna cercare sempre appigli per restare saldi in piedi, sedersi vicino alle uscite e mai al centro della carrozza o del mezzo, fare in modo di stare seduti in direzione contraria al senso di marcia e, se possibile, tenere sempre i finestrini aperti.

SCUOLE: genitori e insegnanti devono stabilire procedure condivise e segnali univoci. Bisognerebbe creare zone sicure e blindate nelle scuole, dove potersi rifugiare in caso di attentato in corso, in attesa che arrivino le forze speciali. Biffani ha annunciato di aver già ricevuto una richiesta da parte di un istituto privato della capitale per formare il personale della scuola. “È essenziale essere pronti, tutti coloro che lavorano in un luogo pubblico dovrebbero essere in grado di affrontare una minaccia”, ha aggiunto, “bisogna sviluppare una mentalità diversa per la propria sicurezza, proprio come avviene in Israele”. (AGI)

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