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Ecco il piccione-pusher e gli altri 'animali spia' 

Se nei tempi antichi i piccioni viaggiatori servivano per inviare dispacci militari e lettere d’amore, oggi questi volatili hanno un nuovo campo di utilizzo: lo spaccio di droga. Poliziotti kuwaitiani ne hanno intercettato uno nei pressi di Abdali, vicino al confine iracheno, che trasportava 178 pillole di ketamina in uno speciale marsupio che gli avevano posto sul dorso. 

Police catch a pigeon with 200 ecstasy pills hidden in a little backpack pic.twitter.com/vSB9eYtd84

— Cass Lowe (@CassLowe) 24 maggio 2017

La scoperta, diffusa dal quotidiano locale al-Rai e rilanciata dai media internazionali, non ha sorpreso più di tanto le autorità che da qualche tempo sapevano dell’esistenza di questi nuovi ‘corrieri della droga’, ma non ne avevano mai incontrato uno in azione. 

Già nel 2011 la polizia colombiana aveva ‘fermato’, nei pressi di una prigione, un piccione che non riusciva a volare a causa della quantità di cocaina e marijuana che trasportava, mentre nel 2015 in Costa Rica un animale era stato intercettato con la droga in un sacchetto con la zip. Sempre in Costa Rica era stato scoperto dalle autorità un pappagallo che faceva da ‘sentinella’, avvisando gli spacciatori dell’avvicinarsi della polizia.

Gli animali-spia e le teorie cospiratorie in Medio Oriente

L’uso di volatili per scopi meno nobili dell’invio di missive amorose non è una novità nella regione mediorientale: negli anni sono state rilanciate storie sull’utilizzo di uccelli migratori, aquile e avvoltoi da parte dell’intelligence israeliana per spiare i vicini. E’ il caso del grifone con un anello identificativo israeliano e un trasmettitore  bloccato nel Libano del sud  nel gennaio dell’anno scorso, nella convizione che fosse una spia inviata dallo Stato ebraico per monitorare e riferire i movimenti nella zona sotto controllo di Hezbollah, il movimento fondamentalista sciita libanese. 

Un episodio simile era già avvenuto nel 2011 in Arabia Saudita quando un avvoltoio era stato trattenuto dalle forze di sicurezza dopo che era stato notato che portava un trasmettitore Gps, mentre nel 2013 era stata la volta di un’aquila, bloccata in Libano a causa della targhetta identificativa che rimandava all’Università di Tel Aviv.

Non solo uccelli, nel mirino anche squali e avvoltoi

Ma non si tratta solo di volatili: nel dicembre 2010 la localitò di Sharm El-Sheikh era stata funestata da una serie di attacchi di squali che secondo alcuni esponenti locali, ripresi dalla tv, facevano parte di un piano del Mossad per ‘direzionarli’ e colpire il turismo egiziano. La questione si era risolta quando un biologo marino aveva fatto notare che il gps rinvenuto sugli animali veniva usato dai ricercatori per tracciare il percorso compiuto nei mari.

Se nel 2013 il ritrovamento di un gruccione (un uccello mangia-insetti) dotato di una targhetta identificativa in un villaggio nella Turchia meridionale aveva fatto preoccupare gli abitanti, a gridare allo scandalo nel 2015 era stato Hamas che aveva rinvenuto un delfino al largo delle coste della Striscia di Gaza dotato di dispositivi di spionaggio, comprese delle attrezzature per riprendere. Nessuna foto però è stata mai diffusa dell’animale-spia.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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