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Ecco la mappa dei 40 siti culturali a rischio crollo in Italia (5 in gravi condizioni)

Oltre 40 siti culturali a rischio, da nord a sud. La mappa dell’Italia “pericolante”, proprio in quella che è la sua maggiore ricchezza ossia il patrimonio storico e artistico, è stilata da Italia Nostra, e torna drammaticamente d’attualità dopo il crollo di un capitello nella Basilica di Santa Croce, a Firenze, costato la vita a un turista spagnolo. I dati sono contenuti nella seconda edizione della “Lista Rossa”, un censimento del patrimonio culturale italiano in pericolo, redatto alla fine del 2016 da Italia Nostra.

Attraverso le 200 sezioni presenti da Nord a Sud del Paese, l’associazione ha avviato una mappatura, per monitorare lo stato in cui versano beni artistici e architettonici, beni comuni o paesaggi in abbandono o bisognosi di tutela, siti archeologici meno conosciuti, centri storici, borghi, castelli, palazzi, chiese, singoli monumenti in pericolo. Tra i 40 siti individuati (qui la lista completa in una mappa navigabile) cinque sono quelli condiderati “a grande rischio”.

I 5 ‘grandi rischi’ tra i 40 siti culturali pericolanti in Italia

 

  1. A partire dall’area archeologica della città antica di Teano, dove la mancanza di fondi da parte del Polo Museale Regionale della Campania e le mancate rimesse del Governo “ne stanno determinando il tragico declino”. Nessuna manutenzione ordinaria al monumento, tanto da obbligarne la chiusura al pubblico. Il complesso, secondo l’associazione, necessita di un progetto di restauro e consolidamento delle cime murarie fuori terra, ripristino dei percorsi di visita e potenziamento della comunicazione sia sotto l’aspetto didattico sia per la conoscenza del monumento in ambito regionale, nazionale e internazionale.
     
  2. Segue la Fabbrica Alta a Schio (Vicenza): progettata dall’architetto belga Auguste Vivroux ed eseguita sullo stile di quelle belghe e inglesi”, si sviluppa all’interno dell’area Lanerossi. Da un lato della costruzione si eleva l’elegante ciminiera a sezione quadrata, con iscrizione “1862? sulla sommità. Svuotato e inutilizzato, il complesso versa in uno stato di degrado, e l’accessibilità è limitata all’autorizzazione del Comune.
     
  3. Altro caso, forse ancora più eclatante, è quello delle Scuderie Reali di Villa Ada a Roma, l’antica Villa Savoia. Il complesso delle Scuderie Reali dentro la villa comunale, doveva ospitare parte della grande collezione di giocattoli che l’amministrazione comprò con la giunta Veltroni. Con la giunta Alemanno, il museo, che si doveva sviluppare su tre piani con aree per eventi, bar, ristoranti, non si fece più, in quanto venne considerato un costo eccessivo. Oggi, in mancanza di altri progetti di utilizzo, l’edificio, molto amato all’epoca da Re Vittorio Emanuele II, è in completo stato di abbandono.
     
  4. Ci spostiamo in Sardegna con le torri costiere Sinis Cabras: elementi di grande valore storico- architettonico, sostruite tra ‘500 e ‘600, gran parte delle torri difensive versano in condizioni molto precarie e sono necessari interventi di consolidamento senza i quali rischiano di crollare.
     
  5. Infine, Italia Nostra segnala il caso del Borgo di Fogliano, a Latina: situato sulla riva del lago omonimo (il maggiore dei laghi costieri dell’Agro Pontino), Il Borgo di Fogliano è riportato nelle antiche carte come villaggio di pescatori, ma vi furono ritrovamenti archeologici risalenti, secondo alcuni studiosi, al II sec. a. C. Il bellissimo sito è frequentatissimo dai cittadini di Latina, ma la Villa e il Giardino sono in degrado totale e il Casino Inglese, dopo un restauro iniziato nel 2003 e mai terminato, è inutilizzato. Ad oggi non risulta chiara l’utilizzazione di questo splendido sito, nè chi debba emanare un bando per la sua gestione. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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