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Ecco perché la diga di Campotosto è sorvegliata speciale

La diga di Campotosto è esattamente sopra la faglia che si è attivata con le scosse del 18 gennaio ed è a rischio. Domenica, il presidente della Commissione Grandi Rischi aveva parlato al Tg3 del rischio e aveva spiegato come fosse possibile un ‘effetto Vajont‘. Ovvero una frana nel bacino che produce un’onda in grado di scavalcare la diga e inondare la vallata: il 9 ottobre 1963 i morti furono tantissimi. La cifra esatta non si è mai saputa, le stime più attendibili parlano di 1910 persone uccise dal disastro. Il lago artificiale di Campotosto è situato in provincia dell’Aquila, nella riserva naturale dei Monti della Laga.

 

Immediate le reazioni, preoccupatissime, a cominciare da quelle dei sindaci. A Leonessa, il primo cittadino ha disposto la chiusura sine die delle scuole.

L’Enel ha diffuso un comunicato per spiegare che il sito è sicuro: “a seguito dei recenti eventi sismici non si rileva alcun danno alla diga di Campotosto. Il buono stato delle opere è confermato da tutti i controlli previsti eseguiti da Enel in questi giorni, compreso il volo con elicottero effettuato nella giornata di venerdì. Il volume attualmente invasato è di circa il 40%, quindi molto basso. Alla luce della difficile situazione idrogeologica di questi giorni  si è comunque deciso, come misura cautelare, estrema, di procedere ad una ulteriore progressiva riduzione del bacino. Le necessarie autorizzazioni alla riduzione sono già state chieste alle competenti autorità e le operazioni si stanno svolgendo sotto lo stretto controllo dei tecnici di Enel, già presenti in zona. E’ importante ricordare che dopo il sisma del 2009 sono stati effettuati studi e approfondimenti di analisi per determinare l’ubicazione della faglia presente nell’area, che hanno escluso che questa interessi le fondazioni della diga. Inoltre sono state effettuate verifiche sulla resistenza al sisma delle dighe, eseguite con il supporto di esperti di altissima specializzazione I risultati hanno evidenziato la sicurezza delle dighe anche in queste condizioni”.

Infine, Enel ricorda che a valle di ogni sisma avente magnitudo maggiore di 4 della scala Richter vengono effettuati controlli sulle dighe secondo le modalità stabilite dalla Direzione Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Autorità Nazionale preposta alla sicurezza delle grandi Dighe, con la quale i tecnici della società  sono in costante contatto”.

La situazione, monitorata costantemente, è comunque oggetto di un tavolo convocato dal minsitro delle infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio sulle grandi dighe del centro Italia.

Anche in occasone del sisma dell’Aquila del 2009, ci fu allarme per la diga. Uno studio di Eucentre di Pavia ha poi valutato come possibili i danni alla struttura in caso di sisma di magnitudo 6-7 con epicentro direttamente sotto la struttura.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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