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Ecco perché su Federica Sciarelli la Procura potrebbe aver preso un granchio

La conduttrice di “Chi l’ha visto?”, Federica Sciarelli, è indagata dalla Procura di Roma per “concorso in violazione del segreto d’ufficio“. In altre parole, la giornalista di Rai3 è accusata di aver fatto da tramite tra il pm napoletano Henry John Woodcock – cui è legata sentimentalmente – e il giornalista del Fatto Quotidiano Marco Lillo, autore di alcuni articoli sul caso Consip i cui dettagli segretissimi – secondo l’indagine –  li avrebbe ottenuti proprio dal pubblico ministero. La conduttrice di ‘Chi l’ha visto?’, cui è stato sequestrato il cellulare, sarà ascoltata il 30 giugno. Il pm è convocato per il 7 luglio. 

Sciarelli: “Impossibile”

La conduttrice si è detta assolutamente innocente: “Non posso aver rivelato nulla a nessuno semplicemente perché Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste, tantomeno ciò che è coperto da segreto”. Da parte sua il pm ha assicurato: “Fugherò ogni ombra”.

La fuga di notizie

Secondo la ricostruzione, la fuga di notizie sarebbe avvenuta a dicembre nel passaggio per competenza dell’inchiesta sul caso Consip dalla procura di Napoli a quella di Roma. Pochi giorni dopo, il quotidiano diretto da Marco Travaglio ha pubblicato una serie di articoli in esclusiva, firmati da Marco Lillo, sull’esistenza dell’inchiesta Consip e sull’indagine a carico del ministro dello Sport, ex sottosegretario di Matteo Renzi, Luca Lotti (leggi qui). Secondo gli inquirenti, il responsabile della fuga di notizie sarebbe Woodcock titolare del fascicolo. 

Marco Lillo: “Woodcock e la Sciarelli sono innocenti. Vi spiego perché”

Non appena appresa la notizia dell’indagine, lo stesso Marco Lillo ha scritto un lungo articolo sul Fatto spiegando perché il pm e la giornalista sarebbero innocenti e la Procura di Roma avrebbe “preso un granchio”.
“La verità è che Federica Sciarelli non ha messo in contatto il magistrato Henry John Woodccok con Marco Lillo per scrivere di Consip. La tesi dell’accusa è fondata, da quel che si legge, su un tabulato telefonico del mio cellulare. Ebbene, non c’è grigio in questo caso ma solo bianco o nero: Woodcock e Sciarelli sono innocenti e la Procura si è sbagliata. Le telefonate in questione dovrebbero essere quelle fatte da me il 20 dicembre. Quel giorno ho scritto il primo articolo sulle perquisizioni in Consip e sul ruolo di Tiziano Renzi nell’inchiesta, articolo uscito sull’edizione cartacea del 21 dicembre (leggi qui).  Dopo avere ricevuto (con altra modalità che ovviamente tengo per me) le notizie sul pezzo, ho chiamato Federica Sciarelli solo per sapere dove si trovasse Henry John Woodcock. Non è un mistero che il pm Woodcock e Federica Sciarelli siano legati sentimentalmente”.

Aggiunge Lillo: “Il mio obiettivo era sapere se Henry John Woodcock fosse a Roma perché sarebbe stato un riscontro alla notizia, da me già ottenuta ma che volevo ulteriormente verificare: cioè che fosse in corso una perquisizione alla Consip. Non dissi a Federica perché volevo sapere dove fosse Woodcock e lei, solo per cortesia, mi disse una cosa tipo: “Marco se lo sento ti richiamo e ti dico”. Poi mi richiamò e mi disse una frase tipo: “Marco alla fine l’ho sentito e mi ha detto che non sta a Roma. Aveva un tono sbrigativo e ha attaccato”. Il giorno dopo, letto quello che avevo scritto, sempre al telefono Federica ha commentato con me ridendo: “Vedi come fa? Quello mi dice un sacco di cazzate quando deve coprire il segreto su una sua indagine”. Questo è tutto quello che è accaduto. Per questo Henry John Woodcock e Federica Sciarelli saranno sbattuti sulle prime pagine di tutti i giornali”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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