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Economia Usa corre, Pil +5% al top da 11 anni

(AGI) – Roma, 23 dic. – Nel terzo trimestre il Pil Usa accelera e viene rivisto al rialzo, passando dal +3,9% della seconda lettura al +5% delle terza lettura finale, il top da 11 anni. Il dato e’ migliore delle attese degli analisti, i quali si aspettavano una correzione al rialzo del 4,3%, dopo il +4,6% del secondo trimestre e il -2,1% dei primi tre mesi. La revisione del Pil Usa indica che “l’economia e’ cresciuta al tasso piu’ veloce da oltre un decennio”, sostiene la Casa Bianca, secondo la quale il 2014 e’ stato un “anno di svolta” per gli Stati Uniti, anche se “c’e’ ancora molto da fare per consentire a tutti gli americani di condividere la ripresa”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta su twitter i dati americani, sottolineando che il +5% dimostra “che puntare su investimenti e crescita funziona. Altro che austerita’. Ecco perche’ l’Europa deve cambiare”. Ad accendere il motore dell’economia Usa nel terzo trimestre sono stati in particolare i consumi, che pesano per i due terzi del Pil, rivisti al rialzo a +3,2% dal +2,2% della seconda lettura. Bene anche gli investimenti delle imprese, cresciuti dell’8,9% dall’iniziale +7,1%, mentre l’export e’ stato aumento al 4,9% e le scorte sono cresciute da 79 a 82 miliardi di dollari, un livello elevato, che potrebbe indurre le aziende a frenare l’attivita’ economica nei prossimi trimestri. La sorprendente impennata del Pil Usa ha contagiato i mercati,a partire dalle borse. A Wall Street il Dow Jones e’ salito per la prima volta nella sua storia oltre i 18 mila punti, il Nasdaq e’ in leggero ribasso e lo S&P ha toccato un livello record intraday, mentre in Europa i listini hanno chiuso tutti al rialzo, con Milano a +1,46,e Parigi a +1,42%. Piu’ contenuti i rialzo di Londra (+0,14$%) e Francoforte (+0,57%), frenate dall’effetto Grecia. La borsa di Atene ha perso l’1,43%, dopo la nuova seconda fumata nera al Parlamento greco per l’elezione del nuovo presidente. Se Stavros Dimas, candidato del premier Antonis Samaras, non riuscisse a ottenere il quorum nemmeno al terzo round di votazioni, la Grecia sara’ chiamata a elezioni anticipate che, secondo i sondaggi, vedono favorito il partito di sinistra anti-austerity Syriza. Sul mercato valutario l’impennata del Pil Usa ha spinto al rialzo il biglietto verde, che ha bruciato l’euro, sceso sotto 1,22 dollari, a 1,2164, il minimo da 28 mesi. L’effetto Pil Usa ha inoltre rafforzato il prezzo del petrolio. Il Brent e’ salito sopra 61 dollari al barile e il Wti Usa e’ avanzato sopra quota 56 dollari, contribuendo al miglioramento dei mercati azionari, nonostante le dichiarazioni del ministro del petrolio saudita, Ali al-Naimi, secondo il quale l’Opec non tagliera’ la produzione nemmeno con un barile a quota 20 dollari. (AGI) .
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