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Egitto: 48 terroristi uccisi nel 4* giorno operazione in Sinai

(AGI) – Il Cairo, 11 set. – E’ di 48 terroristi islamici uccisi e di 22 ordigni esplosivi disinnescati il bilancio del quarto giorno dell’operazione “diritto del martire”, condotta dall’esercito egiziano nel Sinai contro i gruppi jihadisti dopo l’uccisione di un ufficiale e di diversi soldati avvenuta in un attentato la scorsa settimana. Secondo quanto riporta il giornale egiziano “al Ahram”, i militari proseguono nei loro rastrellamenti, coadiuvati dalla copertura aerea degli elicotteri apache, alla ricerca dei covi dei gruppi jihadisti nelle citta’ di Rafah, Sheikh Zuid e Arish. Le operazioni proseguono col sostegno della polizia che in quattro giorni ha disinnescato decine di ordigni pronti all’uso lungo le vie principali della zona. Iniziata lo scorso 7 settembre l’operazione vede l’impiego congiunto di forze armate e polizia che stanno proseguendo nei loro rastrellamenti palmo a palmo nelle aree piu’ calde del nord del Sinai alla ricerca dei covi dei terroristi. Le zone interessate dalle azioni sono quelle di al Arish, Sheikh Zuid e Rafah. Nelle operazioni di questi giorni sono rimasti uccisi anche cinque civili nel corso degli scontri a fuoco fra forze di sicurezza e terroristi. Le vittime sono state colpite da proiettili sparati da soldati dell’esercito che, secondo testimoni locali, hanno colpito la loro abitazione. L’operazione e’ iniziata pochi mesi dalle elezioni parlamentari del paese. L’Egitto e’ al momento senza un parlamento, perche’ la Corte costituzionale lo ha sciolto a seguito delle rivolte di giugno 2012. L’operazione militare “Diritto dei martiri” e’ stata avviata in seguito a una serie di attacchi sferrati dallo dallo Stato del Sinai, sostenuto dai combattenti palestinesi della formazione “Jihad islamico”. L’Egitto sta fronteggiando il fondamentalismo islamico dalla deposizione del presidente Mohamed Morsi e dei Fratelli musulmani nel luglio del 2013. Centinaia di uomini delle forze di sicurezza e di cittadini sono stati uccisi in questi anni da un serie di attacchi terroristici, condotti principalmente dallo Stato del Sinai dopo l’estromissione di Morsi. Quest’ultimo gruppo terroristico e’ cresciuto nell’area del nord del Sinai e ha giurato lealta’ allo Stato islamico (Is) e all’autoproclamato califfo Abu Bakr al Baghdadi. Secondo alcuni rapporti di sicurezza, il nucleo dello Stato del Sinai si sarebbe rinforzato dal punto di vista militare dopo la caduta di Muhammar Gheddafi in Libia, grazie al traffico dell’ex arsenale dell’esercito libico. La prima rivendicazione da parte dello stato del Sinai risale al 2012: in quell’occasione l’organizzazione si era assunta la responsabilita’ di aver fatto esplodere un gasdotto che riforniva Israele e la Giordania. Un mese dopo, il gruppo aveva rivendicato il lancio di razzi dal Sinai verso il resort israeliano di Eilat. Nel settembre 2012, lo Stato del Sinai aveva invece attaccato una pattuglia israeliana in risposta alla produzione statunitense di un film-documentario che secondo una parte dell’opinione pubblica musulmana internazionale aveva offeso il profeta Maometto. Il gruppo era inizialmente conosciuto per il suo tentativo di colpire obiettivi sensibili israeliani, ma in seguito all’estromissione di Morsi ha reindirizzato i suoi attacchi militari verso le forze di sicurezza egiziane.(AGI) .
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