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Egitto chiama Italia, campagna per rilanciare turismo

di Cecilia Scaldaferri

Roma – “Una combinazione unica tra arte e cultura, storia e natura”: questo è l’Egitto, protagonista di una nuova campagna (This is Egypt) presentata dal direttore dell’ente del turismo egiziano, Emad F. Abdalla, intervenuto all’evento ‘Diplomazia, cultura e turismo’ ospitato dall’ambasciata d’Egitto a Roma, nell’ambito del Festival della Diplomazia. Dalle vestigia del passato, come i templi di Luxor, alle bellezze delle località marittime che si affacciano sul Mar Rosso, fino alla perla del Mediterraneo, Alessandria d’Egitto, l’iniziativa “propone immagini di luoghi simbolo e attività popolari” con l’obiettivo di “rilanciare l’immagine del Paese come meta turistica”. Il settore turistico, infatti, di recente ha conosciuto “un grande calo: prima della Primavera araba arrivavano 12 milioni di turisti l’anno da tutto il mondo, dall’Italia quasi un milione”. Ma gli eventi che hanno interessato la regione hanno portato a un drastico calo, con “i turisti italiani scesi a 300mila nel 2015”. Tuttavia Abdalla resta “ottimista” per il futuro: “Abbiamo registrato segnali positivi, lavoriamo tanto per cambiare la percezione”. Della “storica ricchezza e diversità della cultura egiziana” che ha “influenzato la regione fin dai tempi antichi e a sua volta è stata influenzata da altri popoli” ha parlato anche l’ambasciatore egiziano a Roma, Amr Helmy, sottolineando il valore della “diplomazia culturale” come dimensione del soft power. Mettendo l’accento sui “paesaggi naturali egiziani, la ricca tradizione culturale e l’ospitalità della gente” che ne hanno fatto una “popolare destinazione turistica”, l’ambasciatore ha ricordato come il turismo rappresenti “uno dei settori principali” dell’economia egiziana, “con il più alto livello di occupazione e il maggior numero di attività”. Di fronte al calo consistente registrato, è nata così la nuova campagna, This is Egypt, con l’intenzione, ha spiegato Abdalla, di “rilanciare l’immagine come meta turistica perché il mercato italiano è uno dei principali” per l’Egitto. (AGI) 

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