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Elena Ceste era scomparsa e il marito cercava “una donna eccezionale”

niccolò zancan

INVIATO A COSTIGLIOLE D’ASTI –

Sostituire Elena. Otto mesi dopo la scomparsa di Elena Ceste, la vita va avanti. Michele Buoninconti conosce una donna residente in Calabria. «Fra noi c’è feeling», scrive. Lei risponde: «Quando il cuore batte forte come il mio, credo di sapere il perché. Ma io gli parlo, al mio cuore. Io gli dico di stare più tranquillo perché l’amore nella tua vita potrebbe ritornare». Ma alla fine sembra prevalere l’entusiasmo: «Magari in futuro a quest’ora tu starai lavorando, mentre io ti aspetterò in casa e preparerò la cena al mio amore e ai bambini! Magari ne arriverà un quinto…». Michele Buoninconti: «Grazie Teresa, mi fai commuovere. Ti sto scrivendo con le lacrime agli occhi. Sei una persona eccezionale. Eccezionale dovrà essere la persona che sostituirà Elena».

Il distacco

Ora, si sa, l’amore è quanto di più personale e volubile esista. Ma questo scambio di messaggi è citato nell’ordinanza del gip perché «dimostra il totale distacco e disinteresse di Michele Buoninconti nei confronti della moglie». Non soffriva per la sua scomparsa: «Non era affettivamente legato». Anzi: «Pur conscio della sua morte…».

A rileggere ora tutta la storia, prevale l’incredulità. La vicina di casa, che il pomeriggio prima dell’omicidio era venuta a comprare le uova in questa villetta di mattoni rossi, dice: «Pazzesco. Michele era al lavoro nell’orto. Lei era malinconica, ma non ho avuto il modo di domandarle il motivo… Sembravano una bella coppia. Passavano le notti a preparare torte per le feste dei bambini, che erano sempre puliti e curati». Quella sera lui avrebbe guardato Don Matteo alla televisione, mentre lei, dopo aver riassettato, sarebbe salita ad accendere il computer.

Ogni delitto svela proprio questo. La difficoltà, quasi l’impossibilità, di conoscersi davvero. Michele Buoninconti era ossessivo compulsivo. Controllava Elena Ceste in modo asfissiante. Voleva «raddrizzarla», parole sue. Puntava al «controllo totale». Ed è li che si innesta la questione della «vergogna». Il fatto che ad ottobre lei avesse avuto un’amicizia tramite Facebook, di colpo aveva rotto tutti gli equilibri di quel mondo arcaico.

Elena Ceste stava malissimo. Si era confidata con la vicina: «Sono sulla bocca di tutti». Faticava a mangiare. «Ho sbagliato», diceva. In quei giorni va a confessarsi da don Roberto Zappino, in paese. Il marito andrà dallo stesso prete a chiedere notizie della confessione, insistendo inutilmente per estorcerla. Il mondo di Elena Ceste era una prigione. «Una moglie che era diventata per l’indagato ingestibile, pericolosa, dannosa e doveva essere eliminata». Ecco cosa è stato: un delitto d’onore nel 2014. Il gip: «L’unica risposta possibile non poteva che essere, nella visione distorta e assolutistica dell’indagato, l’eliminazione della fonte di tutti i problemi».

La rabbia

Di Michele Buoninconti resteranno le contraddizioni in diretta televisiva. I pugni contro le troupe da cui si era fatto intervistare. Il televisore appoggiato fuori dal cancello: «Spazzatura». L’ossessione per il cibo alle oche. Per l’orto curato. Per il risparmio. «Estremamente parsimonioso», c’è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare. Contava i soldi per la benzina dell’auto di sua moglie. Controllava i chilometri percorsi. Spesso teneva in tasca il telefono di Elena Ceste. Era successo anche 4 giorni prima dell’omicidio. Michele Buoninconti era andato a prendere i figli all’ora di pranzo. Un amico di Elena lo aveva visto davanti a scuola, quindi pensava di poterle telefonare senza metterla in difficoltà. Ma il telefono è suonato nella tasca sbagliata.

«Diciotto anni della mia vita per raddrizzarla…». La messa della domenica, unica uscita settimanale. Le preghiere recitate anche in auto. Don Matteo alla tv. Le crostate fatte in casa. Secondo gli investigatori, la mattina del 24 gennaio 2014 Michele Buoninconti ha ucciso Elena Ceste appena è uscita dalla doccia. Era in camera per vestirsi. L’ha strangolata sul materasso, poi ha rifatto il letto e si è sbarazzato di quella moglie disonorevole. «Sostituire Elena».

http://www.lastampa.it/2015/01/31/italia/cronache/elena-ceste-era-scomparsa-il-marito-cercava-una-donna-eccezionale-dBQ8Sot6KgqMdvWvCT8IRP/pagina.html

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