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Emergenza politica e d’informazione

Intervista di Salvatore Cannavò al giornalista Curzio Maltese (Fatto Qu otidiano 23.3.14)

“”Perché mi candido? Perché in questo paese c’è un’emergenza, politica e di informazione. Basti pensare a quanto sia difficile leggere cose obiettive su Matteo Renzi”.
Curzio Maltese è una firma storica di Repubblica e la sua candidatura con la Lista Tsipras alle prossime europee (capolista nel Nordovest) suscita curiosità. Impegni politici non ne ha mai avuti, “tranne il movimento studentesco negli anni ‘70” e, tranne un voto ai Radicali, ha sempre votato Pci e poi di seguito fino al Pd. “Alle ultime elezioni per il Pd ma anche per Sel, per fermare le larghe intese. Ma se ne sono fregati”.
Giornalismo e politica non dovrebbero restare separati? Non lo sono dai tempi della Rivoluzione francese. In realtà non avrei mai pensato di candidarmi
E perché è successo? Perché esiste un’emergenza grave sia per la politica che per l’informazione.
Quale? Un modello di Europa che impoverisce i poveri e arricchisce i ricchi. E che rappresenta il tradimento dell’ideale europeo di Altiero Spinelli. Le larghe intese in Europa sono dappertutto e costituiscono l’assassinio della politica, la vera antipolitica.
Renzi quindi è bocciato? Direi che il suo viaggio europeo ha confermato l’emergenza dell’informazione italiana che fa campagna per lui.
Perché? Si è parlato di patto italo-francese dopo l’incontro con Hollande ma sui giornali francesi non se n’è trovata traccia (in Italia lo ha ben scritto Andrea Bonanni su Repubblica ). Hanno scritto che il premier ha ‘fatto innamorare’ Merkel ma Squinzi lo ha smentito. A Bruxelles, i telegiornali hanno dato la notizia del trionfo ma dai sorrisini si è capito che non c’era nulla.
Un disastro. Non succede facilmente nel nostro paese di leggere cose obiettive su Renzi.
Di lui non salva nulla? Le promesse sono ottime. Ma da giornalista valuto i fatti. Ha fatto la campagna delle primarie sul rifiuto delle larghe intese, sulla necessità del voto per andare a palazzo Chigi e su una forte spinta antidalemiana. Poi ha fatto un patto di ferro con Berlusconi, grazie a questo patto ha fatto fuori Letta e ha riabilitato D’Alema. Difficile fidarsi.
E Grillo? Dice cose giuste e dà soluzioni sbagliate. Propone di uscire dall’euro per entrare nello zecchino o nel baiocco. Non mi sembra si faccia molta strada. E poi ha fondato un partito padronale.
La Lista Tsipras è la strada giusta? Ha cominciato con gli scontri interni. Chi ha rotto lo ha fatto non sul programma ma sui nomi dei candidati. A rompere è stato solo uno, un intellettuale geniale come Flores D’Arcais, che voleva la candidatura di Sonia Alfano. Andrea Camilleri lo ha appoggiato e mi spiace molto della sua assenza. Ma non ho mai visto un gruppo così unito. Nel Pd sarebbe finita a coltellate.””

Fonte

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