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Eni: Descalzi, in semestre ottimi risultati, target al rialzo

(AGI) – Roma, 30 lug. – Eni ha registrato nel I semestre dell’anno un utile netto adjusted di 1,05 miliardi di euro esclusa Saipem (-47%) rispetto al primo semestre 2014 mentre su base consolidata l’utile netto adjusted del semestre e’ stato di 790 milioni con una flessione del 62% e un tax rate in aumento all’83%. Lo rende noto la societa’. Nel secondo trimestre invece l’utile netto adjusted esclusa Saipem e’ stato di 450 milioni con una flessione del 46% rispetto al secondo trimestre 2014 dovuta al calo dell’utile operativo, alla variazione negativa del fair value delle partecipazioni di Snam e Galp (perdita di 53 milioni rispetto a proventi di 99 milioni nel periodo di confronto), nonche’ all’aumento del tax rate (2 punti percentuali) dovuto alla mancata valorizzazione fiscale dei citati oneri su partecipazioni e alla maggiore incidenza di paesi a piu’ elevata fiscalita’, i cui effetti sono stati parzialmente compensati dalla minore incidenza sull’utile ante imposte di Gruppo del settore E&P. Su base consolidata l’utile netto adjusted del trimestre e’ stato di 139 milioni con una flessione dell’84% e un tax rate in aumento al 147% dovuto alla mancata valorizzazione fiscale dei suddetti write-down di Saipem.

Eni rivede al rialzo guidance produzione anno, da 5% a oltre 7%

“Nel primo semestre di quest’anno abbiamo conseguito ottimi risultati industriali in tutti i business che ci hanno consentito di rivedere al rialzo alcuni degli obiettivi del piano strategico presentato a marzo. Nel settore upstream abbiamo raggiunto una crescita produttiva record e abbiamo contenuto significativamente i costi. Inoltre, il recente avvio della produzione del campo di Perla, in Venezuela, e l’ormai prossimo avvio di Goliat, in Norvegia, forniranno un contributo importante nella seconda parte dell’anno”. Cosi’ l’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato i risultati del semestre.

Eni propone acconto dividendo di 0,40 euro ad azione

“I business del middownstream – ha proseguito il manager – hanno tutti ottenuto risultati positivi, grazie ai forti progressi nel riassetto dei nostri impianti di raffinazione e petrolchimici, al successo nelle rinegoziazioni dei contratti gas e agli ulteriori interventi sull’efficienza. Queste azioni hanno contribuito a limitare gli effetti della caduta dei prezzi degli idrocarburi, sia in termini economici, sia in termini di cassa. Nonostante il dimezzamento del prezzo del barile, abbiamo conseguito 5,7 miliardi di euro di cash flow, in linea con il primo semestre dello scorso anno, che ha finanziato la quasi totalita’ degli investimenti realizzati nel semestre. Si tratta di un risultato particolarmente rilevante, dato che operiamo in un settore che oggi ha come principale sfida proprio l’autofinanziamento degli investimenti. Questi risultati superiori alle attese ci consentono di confermare la proposta al CdA al prossimo 17 settembre di un acconto dividendo pari a 0,40 euro per azione”.

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