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Eni: importante scoperta a gas nell'offshore dell'Indonesia

(AGI) – San Donato Milanese, 27 ott. – Eni ha effettuato un’importante scoperta a gas nel prospetto esplorativo indonesiano denominato Merakes, situato nel blocco East Sepinggan, di cui Eni e’ operatore con la quota del 100%. Il blocco si trova al largo di East Kalimantan (Borneo), 170 chilometri a sud del centro di liquefazione di gas naturale Bontang Gnl e a 35 chilometri dal campo offshore in sviluppo di Jangkrik, sempre operato da Eni. La scoperta, informa una nota, e’ stata effettuata attraverso il pozzo Merakes 1, che e’ stato perforato in una profondita’ d’acqua di 1.372 metri e ha raggiunto una profondita’ complessiva di 2.640 metri. Il pozzo ha incontrato un importante accumulo di gas nella sequenza geologica clastica di eta’ Pliocenico Inferiore. Il pozzo ha attraversato una colonna di idrocarburi di 60 metri in sabbie di ottima qualita’. Merakes e’ il primo pozzo esplorativo perforato da Eni nel Blocco East Sepinggan, acquisito dalla societa’ nel 2012 a seguito di una gara internazionale.

Eni stima preliminarmente il potenziale della scoperta di Merakes in circa 36 miliardi di metri cubi di gas in posto e prevede un ulteriore potenziale che verra’ valutato con una campagna di delineazione. Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha commentato: “Questo nuovo successo concretizza ulteriormente la nostra strategia di crescita nel bacino del Pacifico, dove oltre alla presenza gia’ consolidata in Indonesia, Australia e Cina, Eni ha recentemente firmato nuovi contratti esplorativi in Vietnam, Myanmar e nella stessa Cina. Questa nuova scoperta e’ importante, poiche’ rafforza la nostra posizione di operatori in Indonesia e, grazie alla sua vicinanza al campo di Jangkrik, oggi in sviluppo, potra’ fornire ulteriori volumi di gas all’impianto di Gnl di Bontang. Questo risultato dimostra ancora una volta l’efficacia dell’approccio strategico di Eni nell’esplorazione, volto a operare con partecipazioni elevate al fine di valorizzare al meglio le scoperte”.

Eni e’ presente in Indonesia dal 2001 e detiene nel Paese un ampio portafoglio di asset esplorativi, produttivi e in sviluppo che rivestono un’importanza sempre maggiore nel contribuire alla crescita complessiva della societa’. Eni detiene nel Paese 14 permessi, di cui 10 in qualita’ di operatore: le attivita’ esplorative sono localizzate nei bacini petroliferi di Tarakan e Kutei (Borneo orientale), di Nord Sumatra, di West Timor e West Papua. Nel Kutei Basin Eni ha avviato lo sviluppo del campo deep offshore di Jangkrik, nell’ambito del Production Sharing Contract di Muara Bakau, e partecipa allo sviluppo di ingenti riserve di gas localizzate nei PSC di Ganal e Rapak. Le attivita’ produttive sono localizzate nella regione del Delta del Mahakam e sono svolte attraverso la partecipata VICO Ltd (Eni 50%, Bp 50%), operatore del PSC di Sanga Sanga che fornisce una produzione in quota Eni di circa 17 mila barili di olio equivalente al giorno.

ENI: SCOPERTA OFFSHORE INDONESIA CONSOLIDA INTERESSE PER ASIA- La scoperta a gas nel prospetto esplorativo indonesiano di Merakes annunciata oggi da Eni e’ un ulteriore passo di consolidamento dei rapporti di business del Cane a sei Zampe in Asia. In Indonesia il gruppo e’ presente dal 2001: l’attivita’ e’ concentrata nell’ area offshore orientale e nell’ onshore del Kalimantan orientale, nell’ offshore dell’ isola di Sumatra e nell’ onshore/offshore di West Timor e West Papua. L’obiettivo Asia per Eni tiene conto del fatto che si tratta di economie in costante crescita, con un assoluto bisogno di gas: il Vietnam, ad esempio, un paese con una crescita del Pil annuo del 7%, dal 2025 si trovera’ in deficit di gas per quasi 1,5 mld metri cubi l’anno. L’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha parlato di ulteriore “strategia di crescita nel bacino del Pacifico, dove oltre alla presenza gia’ consolidata in Indonesia, Australia e Cina, Eni ha recentemente firmato nuovi contratti esplorativi in Vietnam, Myanmar e nella stessa Cina”. Restando all’Indonesia, Eni prosegue le attivita’ di sviluppo dei progetti operati dei giacimenti Jangkrik (Eni 55%) e Jau (Eni 85%) nell’ offshore del Paese.

Il primo prevede la perforazione di pozzi produttori collegati con una Floating Production Unit per il trattamento del gas e dei condensati nonche’ la realizzazione delle facility di trasporto per la connessione all’ impianto di Bontang. Lo start-up e’ previsto nel 2017 con picco di 80 mila boe/giorno (42 mila in quota Eni) nel 2018. Infine la frontiera di Timor Est dove l’ Eni e’ presente dal 2006, operatore con una quota dell’ 80% in 4 blocchi esplorativi offshore, per una superficie non sviluppata di 8.087 chilometri quadrati. La prima fase del programma esplorativo, della durata di 3 anni, prevede l’acquisizione di sismica 2D e 3D, gia’ completata, e la perforazione di due pozzi, il primo dei quali realizzato nel 2010. In Timor Est, nel 2008 attraverso i pozzi esplorativi Kitan-1 e Kitan-2, Eni ha effettuato una significativa scoperta petrolifera nel permesso JPDA 06-105 e nel 2010 ha avviato lo sviluppo del giacimento a olio di Kitan che, nell’ ottobre 2011 ha avviato a produzione. Dieci giorni fa, in occasione dell’Asem a Milano, lo stesso Descalzi, ha avuto una serie di incontri con i vertici istituzionali e con i top manager delle compagnie petrolifere di diversi paesi dell’area tra cui Vietnam, Corea, e Myanmar. (AGI)

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