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Eni: Marcegaglia, ben posizionati per sfide future

(AGI) – Roma, 14 apr. – Grazie alle strategie adottate Eni e’ ben posizionata per affrontare le sfide presenti e future. Lo ha affermato il presidente del gruppo Emma Marcegaglia parlando al convegno ‘L’Italia, l’Eni e l’internazionalizzazione’ che si e’ tenuto all’Accademia dei Lincei. “L’azienda, il Cda hanno da subito supportato le scelte dell’ad, Claudio Descalzi, per trasformare la societa’ e focalizzare le attivita’ sul core business, ovvero l’upstream. Abbiamo ristrutturato gli altri business dal gas and power, alla chimica, alla raffinazione”, ha ricordato la presidente.
“Abbiamo impostato questa strategia quando il petrolio era a 100 dollari, anticipando in questo modo i tempi. Con il petrolio a 40 dollari questa strategia e’ stata rafforzata. Siamo stati i primi, lo scorso anno, a tagliare il dividendo. Nel 2015 abbiamo sofferto a causa dello scenario non favorevole ma nonostante questo siamo stati le terza compagnia al mondo tra le altre oil company per cash flow”, ha aggiunto.
Sempre ripercorrendo le strategie della societa’, Marcegaglia ha spiegato che “continueremo ad abbassare i costi puntando su progetti convenzionali. Queste scelte ci hanno permesso di gestire un ambiente di bassi prezzi del petrolio, di garantire un futuro di crescita e nel lungo termine di essere pronti per il processo di de-carbonizzazione che e’ stato deciso lo scorso dicembre alla Cop21 di Parigi”. La presidente ha poi sottolineato il ruolo “che Eni puo’ avere nella creazione della catena del valore, facendo da apripista anche per piccole e medie imprese italiane”.
Soffermandosi sullo scenario dell’ultimo periodo, Marcegaglia ha osservato come due elementi abbiano cambiato profondamente il settore energetico: “L’autosufficienza raggiunta dagli Stati Uniti grazie alla tecnologia dello shale oil e il cambio di ruolo dell’Opec che di fatto ha rinunciato al ruolo di Banca Centrale del petrolio, di regolatore. Questi due fattori, insieme al rallentamento dell’economia cinese e alla crisi di quelle occidentali hanno provocato un eccesso di offerta. Tutto questo ha portato a un taglio degli investimenti da parte delle major del 24% nel 2015 e del 17% stimato nel 2016. A partire dal prossimo anno”, ha sottolineato, “dovremmo invece assistere a un ribilanciamento tra domanda e offerta”.
Nell’intervento all’Accademia del Lincei, Marcegaglia ha inoltre accennato anche agli scenari futuri di geopolitica dell’energia e all’approccio di Eni nei paesi dove opera. “Nei prossimi anni al corridoio Est-Ovest di approvvigionamento energetico si affianchera’ il corridoio Sud-Nord che, grazie alle scoperte di Eni in Africa dove e’ la prima compagnia, sara’ utile anche all’Italia per diventare un hub del gas. In questo modo ci sara’ maggiore sicurezza energetica per l’Italia e per l’Europa e si contribuira’ allo sviluppo dei paesi africani. Nei paesi dove operiamo”, ha infine ricordato, “Eni contribuisce allo sviluppo locale. Siamo l’unica compagnia a costruire centrali elettriche che danno energia alle popolazioni del luogo. E in un mondo dove 1,2 miliardi di persone sono senza accesso all’energia non e’ cosa da poco”. (AGI)
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