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Eni: produzione in crescita 3%, Descalzi "avviato nuovo ciclo"

Londra – Eni prevede una produzione di idrocarburi in crescita di oltre il 3% all’anno nel periodo 2016-2019 e ha abbassato la stima del break-even medio per i nuovi progetti da 45 dollari a 27 dollari boe, barili di olio equivalente. “Abbiamo iniziato un nuovo ciclo di crescita redditizia e abbiamo il potenziale per creare maggior valore per il futuro”, ha sottolineato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi presentando il piano 2016-2019 a Londra. “Stiamo continuando a ristrutturare con successo il nostro Mid-Downstream. Il business Gas&Power beneficera’ della rinegoziazione dei contratti a lungo termine e della riduzione dei costi di logistica. Riguardo al settore Refining&Marketing, ci concentreremo sulla riduzione del margine di raffinazione e sul miglioramento dell’efficienza delle operazioni, difendendo allo stesso tempo la nostra quota di mercato nel retail”, ha aggiunto.
Nel piano si sottolinea che grazie alla flessibilita’ del portafoglio di Eni, alle sinergie con gli asset esistenti e alle rinegoziazioni dei contratti, il break-even medio dei nuovi progetti e’ stato drasticamente ridotto da 45 dollari a 27 dollari/boe. L’aumento della produzione sara’ realizzato principalmente attraverso il ramp-up e l’avvio di nuovi progetti che daranno un contributo totale di circa 800mila barili di olio equivalente al giorno nel 2019.
L’esplorazione rimane un fattore chiave per la crescita del valore della societa’. Negli ultimi 8 anni Eni ha scoperto 11,9 miliardi di barili di risorse a un costo unitario di 1,2 dollari al barile, che corrispondono a circa 2,4 volte il totale della produzione realizzata nel periodo, valore molto piu’ alto della media del settore pari a 0,3. Eni prevede, nell’arco di piano, nuove scoperte per 1,6 miliardi di boe al costo competitivo di 2,3 dollari al barile e con un time to market per gli avvii di produzione molto ridotto, pur mantenendo una spesa media nell’esplorazione in linea con i livelli del 2015. Nonostante la riduzione del 18% del capex nell’upstream, Eni riuscira’ a realizzare una crescita della produzione cumulata del 13% entro il 2019.
“Nel quadro del processo di trasformazione del gruppo e dati gli obiettivi fissati nel piano”, Eni “ha intenzione di confermare un dividendo per il 2016 di 0,8 euro per azione interamente pagato per cassa”, si spiega nel piano.
E’ anche previsto un nuovo piano di dismissioni per 7 miliardi di euro entro il 2019, “principalmente attraverso la diluizione delle alte quote di partecipazione detenute nelle recenti importanti scoperte, in linea con la strategia di ‘dual exploration'”. “Nel 2015 abbiamo raggiunto il 90% degli obiettivi di dismissioni previste nel piano precedente”, ha spiegato Descalzi. (AGI)
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