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Erasmus per i suoi 30 anni si regala una app

Per il trentesimo compleanno il progetto Erasmus si regala una app. O, meglio, la regala alle centinaia di migliaia di studenti (oltre tre milioni e mezzo di studenti dal 1987) che ogni anno sono impegnati nel programma di scambio tra le varie università europee che si è arricchito dal 2014 del programma Erasmus Plus o Erasmus+ che allarga l’iniziativa ad altri settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport.

Per festeggiare, oltre ai numerosi eventi che ci saranno in giro per l’Europa durante quest’anno, la Commissione Europea ha deciso di lanciare una app per aiutare gli studenti coinvolti nel programma.

Come funziona l’app Erasmus+

L’applicazione mobile consente ai partecipanti di:

  •  verificare l’avanzamento delle loro pratiche prima, durante e dopo il loro soggiorno all’estero. Grazie all’app gli studenti saranno anche in grado di approvare e firmare online le loro convenzioni di studio con le università di origine e di accoglienza;
  • condividere e votare i consigli migliori per aiutare altre persone ad integrarsi nella comunità locale
  • migliorare le loro conoscenze linguistiche mediante un link diretto alla Erasmus+ Online Linguistic Support platform (piattaforma di sostegno linguistico online di Erasmus+), che offre corsi online con insegnante e tutoraggio interattivo.

La prima versione dell’app è già disponibile per iOS e Android. Nuovi elementi e aggiornamenti costanti consentiranno a breve di estenderla ad altri gruppi di partecipanti ad Erasmus+.

La Commissione ha anche lanciato il Punto d’incontro online della generazione Erasmus+, un sito web che offre ai giovani e alle organizzazioni l’opportunità di avviare dibattiti con esperti nei settori della gioventù, dell’istruzione e della formazione, di proporre temi di discussione, individuare problemi e presentare soluzioni. La nuova app integra tali iniziative.

Cos’è e come funziona l’Erasmus

Erasmus prende il nome da Erasmo da Rotterdam, filosofo che fece i suoi studi in diversi Paesi del continente. Ma sta anche per European Region Action Scheme for the Mobility of University Students (Schema di azione europeo regionale per la mobilità degli studenti universitari). L’idea è quella di permettere agli studenti di fare una parte del proprio percorso universitario in un ateneo di una città europea diversa da quella in cui ci si è iscritti inizialmente. Ma con il tempo si sono aperte possibilità di interscambio anche per imprese, lavoratori e disoccupati.

L’idea la ebbe nel 1969 Sofia Corradi, una pedagogista (oggi ribattezzata ‘mamma Erasmus’) che la propose alla Conferenza dei rettori delle università italiane. L’idea piacque, ma si dovette aspettare il 1986, quando il presidente francese Francois Mitterrand appoggiò la nascita di Erasmus, il cui nome deriva dall’umanista olandese Erasmo da Rotterdam che viaggiò per diversi anni in Europa.

Oltre 3,5 milioni di studenti coinvolti in 30 anni

Dal 1987 ad oggi gli studenti universitari complessivamente coinvolti a livello europeo hanno superato i tre milioni e mezzo. L’Italia ha contribuito a questo record per il 10%. Il nostro Paese, infatti, insieme a Spagna, Germania e Francia, è quello che ha il maggior numero di studenti in partenza verso le diverse destinazioni europee.

Le prime cinque università italiane per studenti in uscita sono:

  • Alma Mater di Bologna
  • Università degli studi di Padova
  • La Sapienza di Roma
  • Università degli studi di Torino
  • la Statale di Milano. 

Le destinazioni più scelte dai ragazzi italiani sono:

  • Spagna
  • Francia
  • Germania
  • Regno Unito
  • Portogallo

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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