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Erdogan ad Ankara, licenziati altri 6.500 insegnanti

Istanbul – Non conoscono soste le epurazioni del presidente, Recep Tayyp Erdogan, rientrato ad Ankara dopo il fallito golpe di venerdi’ notte. per presiedere il Consiglio di sicurezza nazionale. Il totale è arrivato a 50.000 tra persone arrestate e rimosse o sospese dall’incarico. E intanto Standard&Poor’s ha abbassato il rating sovrano da ‘BB+’ a ‘BB’ con outlook negativo e quindi soggetto a ulteriori possibili ribassi.

Le categorie più colpite nelle ultime ore sono quelle degli accademici e della stampa. Sono stati licenziati altri 6.538 tra professori e maestri portando il totale del settore istruzione colpito dal giro di vite a 21.738 persone a cui è stata ritirata la licenza per insegnare nelle scuole private. Il consiglio per l’Istruzione superiore (Yak) ha decretato il divieto di espatrio per tutti gli accademici turchi, dopo che martedì erano state richieste le dimissioni per 1577 decani di università, di cui 1176 dipendenti pubblici e 401 legati a fondazioni private. Il rettore dell’Università di Gazi ad Ankara, Suleyman Buyukberber, è stato arrestato, poco dopo essere stato rimosso dal suo incarico. In precedenza era stata decretata la sospensione di 95 membri del personale docente dell’Università statale di Istanbul e dei rettori di altre quattro università turche.

Berlino, repressione turca “si fa beffe di stato di diritto”

Ufficialmente i provvedimenti mirano a verificare eventuali legami con la confraternita di Fetullah Gulen, il miliardario e ideologo islamico residente negli Usa dal 1999, ex alleato e attualmente acerrimo nemico del presidente Erdogan, che lo ritiene la mente del tentativo di golpe militare.  

L’Authority per le comunicazioni ha sospeso le trasmissioni di 24 emittenti Tv e radio e il direttorato per la stampa ha comunicato il ritiro del tesserino per 34 giornalisti, sospettati di legami con la confraternita di Gulen.Sospsesi dal servizio anche 262 giudici militari e altri 900 poliziotti. 

Nella centrale piazza Taksim, un tempo cuore delle manifestazioni antigovernative ma ora centro delle manifestazioni di sostegno a Erdogan, è comparso un grande striscione appeso sulla facciata del centro culturale Ataturk che minaccia “Gulen, cane del diavolo, impiccheremo te e i tuoi cani allo stesso guinzaglio”. 

Il governo turco ha bloccato anche l’accesso a WikiLeaks, che ha pubblicato 294.548 mail inviate e ricevute da 762 indirizzi mail dei vertici dell’Akp, il partito che Erdogan fondò nel 2002 e di cui è sempre stato indiscusso leader. Sono intanto ripresi, ed è la prima volta dopo il fallito golpe, i raid aerei contro la guerriglia curda nel nord dell’Iraq. Il Cremlino ha confermato che presidente Vladimir Putin incontrerà Erdogan in Russia «i primi di agosto», smentendo le voci che volevano Baku come luogo dell’atteso incontro. 
 
Il giro di vite rischia di isolare la Turchia sul piano internazionale e già cominciano le “fughe” eccellenti: Mario Gomez, attaccante tedesco ex Fiorentina,  ha annunciato che lascia il Besiktas “a causa dei terribili eventi” degli ultimi giorni. Da Roma è arrivata la notizia che, con una risoluzione approvata all’unanimità dal plenum e che sarà inviata al Guardasigilli Andrea Orlando e al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Csm ha sospeso «ogni rapporto di cooperazione» con il Consiglio superiore dei giudici e dei pubblici ministeri della Turchia «fino a quando non sarà fatta chiarezza sul ruolo di tale Consiglio nelle determinazioni che hanno portato all’arresto o alla destituzione di oltre 2mila magistrati». «Non vi è libertà e legalità in quel Paese dove i giudici non sono liberi», ha affermato il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione, Giovanni Canzio e Pasquale Ciccolo, intervenuti nel corso del plenum.  (AGI)
 
 
 
 
 
 
 
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