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Esodati: presidio sindacati al Mef, governo lavora a soluzione

(AGI) – Roma, 15 set. – Presidio, sotto al Ministero dell’Economia, dei lavoratori esodati, promosso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, insieme al Comitato Opzione Donna per chiedere il rispetto delle leggi. Una delegazione sara’ ricevuta tra poco dal sottosegretario all’economia, Pierpaolo Baretta. In Via XX Settembre alcune centinaia di lavoratori e lavoratrici con le bandiere dei sindacati e lo striscione del Comitato Opzione Donna protestano gridando: “giu’ le mani dal fondo esodati” e “giu’ le mani da Opzione Donna”. “Chiediamo che il fondo destinato alla settima salvaguardia sia ripristinato per intero a favore degli ultimi 50 mila lavoratori che altrimenti, a fine anno, si troverebbero senza stipendio e senza pensione – ha dichiarato il segretario confederale Cgil, Vera Lamonica. I risparmi devono essere utilizzati per il fondo cosi’ come prevede la legge. Chiediamo anche l’applicazione della norma Opzione Donna per cui ci sono ugualmente le risorse. Questa situazione e’ uno scandalo – ha aggiunto – non ci saremmo aspettati questo comportamento neanche da questo governo che non ha molto a cuore le condizioni dei lavoratori.”. “Siamo qui per esigere il rispetto e la certezza del diritto – ha sottolineato Domenico Proietti, segretario confederale Uil – il fondo destina piu’ di 500 milioni di euro agli esodati e le risorse non possono essere utilizzate in altro modo. Il Parlamento ha accolto le nostre ragioni e finora sono stati salvaguardati piu’ di centomila lavoratori: ne mancano 50 mila. Il governo – ha concluso – non puo’ fare il gioco delle tre carte e dall’incontro di oggi ci aspettiamo una presa di posizione nuova”. “Il governo e’ chiamato in questa fase ai fatti, non ai comunicati e alle promesse – ha sostenuto Maurizio Petruccelli, segretario confederale Cisl – il Ministero dell’economia ha dissolto impropriamente risorse che devono essere restituite agli esodati”. “Non vogliamo essere prese in giro – ha dichiarato Dionella Maroni, coordinatrice del Comitato Opzione Donna – siamo lavoratrici che hanno versato 35 anni di contributi e la legge prevede che entro il 31 dicembre 2015, con 57 anni di eta’, si possa andare in pensione optando per il sistema contributivo. A settembre il Ministero dell’Economia ha detto di no, ma noi chiediamo il rispetto della legge. Intanto i ministri Padoan e Poletti sono impegnati a trovare soluzioni sul tema degli esodati. “I Gabinetti dei ministeri dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche Sociali – informa una nota – si sono confrontati nella giornata di ieri per valutare il problema dei lavoratori rimasti senza occupazione nel 2011, con scarse possibilita’ di ricollocamento sul mercato del lavoro e prossimi alla pensione senza pero’ averne maturato i requisiti. Dopo le modifiche al sistema previdenziale introdotte dalla legge Fornero alla fine del 2011, i governi e il Parlamento sono intervenuti con sei distinti provvedimenti di salvaguardia a tutela dei lavoratori che avevano sottoscritto collettivamente accordi di incentivo all’esodo. Il governo sta attualmente valutando una soluzione. Il ministro Padoan e il ministro Poletti stanno seguendo i lavori con l’obiettivo di dare una risposta alle situazioni di disagio”. (AGI) .
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