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Esperto, in primavera bimbi al parco e cibo sano

Roma – Bambini sempre meno attivi, come incoraggiarli al movimento? Le giornate all’aria aperta possono essere un valido aiuto. Spazio dunque ai giochi più disparati:dal monopattini allo skate passando per i classici ‘due tiri al pallonè con papà. Senza dimenticare i giochi di una volta, gli intramontabili ruba bandiera, nascondino, campana. “L’imperativo è muoversi“, spiega Michelangelo Giampietro, nutrizionista e medico dello sport, “il principio fondamentale è che i bambini traggano piacere dall’attività fisica, qualunque essa sia”. E osserva: “Ci sono giochi che stimolano i bambini a muoversi con scaltrezza, mettendo in gioco tante qualità diverse. Dal momento che nella maggior parte dei classici giochi l’ingrediente fondamentale è la corsa, un bambino puo’ arrivare a consumare mediamente anche 100-120 kcal in 30 minuti”. Tra un inseguimento e un giro sul monopattino, è bene prevedere il momento della merenda: è un pasto importante per il bambino, un rifornimento necessario per reintegrare i nutrienti consumati e fornire un’utile scorta, suggerisce l’esperto. Dovrebbe variare ogni giorno e contemplare cibi diversi. “Una soluzione pratica e igienica al parco è rappresentata dalla classica merendina”, osserva il nutrizionista, “possibilmente scelta tra le più semplici e le meno farcite, in modo da essere meno grassa e facilmente digeribile e accompagnata sempre da una bottiglietta d’acqua per reidratarsi. In alternativa, una porzione di frutta ricca di acqua e sali minerali: una pera, una mela o una banana. Andando incontro all’estate spazio anche a pesche, albicocche, susine e ciliegie”.

Restando in tema di bimbi e alimentazione, la ricerca Doxa/Unaitalia ‘Le mamme e l’alimentazione dei loro figlì ha fotografato comportamenti e opinioni delle 5 milioni di italiane con figli tra uno e 14 anni d’età e rilevato che il 90% prepara personalmente i pasti ai bambini, scegliendo solo prodotti di qualità e made in Italy (9 su 10) e sono iper-critiche (solo il 24% promuove la dieta dei propri figli). Da un lato sono attente e pignole, ma si scoprono anche ansiose e insicure: 4 su 10 hanno dubbi su cosa fare mangiare ai figli, non sanno a chi chiedere consiglio, si sentono in colpa quando assenti e temono le cattive abitudini alimentari, sempre in agguato. E quando hanno un dubbio, subito dopo l’esperto consultano lo smartphone: è il web il luogo a cui una mamma su 2 si rivolge quando cerca un’informazione su un alimento. Secondo la ricerca, a mettere in ansia è soprattutto il timore che i figli non seguano una dieta equilibrata (61%) e non consumino a sufficienza frutta e verdura (55%). La carne compare nel menu in media 3 volte a settimana, con una spiccata preferenza per il pollo, presente in media 2 volte a settimana. (AGI) 

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